Mercoledi, 20 Giugno 2018

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CRESCONO DEL 52% LE WEB TV ITALIANE, PICCOLE, GIOVANI, AGGUERRITE E SEMPRE PIÙ AGGIORNATE


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Nelle scorse settimane abbiamo visto come in Italia sia aumentato il numero di famiglie che dispongono di una connessione ad internet (59%)numero
di famiglie che dispongono di una connessione ad internet (59%), sebbene la distanza digitale con le media UE sia ancora elevata (70%). L'anno che si è appena chiuso ha consacrato l'esplosione dei social network, anche in Italia dove soprattutto Facebook ha avvicinato molte famiglie alla rete. Ma risultati interessanti si sono registrati anche in altri campi della comunicazione online, come ad esempio in quello delle web tv. Le microemittenti online, infatti, sono cresciute del 52% sul dato 2009 (286 canali), arrivando ad un totale di 436 emittenti. A rilevare questa crescita è l'annuale report Netizen, promosso dall'Osservatorio Altratv.tv. Pare dunque che l'”eterna” promessa della comunicazione 2.0 stia finalmente diventando realtà anche in Italia, sebbene le difficoltà che ostacolano il mezzo siano comunque molte. Infatti, nonostante una diffusione territoriale piuttosto omogenea lungo la penisola, o quantomeno poco correlata al potenziale economico regionale, non ovunque le web tv risultano “libere” in rapporto alla programmazione. In quattro regioni (Trentino AA, Liguria, Sardegna e Val d'Aosta) i mezzi micro mass mediali sono esigui e poco sviluppati, e con Enti Pubblici o Privati che tendono a boicottare l'attività informativa, o comunque a non tutelarla. Altre dieci regioni vengono indicate dalla ricerca come non particolarmente brillanti per copertura micro mass mediale, mentre nelle rimanenti sei regioni risulta un'alta concentrazione e programmazione di mezzi di informazione online dal basso.
Il rapporto con gli Enti Pubblici non è sempre ostile, anzi per un terzo delle emittenti (33%) il rapporto viene classificato come indifferente, nel 34% dei casi invece esiste un nesso di riconoscimento e collaborazione, nel 26% dei casi di solo riconoscimento e nel rimanente 7% il legame è di tipo collaborativo e di finanziamento.
Un secondo grosso ostacolo alla diffusione delle emittenti web è dato dalla diffusione della banda larga. Solo sei web tv su dieci (59%) si trovano in una zona del Paese totalmente coperta dalla banda larga, il 35% si trova in un'area coperta solo in parte dalla banda larga, mentre un temerario 6% di emittenti irradia programmi da territori non coperti per nulla da banda larga.
Per quanto riguarda le tematiche dei canali online, il 37% delle emittenti produce informazione comunitaria, il 32% fa promozione territoriale, il 26% risulta essere un canale tematico, mentre il 5% si pone come strumento di denuncia.
Ma come si finanziano questi progetti? Nella maggioranza dei casi le emittenti web si finanziano con fondi propri, tuttavia risulta in crescita il numero di web tv che intrattiene rapporti economici con realtà private (19%). il 9% del campione ottiene finanziamenti dalla Pubblica Amministrazione, l'8% realizza video su commesse e il 2% ha accesso a fondi europei.
La web tv italiane si contraddistinguono per essere micro emittenti con una redazione compresa tra uno e cinque membri nel 62% dei casi. Solo nel 22% dei casi la redazione è compresa tra i 6 e i 10 membri, mentre nell'8% è superiore ai 10 membri.


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Nella maggioranza dei casi (44%) il team redazionale ha un età compresa tra i 31 e i 40 anni, mentre in poco più di un web tv su tre (34%) l'età è compresa tra i 21 e i 30 anni. Nel 14% dei casi l'età media della redazione è compresa tra i 41 e i 50 anni, mentre solo nel 4% dei casi supera i 50 anni. Infine nel 4% delle web tv l'età media del team è compresa tra i 15 e i 20 anni.
Sul fronte degli aggiornamento il 39% delle web tv presenta notizie quotidiane, mentre nel 31% dei casi gli aggiornamenti sono settimanali. Nel 18% dei casi la programmazione è saltuaria, nel 9% quindicinale e nel 3% mensile.
Secondo la ricerca Netizen, poi il 43% delle web tv dichiara di registrare accessi fino a 3mila utenti unici al mese, il 22% supera i 3mila ma sta sotto i 7mila, il 20% supera i 7mila ma non i 10 mila, mentre l'8% supera anche i 10mila unici.
Per quanto riguarda le aree tematiche infine cultura, eventi cronaca, politica e sport risultano i temi principali, mentre tra le parole ricorrenti trionfa l'ambiente (73%), con le parole ad esso associate come rifiuti (26%), acqua (19%), Protezione Civile (19%) e clima (13%). Segue il volontariato e il terzo settore (57%), mentre al terzo posto si piazza il lavoro (43%).

  [Via: Altratv.tvAltratv.tv ]


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