Mercoledi, 18 Ottobre 2017

Back Case ed Immobili Crisi ed IMU Tolgono Agli Italiani la Voglia di Investire Nel Mattone

Crisi ed IMU Tolgono Agli Italiani la Voglia di Investire Nel Mattone


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La crisi economica e le nuove tasse sugli immobili (IMU) stanno facendo crollare una delle caratteristiche tipiche degli italiani: la propensione all'investimento nel mattone. Quella che è stata una tendenza per generazioni ora sta venendo meno. A certificarlo è l'osservatorio Censis-Abi, secondo il quale solo il 17% degli italiani è convinto che i risparmi vadano spesi per l'acquisto di un immobili, poco meno della metà dello scorso anno (33,5%). Dall'altra parte cresce di oltre 10 punti percentuali la quota di italiani che crede sia meglio mantenere la liquidità in attesa che la crisi passi (36% contro 25,5%). Questa sensazione deriva dal fatto che gli italiani sono sempre più convinti che nel prossimo futuro i prezzi delle case diminuiranno. Anzi il 41,1% degli italiani ritiene che negli ultimi sei mesi il prezzo degli immobili sia già effettivamente diminuito, una convinzione che si rinnova almeno dal 2009, sebbene da allora i prezzi siano rimasti sostanzialmente stabili.  

Insomma gli italiani si tengono le proprie case e non pianificano nuove acquisizioni né disinvestimenti. Secondo la ricerca negli ultimi 31 anni, dal 1981 ad oggi, la percentuale di italiani che vivono in una casa di proprietà è salita dal 64% all'81%, un valore decisamente superiore a quello di Paesi come Francia (61%) e Germania (46%) ed in linea con il dato spagnolo (83%).

Nello stesso arco di tempo il numero totale di abitazioni in Italia è cresciuto del 32%, in linea con la crescita del numero di famiglie, sebbene la popolazione sia aumentata solo del 5%. Questo perchè è diminuito il numero medio di componenti per famiglia (da 3 a 2,4). A famiglie più piccole corrispondono case più piccole, perciò a differenza degli anni 80 la dimensione delle case tende a diminuire. L'attuale dimensione media degli alloggi è, infatti, di 114 metri quadri con un numero di stanze inferiore sia rispetto al 1980 che al 1991. Il rapporto riferisce che il numero di stanze per casa è calato da 4,2 stanza alle attuali 3,4, perdendo in media 0,8 stanza per casa.
Anche il numero di abitazioni scambiate è diminuito in maniera significativa in questi anni di crisi. Si è passati, infatti, dalle 845 mila abitazioni scambiate nel 2006 alle 598 mila del 2011, un dato stabile dal 2009 e molto vicino a quello registrato prima del boom immobiliare del 1998. Anche i permessi di costruire sono tornati ai livelli di quegli anni con 150 mila nuove abitazioni l'anno.
In Italia la rincorsa al mattone portata avanti per anni, si scontrerà con gli effetti dell'IMU per le seconde case, specie quelle sfitte. Nel nostro Paese infatti ci sono circa 3,5 milioni di seconde case, per lo più non occupate.  
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