Lunedi, 20 Novembre 2017

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PMI e Comunicazione: le Insidie Dei Social Media

PMI, social media, social network, Per le PMI (piccole e medie imprese) la comunicazione è un obbligo, proprio come per le grandi. Anzi, le loro rispettive dimensioni impongono una ricerca abbastanza assidua della visibilità. I social media (e i social network in particolare), al giorno d’oggi, permettono di comunicare, di farsi conoscere, senza spendere tantissimo denaro. Nondimeno, sono strumenti che vanno usati con cura perché nascondono molte insidie.
L’errore più grande che un piccolo imprenditore possa fare è considerare il web come un contenitore ‘universalistico’ nel quale riversare indistintamente tutte le attività di comunicazione che non riesce a mettere in pratica offline. E’ il miglior modo per fare danni.
Dunque è necessario innanzitutto fare comunicazione targettizzata. Scegliere un target preciso, magari ristretto, e ricamarci su il messaggio. Inoltre, sempre in base al target, va scelto il canale adatto nel quale far passare i contenuti. Sono questi i nuovi imperativi della pubblicità.

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Chiavette USB: il Rapporto tra Italiani e Memorie Portatili

chiavetta usb, archiviazione dati, memoriaE’ un dispositivo tecnologico che abbiamo quasi tutti (molti di noi ne hanno anche due o tre) e spesso dimentichiamo dove lo mettiamo anche se contiene dati importanti e potenzialmente privati. Molti di voi, leggendo le prime righe, avranno pensato al cellulare: in realtà stiamo parlando della chiavetta USB.
Questo piccolo dispositivo per la raccolta e memoria di dati è diventato ormai onnipresente in tutte le scrivanie italiane. Il vantaggio più grande è sicuramente che sono facilmente trasportabili anche se al tempo stesso questo è uno dei motivi per cui si perdono con tanta facilità. Il 42% degli italiani, infatti, ammette di lasciare dove capita questo gadget tecnologico mentre il 19% del campione (percentuale probabilmente a grande maggioranza femminile) la tiene nella borsa. Solo il 13% dei possessori di USB le lascia nel cassetto della scrivania senza portarle in giro

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PayPal Here: la Sfida a Square per i Pagamenti con Smartphone

PayPal here, smartphone, iPhone, pagamentiUn rumor di Mashable l'aveva annunciato e la previsione è stata azzeccata: PayPal si lancia nel mondo dei pagamenti in mobilità. Il nuovo strumento si chiama PayPal Here e consiste in un dongle che si collega agli smartphone (iPhone per ora) e permette di effettuare pagamenti con carta di credito, grazie ad un'app contenuta nell'iPhone. Il funzionamento è molto semplice, il venditore inserisce il dongle di PayPal nel jack audio dell'iPhone, digita l'ammontare della transazione nell'app dedicata, passa lo smartphone all'acquirente che verificata la correttezza dell'operazione e striscia la sua carta di credito all'interno del dongle. Ora non resta altro da fare che confermare la transazione con l'inserimento da parte del cliente del proprio numero di telefono e la firma sul display touch dell'iPhone. Tutto molto semplice, tutto molto bello e tutto già visto. Infatti PayPal Here non è altra che la “rivisitazione” di un omologo progetto lanciato dal co fondatore di Twitter, Jack Dorsey. Stiamo parlando di Square.

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Sempre Più Smartphone e Tablet Al Lavoro

tablet, smartphone, lavoroAumenta il numero di lavoratori che sul posto di lavoro porta con sé, e usa a scopi professionali, i dispositivi mobili di ultima generazione come smartphone e tablet.
Lo conferma un’indagine di Accenture e Trend Micro. Sono stati presi a campione circa 4 mila dipendenti, appartenenti a 16 paesi di 5 continenti diversi, e più di 300 dirigenti di azienda.
Il 45% dei dipendenti ha dichiarato senza esitazione la loro preferenza per i dispositivi personali – con tanto di applicazioni e software al seguito – rispetto agli strumenti offerti dall’azienda. Insomma, con gli smartphone e i tablet si lavora meglio. Il maggior numero di dipendenti che utilizza ‘piattaforme personali’ si trova nei paesi emergenti. In Cina, India, Brasile etc il 40% dei dipendenti ha fatto questa scelta. La percentuale scende al 20% tra i dipendenti dei paesi cosiddetti avanzati.

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Facebook: le Modalità di Moderazione e di Censura Dei Contenuti

facebook, censura, moderazioneFacebook conta oltre 900 milioni di utenti e punta dritto verso il miliardo. E tutti fanno qualcosa: postano status, immagini, video. Nonostante l’enorme mole di contenuti, il social network di Zuckerberg garantisce un servizio di moderazione, basato sulle segnalazioni degli utenti stessi. Gli utenti segnalano e Facebook valuta se applicare o no la censura al contenuto in questione.
Come ci riesce? Lo ha raccontato Amine Derkaoui, un ventunenne marocchino che si è ‘confidato’ con un famoso blog di New Yorkblog di New York. I particolari più strani della vicenda sono due: il giovane non ha nessun titolo specifico, e per il lavoro che faceva veniva retribuito un dollaro all’ora. La conclusione quindi è: Facebook ha affidato la responsabilità dei suoi contenuti a un giovane inesperto, per giunta sottopagato. Ma la faccenda è forse un po’ più complessa.

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