Mercoledi, 12 Dicembre 2018

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Banda Larga: in Italia Quasi un Cittadino su Cinque è Servito da Adsl Sotto i 2 Mbit/s


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Nelle scorse settimane abbiamo visto che l'Italia è penultima in Europa per quanto riguarda la velocità media della rete con 3,4 Mb per secondo e con solo il 10% delle connessioni che supera i 5 Mb per secondo.
Questo gap con l'Europa è stato trattato anche dal presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, che nella Relazione annuale al ParlamentoRelazione annuale al Parlamento ha definito l'Italia, per quanto riguarda la banda larga: "sull'orlo della retrocessione in serie B". Il livello di penetrazione della banda larga fissa è cresciuto dal 20,6% dello scorso anno al 22% odierno, ma rimane rispetto alla media Ue del 26,6%.

Inoltre, nel nostro Paese, la percentuale di abitazioni connesse alla banda larga (fisso e mobile) risulta inferiore al 50%, a fronte di una media europea del 61%, a cui si aggiunge il fatto che quasi un quinto della popolazione (il 18%) è servita da adsl sotto i 2 Mbit/s.
Secondo l'Agcom il modello della connessione dal computer fisso ancora non si afferma nel nostro Paese e questo anche quando la banda larga è disponibile, pure con tariffe promozionali giudicate convenienti. Nel nostro Paese il mobile sembra rappresentare la vera finestra sulla rete, sebbene non abbia le stesse performance della rete fissa ed incorra in quelle che vengono definite. “ strozzature”.
A proposito di rete mobile, Calabrò sottolinea che il primato acquisito da tempo in Europa per tasso di penetrazione di cellulari e smartphone, si sta trasferendo anche sulla banda larga mobile per il traffico dati, (diffusione del 35%). L'Italia risulta essere il paese con il livello maggiore di diffusione degli apparecchi idonei a ricevere e trasmettere dati in mobilità. Infatti, sono circa 12 milioni gli italiani che navigano in rete via smartphone, scaricano applicazioni, frequentano i social network, o acquistano servizi (prenotazione cinema, vacanze, treni , aerei etc).
Per cui si potrebbe dire per mantenere il paragone calcistico che se sulla banda larga fissa siamo da retrocessione, per quella mobile siamo da Champion's Leugue.

Un ulteriore aspetto di demerito del nostro Paese, sottolineato nella relazione, riguarda la maturità informatica delle piccole e medie imprese di casa nostra.
Secondo l'Agcom, infatti, il mercato dell’information and communication technology ancora non riesce ad invertire la rotta come invece accade nel resto d'Europa, ad eccezione della Spagna. Si tratta , sostiene Calabrò, di un dato preoccupante soprattutto perchè figlio di una potenzialità inespressa. Il tessuto socio economico italiano viene definito come un terreno estremamente adatto alla rivoluzione informatica, per il fatto di possedere tanti distretti industriali, molti centri culturali, turismo diffuso e una fitta rete amministrativa distribuita sul territorio. Esiste una ampio campo che si apre dinanzi alle piccole e medie imprese italiane offerto dalla rete e parzialmente sfruttato nel turismo.
Pur condividendo il pensiero di fondo sulle potenzialità ancora inespresse, non possiamo non ricordare come secondo una recente ricerca condotta da Boston Consulting e Google, l'Internet Economy in Italia nello scorso anno sia cresciuta del 10%, contribuendo al Pil per il 2%. Dati che seppur lontani dai i Paesi più avanzati d'Europa, non sono proprio da ultimi della classe.

 

RISORSE:

 

CREDIT
Darren HesterDarren Hester by flickr


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