Sabato, 25 Novembre 2017

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WhatsApp e Soci, le App di Messaggistica Istantanee Che Seppelliranno gli SMS


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Gli sms stanno per morire e l’assassino è un app di messaggistica istantanea per smartphone, Whatsapp. Il meccanismo con cui funziona è semplice e ricalca quello di Skype: la comunicazione non scorre attraverso la linea telefonica, ma attraverso internet. Quindi, è gratis.
Il declino degli sms è certificato dai dati, così anche l’ascesa di Whatsapp. Il primo sintomo della ‘morte a breve’ dei messaggini si è verificato a Natale: in genere, durante le festività il volume dei messaggi aumenta, con un positivo di anno in anno;. Beh questa volta non solo non c’è stato nessun aumento, ma si è registrato addirittura un calo del 7,5%, con picchiate in Scandinavia fino al 22% (ricerca di CityGroup). Di contro, Whatsapp ha subito un aumento esponenziale del volume di messaggi a cui ha fatto da tramite: è passato da un milione a un miliardo di text di traffico dal 2010 al 2011.

Ciò vuol dire che ogni secondo vengono spediti tramite Whatsapp 11mila messaggi (ricerca del Financial Times). Il miracolo di Whatsapp, che è poi riprende il miracolo di Skype, ha un unico vero ‘intercessore’: internet. E’ grazie alla rete che i due servizi possono essere erogati (ed erogati in maniera gratuita).
Sono previsti dunque grossi guai in arrivi per le compagnie telefoniche. La messaggistica, infatti, copre una buona parte del fatturato delle imprese (il 25%), e rappresenta un frazione consistenze della bolletta telefonica (11%). Le compagnie, per non perdere quello che appare sempre più un confronto contro il progresso, stanno pensando ad abbonamenti Flat oppure a promozioni sempre più ‘a basso costo’ che mantengano gli sms competitivi.

E proprio competizione sarà nei prossimi anni una delle parole d’ordine nel settore della messaggistica. Perché a contendersi il mercato non ci sono solo Whatsapp e le compagnie telefoniche ma anche molti altri servizi che emulano l’applicazione in questione. In primis, iMessage, che come si intuisce dal nome, è una diavoleria Apple. In pratica un Whatsapp su iPad e iPhone, già integrato nel sistema operativo, dunque totalmente gratuito. Il capostipite, tuttavia, è BlackBerry Messanger che però non ha fatto molta fortuna poiché il dispositivo sui cui poggia ‘non è di massa’ (è usato soprattutto dai businessman). Senza contare Viber e Belonga, veri e propri cani sciolti legati, per ora, a nessuna delle multinazionali in grado di fare la voce grossa nel settore delle telecomunicazioni.
Lo Short Message Service va a morire? Nel breve termine sicuramente no. Anche se la massima sul mondo delle tecnologie legate alla comunicazione ideata da Tim Wu (guru della Columbia) suona come una campana a morto: “Ogni innovazione mediatica porta inevitabilmente a un monopolio che però una nuova innovazione butterà nuovamente giù”.
 
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