Martedi, 20 Agosto 2019

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CARO BENZINA: DALL'UNIONE PETROLIFERA UNO STUDIO CHE SPIEGA LA DIFFERENZA DEI PREZZI CON L'EUROPA


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Caro Benzina: dall'Unione Petrolifera uno Studio che Spiega la Differenza dei Prezzi con l'Europa | Self Service | Pompe Bianche |

Up, l'Unione Petrolifera ha presentato questa settimana lo studio realizzato da Nomisma Energia :“La rete carburanti nel 2009: il confronto con l’Europa” sullo stato della rete di distribuzione in Italia. Diversi gli spunti di analisi presentati che provano a spiegare il differenziale con l'Europa e quali interventi sarebbero necessari per migliorare la rete distributiva.
Il primo elemento interessante, presentato nell'indagine, riguarda il diverso andamento del numero dei punti vendita in Italia ed in Europa. Il processo di ristrutturazione della rete vede il numero di distributori diminuire in Europa, mentre in Italia dal 2006 si è assistito all'aumento dei punti vendita. Questo che rappresenta l'unico caso in Europa, è il segno delle difficoltà di chiudere i numerosi impianti poco efficienti e dell'aumentare degli impianti indipendenti. Nel periodo 2001-2009 si è assistito ad un aumento delle cosiddette pompe bianche del 63% a fronte di una diminuzione del 7% dei punti vendita con marchio. Secondo l'indagine i dati del Ministero dello Sviluppo Economico sarebbero ancora più positivi rispetto all'indagine Nomisma per quanto riguarda lo sviluppo dei distributori indipendenti (3000 impianti totali). A questo indirizzo puoi trovare l'elenco dei distributori indipendenti presenti sul territorio italiano'elenco
dei distributori indipendenti presenti sul territorio italiano. Nonostante la differenza dei dati, quello che emerge, secondo i petrolieri, è l'assenza di barriere all'entrata del mercato.
Un secondo problema riguarda l'erogato medio dei punti vendita italiani rispetto a quelli Europei e la bassa incidenza delle vendite dei prodotti non oli. I distributori italiani vendono mediamente il 37% in meno della media europea, 1,5 milioni di litri contro i 2,49 milioni venduti in Europa. Differenziale che negli ultimi tre anni è in aumento, anche per l'aumento dei punti vendita nel nostro Paese a fonte di una diminuzione delle vendite. In più l'incidenza di vendita dei prodotti non petroliferi è molto bassa. Nei punti vendita Italiani è pari al 3% mentre la media europea si attesta al 30%. Questo consentirebbe, secondo l'indagine, ai distributori dei Paesi Stranieri di avere margini più contenuti sul prezzo finale pagato dai consumatori.
Nello studio viene minimizzata l'importanza data dall'opinione pubblica e consumatori al cosiddetto “Stacco Italia”, ovvero la differenza tra il prezzo medio dei carburanti nel nostro Paese e quello praticato negli altri Paesi europei. Lo stacco medio nel periodo 2005-2009 è stato di 3,5 centesimi al litro, mentre nei primi mesi del 2010 è stato 3,4 cent al litro. Questa differenza viene messa in relazione sostanzialmente con la scarsa diffusione dei self service, con la bassa flessibilità commerciale dei punti vendita italiani (orari troppo rigidi), con l’assenza delle vendite di prodotti diversi dai carburanti, con la maggiore numerosità della rete a col forte peso degli ipermercati in paesi ad esempio come la Francia. Un'altra caratteristica che incide su questo differenziale è secondo l'indagine, i maggiori costi della burocrazia in Italia rispetto agli altri paesi europei. Lo studio tende anche a smentire l'opinione che il prezzo della benzina e dei carburanti in genere sia aumentato troppo rispetto all'indice di aumento dei prezzi (inflazione). Secondo i dati presentati, infatti, a fronte di un aumento medio del 19% dell'indice generale dei prezzi al consumo dal 2001, la benzina e gli altri carburanti sono cresciuti sostanzialmente in linea con questo dato (+18% e +17%). Lo Studio afferma anche che il peso dei carburanti nella spesa annua delle famiglie , stimata in 30mila euro, è pari al 5,4%,(dati 2008) mentre le spese per le bollette di energia elettrica e gas, anch'esse collegate al prezzo del petrolio sono state rispettivamente pari all'1,6% e al 3,5%. L'indagine tende a smentire anche il fatto che le Pompe Bianche siano effettivamente più conveniente dei distributori classici, in quanto sostanziali diminuzioni del prezzo alla pompa sono possibili, secondo i petrolieri solo con un aumento del venduto in termini di litri. 

 


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La condizione necessaria è che i volumi di vendita siano molto alti superiori ai 4milioni di litri annui. Questi volumi vengono realizzati sicuramente dai distributori presenti nei supermercati, mentre risulta difficile per le pompe bianche tradizionali, che non possono così ridurre i propri margini abbassando i costi.
L'Indagine analizza successivamente lo stato della rete di distribuzione italiana, definito come strategico perché vende energia a circa 50 milioni di veicoli, dato che circa il 95% dei consumi energetici nel settore trasporti è soddisfatto da prodotti petroliferi che per oltre il 75% viene erogato dai distributori.
Lo studio si conclude con l'analisi delle caratteristiche della mobilità in Italia, dove risulta una forte penetrazione di ciclomotori e motocicli (una moto ogni 5,8 abitanti ed ogni 3,4 auto) ed auto di piccola cilindrata (la media è di 1.547 cc) che impongono rifornimenti frequenti.
Oltre alle analisi molto critiche del settore distributivo e del Paese Italia non vengono fornite indicazioni sostanziali per riuscire a migliorare il differenziale con l'Europa, quantomeno nella nota diffusa su internet. Anzi l'intervento drastico nella riduzione dei punti vendita, porterebbe a riduzioni di prezzo che verrebbero e compensate dai maggiori costi dovuti alle percorrenze necessarie per effettuare i rifornimenti.
In questa indagine abbiamo rilevato un tendenza di fondo ad attribuire a tutto il “sistema” le colpe degli elevati costi dei carburanti nel nostro Paese, quasi che le compagnie petrolifere  fossero esterne al problema e non avessero contribuito minimamente a creare la situazione attuale.

  [Via: Unione Petrolifera pdfUnione Petrolifera pdf ]



gommadiretto.it

RISORSE
In passato abbiamo  parlato di alcuni servizi online che offrono la possibilità di conoscere i prezzi più convenienti praticati dai gestori, sulla base delle segnalazioni tra gli utenti. 

Segnalo, anche il servizio “Clic & FuelClic & Fuel”, lo strumento che permette di ottenere via sms la posizione dei distributori, i prezzi praticati ed eventuali  offerte  commerciali dei punti vendita più vicini.
Per conoscere quali sono le tre componenti che vanno a formare il prezzo della benzinatre componenti che vanno a formare il
prezzo della benzina , consigliamo il nostro articolo sull'argomento

CREDIT
Si ringrazia l'utente rogimmirogimmi di flickr per l'immagine

 


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