Domenica, 18 Agosto 2019

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FUTURO BIODIESEL:TRA PROGETTI E PREPLESSITA'


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Nelle scorse settimane l'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha opposto forti dubbi nei confronti degli obiettivi comunitari di sostituzione, entro il 2020, del 10% della fornitura di carburante di origine fossile con  biocombustibili. Nello specifico sono stati posti dubbi circa i reali benefici derivanti dall'utilizzo del biofuel in merito a due questioni: l'effettiva ottimizzazione delle biomasse per ciò che riguarda i biocombustibili di prima generazione e l'impatto ambientale che comporterebbe il raggiungimento delle quote prestabilite. Un impatto ambientale su vasta scala, visto che gli ambiziosi obiettivi comunitari richiederebbero un'ampia importazione di biofuel dal paesi esteri, la cui produzione non potrebbe essere monitorata agevolmente. In attesa di sapere cosa risponderà l'Unione Europea, segnaliamo la nuova sfida tedesca nel campo delle energie rinnovabili e nella fattispecie dei biocarburanti, ovvero quella di “ricavare diesel dal legno”.

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E' stato, infatti, inaugurato il primo impianto di raffinazione al mondo capace di estrarre combustibile liquido dal legno e altre biomasse non alimentari. La Choren Industires fa sapere che da quest’impianto verrano ricavate 13.500 tonnellate di diesel, che sarà denominato “Sundiesel”. Come si evince la materia prima è ovviamente il legno (o la paglia) e per arrivare alla produzione del combustibile si utilizza un processo chiamato Btl (biomass to liquid), che sfrutta la cosiddetta 'Sintesi Fischer-Tropsch',  realizzata dagli omonimi inventori. Attraverso questo procedimento  sarà possibile produrre 4000 litri di diesel per ettaro, che in proporzione sono circa tre volte in più rispetto alle produzioni attraverso metodi tradizionali. Ma verso la fine del 2012 si arriverà a produrre 200 mila tonnellate di diesel l’anno, attraverso la costruzione di impianti con capacità superiori all’impianto di Friedberg. Ancora una volta la Germania si rivela all'avanguardia nella ricerca sulle fonti rinnovabili, dimostrando un forte impegno nella ricerca di una via  d'uscita ragionevole alla dipendenza da petrolio. Noi, che ricercatori ed ingegneri preferiamo occuparli nei call center, restiamo, ancora una volta,a guardare!

[Via: EEA, Ansa

CREDIT
Si ringrazia l'utente bradlauster di flickr per l'immagine


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