Mercoledi, 16 Ottobre 2019

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I CONSUMI ALIMENTARI DEGLI ITALIANI CONTINUANO A CALARE, CRESCE IL RICORSO AI DISCOUNT E L’EXPORT


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CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha svolto in collaborazione con Ismea un’indagine relativa ai consumi alimentari delle famiglie  italiane evidenziando come le famiglie continuino tutt’oggi a tagliare le spese per l’acquisto del cibo.
Nei primi 3 mesi dell’anno 2010 i consumi alimentari degli italiani avevano fatto registrate un leggero incremento (+0,8%), suscitando molto entusiasmo su una possibile ripresa dei consumi dei cittadini. In realtà dopo questo trend positivo i dati hanno fatto registrare un nuovo stallo, con una calo dei consumi nel periodo aprile-giugno (secondo trimestre) dello 0,8% e della spesa del 2,8%dello
0,8% e della spesa del 2,8%. Dati negativi che sono stati confermati anche nel terzo trimestre dell'anno con un calo dei consumi su base annua dello 0,4%. Complessivamente, dunque nei primi 9 mesi del 2010 si è registrato un calo rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente pari allo 0,2% in termini quantitativi e pari all’1,3% in termini di spesa. Le previsioni per l'intero 2010 parlano di una flessione complessiva dei consumi tra lo 0,3% e lo 0,5%.
I dati hanno confermato delle importanti riduzioni dei consumi di alimenti quali la carne bovina (-4,9% sulla base dei tre trimestri), la pasta di semola (-2,4%), il pane (-2,3%), i vini Doc, Docg, Igt e comuni (-1,8%) ortaggi e legumi freschi (-1,7%).
Trend di crescita si sono invece registrati per i seguenti prodotti: ortaggi di IV gamma (+10,2%), sostituti del pane (+3,8%), yogurt (+3,5%), latte fresco (+3,2%) prodotti per la prima colazione e dolciumi (+2,9%), pollo (+2,7%) e l’olio extravergine d’oliva (+24%).
Dall'analisi dei dati emerge anche come gli italiani hanno ridotto non solo la quantità di cibo consumato, ma anche la qualità, comperando alimenti con una spesa complessiva più bassa. Nello specifico, secondo una recente indagine della stessa Cia il 36% delle famiglie è stato costretto a scegliere, per via delle difficoltà, prodotti di qualità inferiorel
36% delle famiglie è stato costretto a scegliere, per via delle
difficoltà, prodotti di qualità inferiore, mentre il 32% compra solamente prodotti in promozione.

 


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Per quanto riguarda invece i canali di vendita, si registra una moderata crescita per quanto riguarda supermercati ed ipermercati, con un +0,5%, sebbene la loro quota di mercato sia da anni stabilizzata al 70%.
Continua a crescere invece il business dei discount, presso i quali si registra una percentuale sul totale degli acquisti pari al 6,5%, mentre a risentire più duramente della crisi è invece ancora il commercio alimentare al dettaglio tradizionale. Una statistica confermata anche recentemente da un'indagine del Boston Consulting Groupindagine
del Boston Consulting Group.
Trend positivo, infine, è registrato nel settore dell’export, nel quale si è registrata una crescita pari al 9,3% nei primi 6 mesi del 2010 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Pressoché tutti i settori dell’export hanno registrato degli incrementi, ad eccezione della pasta e del riso.

 

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