Lunedi, 16 Luglio 2018

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Biometano: Dall'Agricoltura Possibile Ottenere Metano per Coprire il 10% Dei Consumi


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L'Italia è fortemente dipendente dalle importazioni di Gas soprattutto da Russia, Algeria ed in parte dalla Libia. Ciò comporta che in situazioni di emergenza, come quella attuale, caratterizzata da un freddo record in tutta l'Europa (specie a Est) e in caso di crisi politiche (sempre ad Est), rischiamo di rimanere a rischio di approvvigionamenti. Soprattutto se la Russia decide, come ha fatto ora, di tagliare le esportazioni (si parla del 30%) e i consumi a causa del freddo toccano picchi mai raggiunti.
La situazione deriva dalla mancanza di risorse proprie, per quanto riguarda l'Italia ed in parte dalla posizione dominante che Eni, che fino alla cessione dei gasdotti TAG, TENP e Transitgas deteneva il 92% della capacità infrastrutturale per le importazioni in Italia.

Ciò ha impedito, secondo l'Antitrust italiano e la Commissione Europea, di aumentare la capacità di importazione e di diversificazione del gas, di attrarre nuovi investimenti, oltre ad aver limitato i vantaggi per i consumatori finali in termini di prezzo. Di fatto negli ultimi anni le uniche attività di potenziamento sono state quelle relative ai gasdotti esistenti, imposte dalle autorità Europee, oltre al nuovo rigassificatore di Rovigo. E allora che fare per evitare di rimanere a secco o dover pagare il gas con sovrapprezzi significativi?
Una soluzione potrebbe essere quella di costruire nuovi rigassificatori, ma potrebbe essere una scelta rischiosa (oltre che costosa) visto anche il numero limitato di navi metaniere a disposizione. Una soluzione più semplice potrebbe, invece, arrivare invece dalle energie rinnovabili e da processi di efficienza energetica (che andrebbero comunque intrapresi a prescindere).

Tra le fonti rinnovabili che potrebbero venire in soccorso dell'Italia c'è il biometano e in generale le biomasse agricole. Secondo quanto riporta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, infatti, la realizzazione di una filiera del biometano in agricoltura potrebbe portare ad ottenere 7-8 miliardi di metri cubi di metano, una quantità enorme in grado di coprire almeno il 10% dei consumi nazionali. E visto che attualmente siamo molto indietro su questo aspetto, la realizzazione di un tale progetto porterebbe anche alla creazione di molti nuovi posti di lavoro nel settore dell'agro-industria.
Secondo il piano di azione nazionale potrebbero essere investiti 300-400 mila ettari di colture dedicate, senza compromettere la coltivazione di prodotti alimentari. Si utilizzerebbero infatti, colture di secondo raccolto, colture alternative ad elevata efficienza carbonica e in terreni marginali. Senza dimenticare il contributo di sottoprodotti agricoli come paglia e stocchi, agroindustriali e “effluenti zootecnici”. Per fare questo occorrerebbe che il Governo definisse le disposizioni tecniche di immissione del biometano nella rete del gas naturale per il riscaldamento, dando il via ad un processo che potrebbe liberarci almeno in parte dalle dipendenze dall'estero e migliorare l'ambiente.
 
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