Martedi, 21 Novembre 2017

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Rc Auto: Negli Ultimi 5 Anni, l'Incremento Dei Premi È Stato il Doppio Di Quello Della Zona Euro


Assicurazioni, Rc Auto, Antitrust
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Un anno e mezzo fa l'Antitrust ha aperto un'indagine conoscitiva per capire i motivi dei continui aumenti delle tariffe rc auto, a cui sono sottoposti i consumatori italiani, sia rispetto all'andamento dei sinistri (in calo) che in confronto con il resto d'Europa. Qualche risposta in merito è arrivata dallo stesso presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, in corso di un'audizione in commissione Industria al Senatoaudizione in commissione Industria al Senato, dopo aver svolto alcune indagine in merito. Secondo quanto riportato durante il periodo 2006-2010 i premi medi a livello provinciale per ciascun profilo di assicurato, preso in considerazione, di sesso femminile sono aumentanti con picchi fino al 45% nel caso di un individuo che assicura un motociclo nel Mezzogiorno.

Non va meglio però agli assicurati maschili, visto che, spiega l'Antitrust, l'andamento dei premi per gli assicurati uomini è aumentato per tutti i profili, fino ad oltre il 50%, come nel caso di un individuo che assicura un motociclo (profilo G) al Centro. In sintesi nell'ultimo quinquennio i premi sono cresciuti sia per gli utenti di sesso femminile che di sesso maschile a tassi di due cifre per la quasi totalità dei profili in tutte le macroaree geografiche. E il fenomeno non si è ridotto nemmeno negli ultimi due anni di analisi dove, sebbene con percentuali variabili da area ad area si sono registrati rincari anche nell'ordine del 30-40%.
Ma da cosa sono dovuti questi rincari?

In primo luogo spiega Catricalà, il meccanismo del risarcimento diretto non ha dato i frutti sperati, infatti anziché portare ad un maggior controllo da parte dei consumatori sul servizio di liquidazione del danno e quindi ad una maggiore concorrenza tra le compagnie, i risultati ottenuti sono andati in tutt'altra direzione. Nello specifico, se si esclude il dato positivo della riduzione dei tempi di liquidazione dei sinistri, risulta che il numero di sinistri liquidati nell'anno di accadimento sia aumentato dal 66% del 2007 a circa il 70% del 2010.
Sempre sul fronte della concorrenza l'Antitrust, sottolinea che la domanda poco mobile da parte degli automobilisti (solo 1 su 10 cambia compagnia annualmente) ha fatto in modo che le compagnie di assicurazione fossero poco incentivate a farsi concorrenza. Perciò in un mercato poco mobile, scarsamente concorrenziale, non vi è stata nessuna spinta al contentimento dei prezzi e neppure alla moderazione nella crescita. Inoltre, le compagnie, facendo fatica ad individuare efficaci meccanismi interni di controllo delle frodi (fenomeno sempre più in aumento), hanno reagito a tutte queste inefficienze di gestione, scaricando : “ sui premi i maggiori oneri”.
Dati alla mano i risultati dimostrano che nel periodo di operatività del risarcimento diretto il costo medio di un sinistro ha fatto registrare un incremento del 27% nel periodo 2008-2010. Valore medio che se disaggregato per aree geografiche evidenzia che l’aumento del costo medio nel Sud è stato di quasi il 70% superiore a quello nel Nord.
L'Italia esce dal confronto internazionale in modo impietoso, visto che i premi per l'assicurazione Rc Auto nel nostro paese crescono a tassi superiori alla media Ue, nello specifico, negli ultimi cinque anni, l'incremento medio dei premi per l'assicurazione dei mezzi di trasporto in Italia è stato quasi il doppio di quello registrato nella zona Euro.
Quali soluzioni?
L'Antitrust ha rilanciato l'iniziativa già più volte richiesta dall'Ania, della creazione di un'agenzia antifrode, in quanto in Italia si fa molta fatica ad accertare i sinistri fraudolenti. Nel disegno di legge attualmente all'esame del senato per la creazione di una banca dati di rilevazioni del rischio frodi, Catricalà intravede aspetti positivi (sebbene non risolutivi), quali ad esempio “l'installazione della "scatola nera" senza oneri per i contraenti che si tradurre in uno "strumento utile per consentire alle stesse imprese un controllo sulla dinamica degli incidenti".
Infine l'Antitrust ritiene sia indispensabile sbrogliare la matassa di intrecci tra le compagnie assicurative, che si manifestano in partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti.
RISORSE:

  

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