Venerdi, 24 Novembre 2017

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Tag su Facebook: la Nuova Tecnologia Riconosce i Volti Degli Utenti

facebook, face.com, tag, privacy, fotoA breve il tag su Facebook non avverrà tramite nome e cognome ma per mezzo di una tecnologia all’avanguardia che riconosce in maniera digitale i tratti somatici degli utenti. In questo modo il famoso Social Network diventerà veramente il Libro delle facce.
Il tag su Facebook tramite riconoscimento digitale dei tratti somatici sarà possibile grazie all’acquisto di Face.com, azienda di Tel Aviv già partner del Social Network, proprietaria di una tecnologia di riconoscimento facciale utilizzata in fotografia.
Al momento non sono chiare le sorti di Face.com: solitamente infatti Facebook impone la chiusura dei siti che acquista, integrando i dipendenti. Fino ad adesso nello stesso ambito (archiviazione e ritocco di fotografie) solamente Instagram, in fase di acquisizione per una cifra di circa un miliardo di dollari, è riuscita ad ottenere un trattamento di eccezione a questa politica.  

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Facebook: l'Organizzazione e i Modelli di Business Dietro Al Marchio

Facebook, contenuti, pubblicità, modelli di businessCosa si cela dietro la scritta ‘Facebook’? Per la stragrande maggioranza degli utenti il famoso social network è solo una piattaforma per conversare e condividere frasi o immagini. Per altri, è uno strumento di lavoro e di marketing. Dietro, però, ci sono competenze e risorse umane, un’organizzazione maniacale ma che lascia spazio a una certa fluidità.
E’ emerso questo nell’indagine sviluppata da Quotidiano.net che è andato a scovare i segreti di Facebook Italia, nella sede di Milano.
Quello che stupisce è la differenza rispetto ad altri colossi come Google e Microsoft per quel che concerne la fisionomia della macchina organizzativa. E’ tutto molto snello, informale, asciutto. “Abbiamo optato per questo tipo di struttura perché ci permettere di rispondere meglio e più velocemente alle esigenze che provengono dal mercato e dall’utenza, senza lungaggini amministrative o burocratiche”.

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Pubblicità su Internet: Google Plus è Meglio di Twitter?

Google plus, pubblicità su internetChe i Social Network siano un terreno fertile per la pubblicità su internet non è una novità. Ma questo ambito può ancora riservare delle sorprese: mentre infatti molte aziende investono su Facebook e Twitter, una recente ricerca condotta da Social Bakers decreta Google plus come il Social Network più proficuo per la crescita di marchi pubblicitari.
Aprire un account sul Social Network di Google rappresenta quindi una mossa strategica per le aziende in cerca di pubblicità su internet. Ed è proprio tra i professionisti che il contestato Google Plus rivela le sue maggiori potenzialità. Facebook va bene per essere in contatto con gli amici, Twitter per seguire le opinioni e gli aggiornamenti di personaggi che ci interessano ma quando si tratta di marketing la risposta è Google plus.

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Google Plus: le Evoluzioni di un Social Network Che Non Convince

google plus, social network, La sfida tra Google Plus e Facebook nell’insidioso terreno dei social network è iniziata da un bel pezzo. Solo ora, però, sta assumendo le sembianze di una sfida dai toni accesi, digitalmente ‘violenti’. La lotta sta producendo molti cambiamenti nel web, che non sempre vanno nella giusta direzione. Vincere la sfida vuol dire imporre un interesse particolare dei due contendenti. Ciò non è quello di cui ha bisogno la rete. Insomma, cosa sta succedendo? Semplicemente Google ha capito che il suo Google Plus non può competere con Facebook se rimane un semplice social network. La piattaforma della società di Mountain View, nonostante un buon numero di iscritti, è poco frequentata: gli utenti trascorrono in media tre minuti al mese. Nulla, se confrontati con i 400 minuti al mese del social di Mark Zuckerberg.

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Pirateria Informatica: in Italia Un Software su Due è Pirata

pirateria informatica, software pirata, Il 57% dei possessori di Pc ammette di acquistare software pirata o di scaricarlo e il rapporto tra il valore del mercato del software pirata e quello legale è del 42% . Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall'annuale rapporto “Global Piracy Studio” realizzato dalla Business Software Alliance (BSA), l'associazione internazionale dei produttori di software. Il 31% delle persone intervistate ha ammesso di utilizzare o scaricare software pirata sempre (5%), spesso (9%) od occasionalmente (17%), mentre il 26% dichiara di averlo fatto solo raramente.
Rispetto al 2010, nello scorso anno il valore commerciale del mercato della pirateria informatica è cresciuto di 4,4 miliardi di dollari, passando da 58,8 miliardi a 63,4 miliardi e stabilendo un nuovo record. Questa crescita è da imputarsi soprattutto allo sviluppo della diffusione di personal computer nelle economie emergenti. Qui, infatti, il valore del software pirata rispetto a quello legale è cresciuto in maniera significativa arrivando a 21 miliardi di dollari.

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