Mercoledi, 24 Maggio 2017

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Applicativi

Facebook e Lobbying: il Social Network Si Butta in Politica?

Facebook, politica, lobbyingFacebook ha di recente aumentato le spese per l'attività di lobbying in occasione della campagna elettorale americana. Cosa vuol dire? E cosa ciò ha a che fare con gli internauti?
Per capirlo è necessario prima di tutto essere consapevoli di significhi “fare lobbying”. In Italia, viste anche le vicende di Tangentopoli, questo termine assume nel senso comune un significato oscuro e una portata negativa. In verità, l’attività di lobbying, in sé, non comporta nessuna cattiva azione o reato: per lobbying si intende l’attività di pressione che un gruppo compie nei confronti del legislatore. Chi fa lobbying – o chi lo organizza, come Facebook – semplicemente porta certe istanze al governo o al parlamento. Insomma, è un elemento di democrazia.
Facebook ha aumentato le spese per lobbying, ciò significa che ha destinato risorse a questa opera di pressione. L’obiettivo, dunque, è che i suoi interessi siano ben rappresentati.

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Cloud Computing: Presente e Futuro in Italia

Cloud computing, aziende, prospettiveIl Cloud computing è una risorsa immensa per le aziende. Lo sanno bene tutti i partecipanti al Cloud Computing Summit 2012, tenutosi nei giorni scorsi a Milano. In quell’occasione si sono incontrati i responsabili ICT e i fornitori di servizi cloud. Argomenti della discussione sono stati il punto della situazione in Italia, le prospettive per il Cloud italiano e la definizione delle opportunità che lo stesso Cloud offre a chiunque ne voglia fare uso.
I presenti sono stati tutti d’accordo nel giudicare il Cloud come uno strumento fondamentale. Esso, infatti, contribuisce ad abbattere i costi in infrastrutture, favorisce la flessibilità, stimola la reazione alle esigenze di business, offre l’accesso diretto ai dati senza impedimento di spazio, di dispositivo e di tempo.
Il presente del Cloud computing in Italia non è roseo ma è caratterizzato da un outlook favorevole.

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Facebook: in Arrivo il Tasto Want

facebook, tasto want, marketing, impreseFacebook ne sforna sempre di nuove. Gli utenti sono abituati a novità, a volte radicali, che spesso disorientano. La novità in arrivo, però, minaccia di cambiare per sempre il volto di Facebook sotto almeno un aspetto: quello del marketing. Facebook e il marketing sono due concetti sempre più legati tra di loro, visto che il primo sta diventando sempre di più una piattaforma efficace per il secondo. Le aziende lo sanno e stanno spostando buona parte della loro comunicazione proprio sul social network.
Gli strumenti che Facebook offre a utenti, aziende e sviluppatori sono sempre in aumento, forte  del  numero strabiliante di utenti (si sfiora il miliardo). Mark Zuckerberg, cosciente del potenziale della sua creatura per il marketing, ha in serbo l’introduzione di un nuovo bottone, il tasto Want. Esso sarà una versione rivisitata del mi piace, una sua controparte di nicchia.

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Le 10 Domande Che Non Trovano Risposta Dalla Scienza

domande, scienzaNonostante i progressi strumentali e l’avanzamento tecnologico ci sono ancora dei limiti della scienza che appaiono insuperabili di fronte ai più grandi misteri della vita e della natura. Il canale televisivo inglese Eden ha stilato la classifica delle 10 domande che attanagliano gli studiosi da secoli e che sono rimaste senza risposta nonostante i numerosi studi scientifici sull’argomento. La top ten è stata selezionata in base ai dati emersi da un sondaggio lanciato in occasione del Mese dalla Scienza al quale hanno preso parte circa 2 mila persone.

1) Siamo soli nell’universo?
Anche gli scienziati si stanno aprendo all’idea che esistano forme di vita intelligente in altri pianeti. L’umanità però non dispone ancora dei mezzi tecnologici adatti per percorrere anni luce e creare un punto di contatto con queste realtà. Questa domanda rappresenta il dubbio esistenziale del 54% dei partecipanti.  

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Twitter: Dimmi Cosa Scrivi e Ti Dirò Se Sei Psicopatico

Twitter, tweet, timelineQuando siamo connessi sui Social Network siamo veramente noi stessi? Probabilmente no (o almeno non del tutto), eppure una ricerca scientifica intende dimostrare che basta un tweet di 140 caratteri (meno di un sms) per analizzare la personalità di chi scrive e scovare perfino eventuali tendenze psicopatiche (anche contro la consapevolezza di chi scrive).
Lo studio trae le sue basi da una scoperta recente di Jeffrey Hancock della Cornell che rivela una connessione intrinseca tra la lingua e la tendenza alla psicopatia. Da questa premessa sono partiti lo scorso 14 maggio gli approfondimenti della Online Privacy Foundation e di Kaggle, giunti ora alla fase finale.
L’esperimento, che ha preso il nome di 'Twitter Big 5 Experiment’, si è svolto sotto forma di un concorso online

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