Giovedi, 15 Novembre 2018

Back Case ed Immobili Crisi: il 23% Dei Fallimenti Ha Riguardato le Costruzioni

Crisi: il 23% Dei Fallimenti Ha Riguardato le Costruzioni


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Il settore delle costruzioni sta vivendo una crisi profonda tanto che negli ultimi tre anni il 23% dei fallimenti totali registrati (circa 33 mila) ha riguardato proprio imprese del settore edile, per un totale di 7.552 imprese fallite. A sottolinearlo è l'Ance, l'associazione di categoria dei costruttori edili, sulla base dei dati di Cerved Group. Dal 2009 al 2011 le imprese delle costruzioni entrate in procedura fallimentare sono aumentate del 25,3%, passando da 2.216 a 2.776, mentre nel primo trimestre dell'anno il numero di fallimenti è aumentato su base annua dell'8,4%, vale a dire ad un tasso doppio rispetto al dato nazionale (+4,2%).

A livello territoriale l'andamento dei fallimenti tra il 2009 e il 2011 è stato diffuso, ma con livelli di intensità differenti. Il Mezzogiorno risulta essere, infatti, l'area più colpita con un aumento delle procedure fallimentari nel settore delle costruzioni del 40%, segue il Centro Italia con il 27,3%, il Nord-Est con il 20,8% e il Nord-Ovest con il 16,4%.
Nello stesso arco di tempo si è registrato un aumento dei fallimenti superiore al 40% in Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna. In Emilia Romagna il trend però si è invertito nella prima parte dell'anno, infatti rispetto al 2011 si è osservato un calo dei fallimenti del 4,5%.

Ma è in tutto il Nord-Est ad essere migliorata la situazione con un calo dei fallimenti nel primo trimestre del 2,7%. Nel resto d'Italia la situazione resta molto grigia con un aumento delle imprese entrate in procedura fallimentare che nel Centro è stato del 24,5%, quasi il triplo della media nazionale (+8,4%) e nel Nord Ovest del 13,1%. Stabile, invece, la situazione del Mezzogiorno con un aumento dei fallimenti su base annua dello 0,5%.
L'insolvency ratio che misura la frequenza dei fallimenti è passato nel settore delle costruzioni, nell'arco di tempo 2009-2011, da 25 a 31 imprese fallite ogni 10 mila operative.
Tra le cause principali dei fallimenti, spiega l'Ance, ci sono i ritardi dei pagamenti dei lavori della Pubblica Amministrazione e la stretta del credito operata da parte delle banche nei confronti del settore delle costruzioni. I tempi medi di pagamento dei lavori pubblici hanno raggiunto gli 8 mesi, con punte di ritardo superiori ai 24 mesi (due anni). Una situazione inaccettabile per i costruttori edili che vogliono per questo motivo passare alle vie di fatto con una class action contro lo Stato, con decreti ingiuntivi.
Sul fronte del credito, secondo i dati della Banca d'Italia, nel quadriennio 2008-2011 i mutui erogati dal settore creditizio per investimenti in edilizia residenziale sono diminuiti del 38,2%, mentre quelli per l'edilizia non residenziale si sono quasi dimezzati.
 
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