Mercoledi, 17 Ottobre 2018

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Hardware: In Futuro l’Archiviazione Dati Sarà in Ologrammi


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L’hardware del futuro, almeno per quanto riguarda l’archiviazione dei dati, pare debba essere creato dalla HVault, società semisconosciuta operante nel campo dell’innovazione tecnologica. Il ruolo da protagonista che sta assumendo scaturisce da un’operazione finanziaria: l’acquisto degli asset di InPhase Technologies, azienda – lei sì - che negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante nella progettazione di un supporto che renda obsoleti Dvd e Blu-Ray. Purtroppo, nonostante l’ impegno e le risorse – anche economiche – profuse, la InPhase non è mai riuscita a immettere sul mercato un prototipo commerciale.
La tecnologia hardware che la HVault ha intenzione di riprendere in mano si chiama Holografic Versatile Disc. In breve, HVD. Di olografico c’è però ben poco, almeno se ci si attiene al significato ‘da senso comune’ della parola olografico. Niente visioni stile Star Wars dunque. Niente ‘futuro’ di quel tipo.

Per archiviazione olografica, infatti, si intende ‘semplicemente’ la scrittura di sottilissime immagini 3D su disco, immagini che rappresentano i dati da salvare e archiviare. Il processo è comunque molto complicato ma basti sapere che la tecnologia renderà i dischi circa due volte più veloci e, soprattutto, molto ma molto capienti: si parla di 1,6 terabyte disponibile in un ‘disco olografico vergine’. Si parla anche di una velocità di trasmissione pari e superiore ai 125 megabyte al secondo.

La tecnologia si basa sull’azione congiunta di due laser. Il primo, chiamato ‘signal’, è modulato in base alle caratteristiche del dato che viene scritto. Il secondo, chiamato invece reference, compie un’importante azione di supporto: illumina la regione dove il dato viene scritto e ne tiene traccia. Il raggio ‘reference’ poi elabora un’immagine olografica a partire dal dato scritto in precedenza e l’immagine viene infine letta da un sensore che ricorda molto da vicino il CMOS delle fotocamere digitali.
Di HVD si sente parlare da tempo, è dal 2007 che, in particolare, si parla di un prototipo finale, dalla quale sarebbero dovuti partire le prime copie commerciabili. Non se n’è mai fatto nulla e uno dei motivi è stata la questione, sempre spinosa, dei costi di produzione.
Se la HVault si dimostrerà capace di ottemperare a questi problemi, visto che il più del lavoro è praticamente stato eseguito dalla InPhase Technology, allora potremo dire addio ai supporti magnetici e ai supporti basati sul laser tradizionale e salutare una nuova era dell’hardware.
 
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