Mercoledi, 22 Maggio 2019

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Data di Scadenza Dei Prodotti Alimentari: Attendibilità e Differenze tra gli Stati Europei


prodotti alimentari, scadenza

La data di scadenza sull’etichetta può essere lo spartiacque che distingue tra i prodotti buoni e quelli avariati? Non sempre. L’opinione pubblica si scandalizza (giustamente) ogni volta che viene lanciato l’allarme su prodotti scaduti non ritirati dal commercio: l’ultimo in ordine temporale è stato il caso della carne confezionata che, una volta scaduta, veniva venduta come fresca sul bancone presso alcuni supermercati di una nota catena della grande distribuzione.
La politica del supermercato non è sicuramente corretta ma va detto che non sono state segnalate controindicazioni nelle condizioni di salute di chi ha mangiato la carne incriminata o intossicazioni alimentari di alcun genere.

Questo ci suggerisce che è fondamentale leggere la data di scadenza con la giusta elasticità mentale: a dirlo non sono i produttori di generi alimentari (sicuramente interessati a vendere il prodotto) ma la Federazione romanda dei consumatori (FRC).

La data di scadenza che leggiamo sulle confezioni dei prodotti non può essere considerata come una verità assoluta. Non vuol dire che dobbiamo comprare cibo scaduto dai supermercati (cosa che peraltro in alcuni Paesi, ad esempio in Australia, è possibile e permette di usufruire di offerte particolarmente vantaggiose), ma che se ci accorgiamo che qualcosa nel frigo o nella nostra credenza è scaduta, prima di gettarla dobbiamo controllare che effettivamente la qualità del prodotto sia stata intaccata. A sostegno di questa teoria basta pensare che i criteri sulla base dei quali la data di scadenza viene selezionata, sono diversi di Paese in Paese, anche all’interno dello stesso continente.
In Europa ad esempio la Svizzera è uno dei Paesi più rigido in tema di scadenze: sugli stessi prodotti queste risultano anticipate rispetto alla media europea. Questo comporta peraltro lo spreco di molte scorte di prodotti alimentari che sarebbero ancora commestibili. Secondo le ultime stime nella Confederazione elvetica vengono gettate ogni anno nella spazzatura circa due milioni di tonnellate di cibo scaduto ma non avariato. La proposta della FRC sarebbe quella di eliminare la data limite di vendita e quella consigliata per il consumo (si legge spesso “da consumarsi preferibilmente entro”) che rischiano di fuorviare il consumatore, e di mantenere solo quella di scadenza vera e propria. 
Ad analoghe conclusioni si è arrivati in Inghilterra, dove l’etichetta “sell by”, ossia quella relativa alla data ultima di vendita, è già stata eliminata. Una recente ricerca inglese condotta dalla WRAP, ha rilevato che quasi il 50% dei consumatori confonde le tre etichette e getta quindi alimenti ancora integri.  

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