Mercoledi, 24 Gennaio 2018

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GREENPEACE: LA POLITICA UE SUI BIOCARBURANTI AUMENTERÀ LE EMISSIONI E METTERÀ IN PERICOLO L'AMBIENTE


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Gli obiettivi comunitari sui biocarburanti causeranno in tutto il mondo il cambio d'uso di 69 mila km quadrati di suolo nel prossimo decennio, con effetti negativi su clima, foreste, biodiversità e sicurezza alimentare. Questo il dato che emerge dal nuovo rapporto “Biocarburanti: Quando bio non è sinonimo di verde", realizzato da Greenpeace in collaborazione con altre ONG quali ActionAid, Bird Life International, Client Earth, European Environmental Bureau, Fern, Friends of the Earth Europe, Wetlands International, Transport & Environment. Secondo il rapporto, a causa delle politiche europee sui biocarburanti, sarà necessario destinare alle colture energetiche un'area pari a due volte il Belgio, mettendo a rischio non solo il territorio ma anche le comunità più povere, che combattono ogni giorno contro la fame (secondo l'ultimo rapporto Fao sono circa 925 milioni di personeultimo
rapporto Fao sono circa 925 milioni di persone).
Gli obiettivi comunitari prevedono l'uso del 9,5% di biocarburanti sul totale dei carburanti nel settore dei trasporti nel 2020.
Secondo Greenpeace il cambiamento dei suoli per soddisfare la domanda crescente di energia, comporterà per le attività agricole la necessità di spostarsi altrove spesso a scapito di foreste, pascoli e altri ecosistemi. Ciò comporterà un'emissione aggiuntiva di gas serra compresa tra 27 e 56 milioni di tonnellate, pari a 12-26 milioni di nuove auto in circolazione. Per cui i biocarburanti causeranno, secondo i calcoli dell'associazione, un aumento delle emissioni di gas serra compreso tra l'81% e il 167% rispetto alle fonti fossili.
Cinque Paesi, nell'ambito di attuazione degli obietti europei, saranno responsabili dei 2/3 dell'aumento di queste emissioni, a causa del cambio d'uso dei suoli. Si tratta di Inghilterra che produrrà 13,3 milioni di tonnellate di nuova CO2 al 2020, di Spagna (9.5 milioni di tonnellate di CO2), Germania (8.6 milioni di tonnellate), Italia (5,3 milioni di tonnellate) e Francia (3,9 milioni di tonnellate).
Secondo il responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, Chiara Campione, i danni che l'Europa causerà con il piano per i biocarburanti sono molto chiari e riguarderanno foreste ed ecosistemi naturali, che verranno distrutti o gravemente compromessi solo per alimentare i serbatoi delle nostre automobili con la cosiddetta 'benzina verde'".
Secondo la responsabile dell'Unità di Policy di ActionAid, Livia Zoli, questo piano europeo giustifica le multinazionali nell'accaparramento di terre nei Paesi in via di sviluppo da destinare alla produzione di biocarburanti piuttosto che a quella di cibo.


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Con la conseguenza che le politiche energetiche europee pongono in serio pericolo milioni di persone, aggravando il problema della sicurezza alimentare, soprattutto in Africa.
Greenpeace, ActionAid e le altre associazioni, perciò, chiedono ai Governi europei e alla Commissione di dare priorità all'efficienza energetica nei trasporti, valutando però le reale conseguenze della politica in materia di biocarburanti sul cambiamento climatico e la sicurezza alimentare.
Per chi desiderasse approfondire l'argomento, il rapporto “Biocarburanti: Quando bio non è sinonimo di verde” è disponibile per il download a questo indirizzoquesto
indirizzo.
Nel rapporto non vi sono riferimenti alle tipologie di biocarburanti, tuttavia il ricorso ad esempio al biometano, ottenuto dal recupero di biomasse da allevamenti zootecnicibiomasse
da allevamenti zootecnici, scarti agroalimentari e rifiuti organici urbani, potrebbe rappresentare una buona soluzione per il futuro, non andando ad intaccare nuovo suolo, ma recuperando gli “scarti” delle coltivazioni e degli allevamenti già esistenti. E' dello stesso parere anche Legambiente nel proprio piano di analisi del Piano d'Azione Nazionale per le energie rinnovabili

Piano
d'Azione Nazionale per le energie rinnovabili
 

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