Mercoledi, 24 Ottobre 2018

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IL 30% DEL CIBO ACQUISTATO DAGLI ITALIANI FINISCE NELLA SPAZZATURA. IN ARRIVO LA CUCINA ANTISPRECO


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Una delle principali lezioni che la crisi economica ci ha insegnato (e continua ad impartirci) è la necessità di ridurre gli sprechi. Lo hanno capito le famiglie che hanno visto contrarsi il proprio reddito disponibile
reddito disponibile e hanno reagito stringendo la cinghia e abbassando il proprio livello di spesa media (secondo la Cgia di Mestre di 516 euro all'anno a famigliasecondo
la Cgia di Mestre di 516 euro all'anno a famiglia).
Uno dei settori in cui si è sentito maggiormente il peso della crisi è quello alimentare, con una contrazione media rilevata dall'istatcontrazione
media rilevata dall'istat nello scorso anno del 2,9%.
Anche sul  fronte degli sprechi il settore alimentare risulta essere uno dei più problematici, lungo tutta la filiera ed oltre. Non solo, infatti, viene sprecata in Italia una quantità di cibo incredibile dal campo alla tavola, in grado di nutrire 44 milioni di persone (l'intera popolazione della Spagna) per un valore che ammonta a circa 37 miliardi di euro, (il 3% del PIL) ammonta a circa 37 miliardi di euro, (il 3% del PIL) ma, gran parte del cibo viene sprecata anche dopo essere stata acquistata dai consumatori. Nello specifico, secondo la Coldiretti, finisce nella spazzatura circa il 30% del cibo acquistato dagli italiani, quantità che in parte potrebbe essere salvato dai trucchi della cucina antispreco. Nella case degli italiani, riferisce l'associazione, finiscono nel bidone della spazzatura soprattutto gli avanzi quotidiani delle tavola, come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati che si classificano tra i prodotti più a rischio. Prodotti che possono essere recuperati con un po' di fantasia, come dimostrato in occasione della “Biodomenica a Roma” dove la Coldiretti ha apparecchiato la prima “tavola degli avanzi” , con piatti semplici che riscattano con gusto il cibo non consumato nei giorni precedenti.
Ecco che dunque recuperare i cibi rimasti sulle tavole, magari sulla base di qualche ricetta della tradizione enogastronomica popolare, diventa dunque un modo per affrontare la crisi e per contribuire concretamente alla riduzione dello spreco delle risorse agro-alimentari. Un'operazione che nasconde anche importanti risvolti ambientali, con una minor quantità di rifiuti da smaltire e una minor produzione di emissioni di gas serra nell'ambiente.
D'altro canto, precisa la Coldiretti, l'attenzione alla ricerca della qualità in tavola a buon mercato viene confermata anche dal fatto che il 37% degli italiani dedica parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell'orto. Principalmente come misura antistress, per passione, per garantirsi cibi di qualità e, logicamente anche per risparmiare.

Recuperare il cibo ha poi, per l'associazione, un risvolto sociale molto importante, perchè permette di dedicare maggior tempo ai fornelli, magari in compagnia di tutta la famiglia.
Ma quali sono i piatti antispreco? 

 


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Secondo la Coldiretti c'è solo l'imbarazzo della scelta, basta solo un po' di estro. Ad esempio si può recuperare la carne macinata avanzata e preparare delle ottime polpette, semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio, oppure si possono riutilizzare gli spaghetti del giorno prima per una frittata di pasta o ancora utilizzare le verdure avanzate, avvolgendole in una sfoglia, per una croccante pizza rustica.
Col pane avanzato è possibile ottenere una panzanella, aggiungendo pomodoro, olio e sale oppure optare per una tradizionale ribollita che unisce a pane raffermo, fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte.
La Coldiretti consiglia anche di recuperare la frutta, preparando una marmellata oppure una macedonia. Polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia possono aiutare a diminuire la quantità di rifiuti, garantire maggior risparmio alle famiglie e aiutare a non far sparire le tradizioni culturali del passato.
In chiusura ricordiamo però che per recuperare il cibo occorre che questo sia ottimamente conservato, soprattutto nelle stagioni o nei luoghi caldi (e umidi), il rischio che si formino delle muffe o dei batteri è, infatti, molto alto. Per questo consigliamo di dare un'occhiata al vademecum del Ministero della Salute per una corretta conservazione degli alimenti.

vademecum
del Ministero della Salute per una corretta conservazione degli
alimenti.
[Via:ColdirettiColdiretti ]

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