Sabato, 25 Novembre 2017

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SPESA ALIMENTARE: UNA FAMIGLIA SPENDE 6300 EURO ALL'ANNO, POSSIBILI RISPARMI SOPRATTUTTO AL NORD


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Qualche tempo fa abbiamo presentato i risultati di un'indagine della Cgia di Mestre in cui l'associazione rilevava come nell'ultimo decennio i prezzi fossero cresciuti più al Sud che al Nordnell'ultimo
decennio i prezzi fossero cresciuti più al Sud che al Nord. Una situazione per certi versi curiosa, viste le difficoltà delle famiglie nel mezzogiorno, ma che deriva probabilmente dal fatto che nel periodo precedente i prezzi fossero decisamente inferiori alla media.
Un tasso di inflazione troppo alto, soprattutto in certe categorie di prodotti (come gli alimentari) può però portare a conseguenze sociali gravi, specialmente se associato ad una contrazione dei redditi disponibili delle famigliecontrazione
dei redditi disponibili delle famiglie, come è accaduto a causa della crisi. Soprattutto gli alimentari rappresentano una categoria di beni a cui le famiglie non dovrebbero rinunciare “forzatamente”, come invece è accaduto secondo le rilevazioni Istatsecondo
le rilevazioni Istat e come confermato anche dal rapporto Cia sul primo semestre 2010rapporto
Cia sul primo semestre 2010.
Proprio al Sud, dove secondo il rapporto Coop “Consumi e Distribuzione”rapporto
Coop  “Consumi e Distribuzione”, la spesa mensile per alimentari e bevande è calata di quasi il 4% (contro il -1,3% del Nord) si registrano prezzi maggiori, per quanto riguarda gli alimentari.
A sostenerlo è l'ultima indagine di Altroconsumo che ha effettuato un interessante indagine su 926 punti vendita (supermercati) in 62 città italiane, rilevando oltre 850mila prezzi, per un totale di 40mila prodotti e 108 categorie merceologiche.
Secondo i dati diffusi, al Nord si concentrano i punti vendita più convenienti, mentre al sud quelli con il minor livello di concorrenza. In generale l'associazione rileva che la spesa media annua costa 6300 euro, ma sono possibili alti risparmi scegliendo i punti vendita più convenienti. Tra le città più convenienti d'Italia , Altroconsumo promuove Verona, Firenze, Treviso, Pisa e Arezzo. In queste città si possono ottenere risparmi ben superiori ai mille euro, più precisamente 1.622 euro a Firenze e 1204 a Verona. Molto convenienti anche Rimini e Milano dove è possibile risparmiare rispettivamente 1267 euro e 1214 euro. Dall'altra parte la città meno conveniente d'Italia, risulta essere Messina, dove tutti i punti vendita praticano prezzi superiori alla media nazionale e le possibilità di risparmio non raggiungono i 300 euro.


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I CONSIGLI PER RISPARMIARE
Altroconsumo nella sua indagine cerca di fornire anche consigli utili ai consumatori per districarsi nella giungla dei supermercati e delle offerte, cercando di trarre il massimo vantaggio tra prezzi e qualità. L'associazione consiglia innanzitutto di diversificare al meglio i propri acquisti, scegliendo dello stesso prodotto e nello stesso punto vendita, il marchio in quel momento più conveniente. Tra i prodotti di marche note è bene preferire quelli presentati in offerta, che permettono un risparmio medio annuo del 21% sul prezzo pieno. Puntando invece sui prodotti a marchio commerciale si può risparmiare fino al 41%, sempre sul prezzo pieno.
Una buona soluzione sono anche i prodotti primo prezzo, sebbene Altroconsumo consigli per il massimo risparmio, di optare per gli articoli hard discount, ribassati del 61% rispetto ai prodotti di marca. In questo caso la spesa media annua verrebbe ridotta del 60,3% , scendendo da 6300 euro a 2500 euro. Il testo completo dell'indagine è disponibile per gli abbonati sul sito di Altroconsumo.

   


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Si ringrazia l'utente bredgurbredgur di flickr per l'immagine



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