Martedi, 27 Giugno 2017

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Alimentari

Somministrazione Bevande e Alimenti: Requisiti e Iter per Richiedere la Licenza

ristorante, somministrazione bevande, licenzaLe attività di somministrazione di bevande e alimenti sono definite dall'art. 36 della L.R. n. 33/99 e s.m.i. come quelle aventi ad oggetto la vendita e il servizio connesso per il consumo di alimenti e bevande nei locali dell'esercizio o in una superficie attrezzata, aperti al pubblico, comprese le aree pubbliche. Vi rientrano quindi la gestione di bar, ristoranti e simili. Ciò che distingue la somministrazione dalla semplice vendita è l’assistenza al cliente mediante servizio al tavolo o la predisposizione di mezzi come tavoli, sedie e stoviglie per il consumo in loco.
Per svolgere tali attività non è più necessaria l’iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio) essendo infatti quest’ultimo stato abrogato dalla legge n. 248 del 4/08/2006. La materia è attualmente regolata dal decreto Legislativo 26 marzo 2010 n.59decreto Legislativo 26 marzo 2010 n.59.

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Avanzi: Riportarli a Casa Nel Sacchetto Diventa Chic

Doggy Bag, avanzi, ristorante, spreco ciboAndare al ristorante è diventato quasi un lusso eppure, anche in tempi di crisi, molti italiani preferiscono lasciare gli avanzi nel piatto piuttosto che richiedere la “vaschetta” per riportarli a casa e riscaldarli. I più audaci sono quelli che hanno animali domestici: per la maggior parte degli altri clienti portare via gli avanzi è un gesto poco elegante e assolutamente da evitare.
A poco serve ricordare che questa “cafoneria” serve ad evitare gli sprechi ed è quindi consigliabile in un’ottica ambientale nonché senza dubbio rispettosa delle popolazioni del terzo mondo. E allora forse la soluzione per sensibilizzare i clienti italiani al recupero degli avanzi è quello di rendere la doggy bag di tendenza.
Alcuni ristoranti di Milano hanno aderito all’iniziativa “Il buono che avanza”, proponendo ai clienti che lasciano porzioni abbondanti di avanzi la doggy bag a fine pasto.

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Prodotti Biologici: Attenzione Alle Truffe

biologico, alimentari, mercato bioMangiare i prodotti biologici o mangiare sul bio? Questo è il dilemma. Si tratta infatti di un mercato che nel mondo vale circa 55 miliardi di euro: troppi per non diventare business. Una ricetta che fa venire l’acquolina in bocca anche ai truffatori. Come difendersi quindi da falsi prodotti bio?
I prodotti biologici (quelli veri) sono ottenuti con una coltivazione agricola a basso impatto ambientale conservando la sostanza organica del terreno. I pesticidi quindi sono sostituiti da preparati vegetali e non viene fatto ricorso a tecniche industriali di forzatura della crescita. Le aziende che si occupano sia di agricoltura biologica che di agricoltura tradizionale devono inoltre mantenere divisi animali e terreni per evitare ogni contaminazione. Lo scopo è quello di non violare in alcun modo il prodotto finito.

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Il Pesce Italiano Copre il 30% Dei Consumi, il Resto è d'Importazione

pesce, importazione, riserveSembra impensabile che l'Italia, Paese circondato per tre quarti dal Mare, abbia difficoltà a reperire il pesce. In realtà è proprio così ed ogni anno le riserve che il Mediterraneo produce per noi si esauriscono sempre più in fretta. A fare i conti ci pensa come sempre il rapporto “Fish Dependance” curato dalla New Economics Foundation (Nef) e dal Ocean2012, secondo cui l'ultimo giorno in cui l'Italia può contare su proprie riserve di pesce è stato quest'anno il 21 aprile, ben 9 giorni prima del 30 aprile evidenziato nel rapporto dello scorso anno (8 se contiamo che quest'anno è bisestile). Ciò significa in sostanza che abbiamo già mangiato tutto il quantitativo di pesce che i nostri mari possono produrre per quest'anno. L'Italia, infatti, è in forte deficit per ciò che riguarda il pesce, infatti, produce solo il 30% del pesce che consuma contro una media dell'Unione Europea del 51%.

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Pausa Pranzo: Più 3% in un Anno, Più 130% Dal 2001

pausa pranzo, alimentari, lavoroLa crisi economica ha fatto diminuire il numero di lavoratori che effettuano la pausa pranzo in un bar o in un self service, facendoli optare per un più economico pranzo al sacco. Tuttavia nonostante questo calo i costi di un pranzo tipo, presso bar o nei punti ristoro self servici si fanno sempre più cari. A fare i conti ci ha pensato l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, secondo cui il rincaro rispetto allo scorso anno è stato di oltre il 3%.
Infatti, un pranzo tipo, idealmente composto da un piatto di pasta (primo), da una macedonia (dessert), mezzo litro d'acqua ed un caffè può arrivare a costare 12,70 euro al giorno, per un totale di 279,40 euro al mese, ben il 130% in più rispetto al 2001 (quando costava 5,53 euro).

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