Venerdi, 24 Novembre 2017

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Twitter: Dimmi Cosa Scrivi e Ti Dirò Se Sei Psicopatico


Twitter, tweet, timeline

Quando siamo connessi sui Social Network siamo veramente noi stessi? Probabilmente no (o almeno non del tutto), eppure una ricerca scientifica intende dimostrare che basta un tweet di 140 caratteri (meno di un sms) per analizzare la personalità di chi scrive e scovare perfino eventuali tendenze psicopatiche (anche contro la consapevolezza di chi scrive).
Lo studio trae le sue basi da una scoperta recente di Jeffrey Hancock della Cornell che rivela una connessione intrinseca tra la lingua e la tendenza alla psicopatia. Da questa premessa sono partiti lo scorso 14 maggio gli approfondimenti della Online Privacy Foundation e di Kaggle, giunti ora alla fase finale.
L’esperimento, che ha preso il nome di 'Twitter Big 5 Experiment’, si è svolto sotto forma di un concorso online

Gli scienziati di tutto il mondo sono stati dunque invitati a proporre formule e algoritmi idonei per l’analisi di circa 3 milioni di tweet scritti da 3 mila utenti volontari di twitter. Ovviamente tutti i dati sono stati inviati in forma anonima: nei tweet sono incluse 337 variabili e risposte a 40 domande semplici.

Di queste ultime, dieci permettono l’assegnazione di un punteggio crescente da 1 a 5 secondo una strategia di controllo studiata da Sam Gosling della University of Texas.
Chris Sumner, co-fondatore della Online Privacy Foundation, ha insistito sul fatto che, con la giusta analisi, anche messaggi in apparenza innocui possono rivelare conclusioni inaspettate su aspetti determinanti della personalità.
La sensazione è quindi quella che a livello statistico la relazione tra quello che scriviamo su Facebook o su Twitter, anche senza pensarci troppo o su argomenti non compromettenti ma al contrario piuttosto banali a prima vista, e la nostra personalità (con eventuale tendenza a tratti psicopatici) è molto alta. Per il momento lo studio è ancora in fase sperimentale e quindi il condizionale è e resta d’obbligo ma se questa connessione venisse confermata, le applicazioni di questi algoritmi potrebbero avere risvolti importanti, ad esempio per l’analisi della personalità di imputati o di soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi.
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