Domenica, 20 Agosto 2017

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CIA: COME GLI ITALIANI MODIFICANO LE ABITUDINI ALIMENTARI NELL’OTTICA DEL RISPARMIO


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CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha commentato i dati diffusi dall’Istat relativi ai consumi alimentari al commercio fisso al dettaglio nel 2010consumi
alimentari al commercio fisso al dettaglio nel 2010, i quali, come abbiamo visto negli scorsi giorni, hanno subito un calo dello 0,3% rispetto all’anno precedente, al contrario dei consumi non alimentari al dettaglio che hanno fatto invece registrare un lieve incremento.
Secondo CIA, in effetti, le abitudini degli italiani a tavola si stanno modificando sempre più nell’ottica del risparmio, dal momento che sono calati in maniera importante i consumi di carne, vino, pane e pasta.
A conferma del fatto che gli italiani cercano di risparmiare anche sugli alimenti, vi è il fatto che, come ha sottolineato l’Istat, è cresciuto notevolmente il business dei discount, con un + 1,3% nel 2010 rispetto all’anno precedente. Tutto ciò a discapito delle piccole botteghe di quartiere e dei minimarket.
A soffrire la crisi inoltre sono molto di più le piccole aziende, soprattutto quelle operanti su su piccole superfici (meno 0,4%) mentre resiste la Grande distribuzione organizzata (che ha fatto invece registrare dei dati in positivo (più 0,7%). Tolti i discount che come visto hanno fatto registrare una buona crescita, gli altri esercizi della grande distribuzione si sono stabilizzati su risultati più modesti (ipermercati -0,3% e supermercati + 0,4%). Dati che si spiegano secondo la CIA, dal bisogno sempre maggiore degli italiani di risparmiare, tanto che nell’ultimo anno quasi una famiglia su tre (il 30%) si è rivolta quasi esclusivamente alle “promozioni” commerciali.
CIA ha analizzato anche i dati forniti da Ismea, i quali evidenziano delle stime negative per quanto riguarda il pane (-2,6%), la pasta (-1,7%), le carni bovine (-4,4%), i prodotti ittici (-3,1%), i vini e gli spumanti (-2,9%), la rutta e gli agrumi (-1,8%) ed ortaggi e patate (-0,3%).


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Per quanto riguarda invece gli alimenti più acquistati, si segnala un incremento della domanda per il latte fresco (+2,1%), l’olio di oliva (+3,2%), le uova (+1,1%), il pollo (+2,5%), sostituti del pane quali grissini e cracker (+4,6%), latte e derivati (+0,3%); meritano una menzione a parte, infine, i cosiddetti ortaggi di IV gamma (freschi confezionati), i quali hanno fatto registrare una crescita dei consumi pari al +7,9%.
Dai dati analizzati è evidente, dunque, che i cambiamenti delle abitudini alimentari delle famiglie italiane sono dovuti principalmente alla necessità di fare economia. La CIA prevede un 2011 non certo florido per il mercato alimentare, visto che nell’anno in corso infatti la situazione dovrebbe rimanere simile, con una ulteriore, lieve diminuzione dei consumi tra il -0,2% ed il -0,3%.

   


 
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