Venerdi, 24 Novembre 2017

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Case ed Immobili

Crescono i Costi per la Costruzione di Fabbricati Residenziali, Prezzi su per Manodopera e Materiali

cantiere0804.gifSecondo i dati forniti dall’Istat, continuano a lievitare in Italia i prezzi per i fabbricati residenziali: nel confronto tra il primo trimestre del 2011 e l’ultimo trimestre del 2010, infatti, l’aumento dei prezzi è cresciuto del 2,7%. Mentre tra il primo trimestre del 2011 e l’analogo periodo del 2010, la crescita è stata pari al 4,7%.
A far crescere le spese per il cittadino che si appresta ad acquistare un’abitazione è soprattutto il costo della manodopera, salito del 4,7% tra il primo trimestre del 2011 ed il primo trimestre del 2010, seguito dal costo dei materiali, che è invece aumentato dell’4,9%, e da trasporti e noli, i cui costi sono aumentati nello stesso periodo di tempo del 4,3%.
Per quanto riguarda la manodopera, ad aumentare sono stati soprattutto i costi del lavoro degli operai specializzati, saliti del 4,8%. Sono comunque in aumento anche i costi per gli operai qualificati (+4,6) e per gli operai comuni (+4,2%).
Dal punto di vista dei materiali, invece, l’aumento più netto dei costi è quello che riguarda i metalli, il cui prezzo è cresciuto tra il primo trimestre del 2010 e lo stesso periodo del 2011 ben del 20,3%. Anche gli infissi sono divenuti molto più costosi, dal momento che il loro prezzo è aumentato dell’11,8%. Si registrano, invece aumenti diffusi, ma meno consistenti, anche per una vasta gamma di altri materiali quali materiali ed apparecchiature elettriche, impermeabilizzazioni e isolamento termico, apparecchiature idrico-sanitarie, rivestimenti e pitture, laterizi e prodotti in calcestruzzo ed altro ancora.
A diminuire sono invece i prezzi per inerti (-0,4), leganti (-2,0), impianti di riscaldamento (-0,5) e soprattutto impianti di sollevamento (-6,1%).

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I Prezzi Restano Stabili e Metà Delle Famiglie Non ha un Reddito Sufficiente per Comprare Casa

mutuocasamoney1102.gifNei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto Immobiliare 2011Rapporto
Immobiliare 2011, redatto dall'Agenzia del Territorio in collaborazione con l’Abi, in cui viene fatto un bilancio dell’andamento del mercato immobiliare delle abitazioni nel 2010.
In sintesi il rapporto sottolinea come la crisi delle compravendite immobiliari, iniziata nel 2006 dopo 10 anni di crescita costante, ha trovato nel 2010 un piccolo segnale di ripresa anche se più debole di quanto inizialmente ci si poteva aspettare. Va detto però che il volume delle compravendite di abitazioni è cresciuto nel 2010 dello 0,5%, rispetto al 2009, per la prima volta negli ultimi tre anni, pur rimanendo ancora inferiore a quello  registrato nel 1999. In più i segnali positivi dei primi due trimestri del 2010 (+4,3% e + 4,5%) sono stati smorzati dai successivi due trimestre negativi (-2,7% e -4,1%) che hanno limitato la crescita complessiva del settore.
A livello territoriale il Centro è la zona d'Italia dove si è registrata la migliore ripresa delle compravendite immobiliare rispetto al 2009 (+3,6%), segue il Nord-Ovest (+1,2%9, il Nord-Est (+0,4%), il Sud (-1,9%) e le Isole (-3,9%). In generale, sottolinea l'indagine il mercato immobiliare è più vivo nei capoluoghi dove si registra una crescita del 5,2% (con un massimo per le città del Centro del +9,2%), mentre nei comuni non capoluoghi si registra una contrazione del 1,6%.
Nel 2010 si sono vendute abitazioni per un totale di circa 64 milioni di metri quadrati , l'1% in più rispetto al 2009, con una superficie media per unità abitativa pari a 104 mq circa. Le dimensioni medie per unità abitative sono inferiori alla media nei comuni capoluogo (96,7 mq), rispetto ai 107,5 mq dei comuni non capoluogo. Rispetto al 2009 sono calate le compravendite di monolocali (-5,4%), mentre sono aumentate quelle delle abitazioni piccole (+0,6%) medio-piccole (+2,8%), medie (+3,2%) e grandi (+3,6%).
Per quanto riguarda le quotazioni delle unità abitative non si riscontrano variazioni di rilievo con un aumento dello 0,1% rispetto al 2009. Tra le aree geografiche del paese, al Nord-Ovest le quotazioni sono in lieve flessione dello -0,6%, mentre crescono nelle Isole mediamente del +1,6%. La quotazione media a metro quadro è di 1.578 euro, mentre quella più elevata si registra nel centro 2143 euro a metro quadro, segue il Nord-Ovest (1729 euro al mq), il Nord-est (1577 euro al mq), il Sud (1197 euro al mq) e le Isole (1096 euro al mq).


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Emergenza Abitativa: Negli Ultimi 10 Anni gli Affitti Sono Cresciuti Del 130% e gli Immobili Del 50%

serraturacasa1204.gifAbbiamo visto ieri come secondo l'Osservatorio Regionale sul Costo del Credito circa una famiglia su quattro di quelle che hanno sottoscritto un mutuo per l'acquisto di un appartamento non è più in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensilepiù
in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile concordata con la banca. Oggi sul tema dell'emergenza abitativa è intervenuta anche la Cgil che ha presentato lo studio “Bisogni abitativi e housing sociale nella trasformazione urbana”. Secondo l'organizzazione sindacale negli ultimi dieci anni l'innalzamento dei prezzi di vendita e dei canoni di affitto delle abitazioni è stato di gran lunga superiore alla crescita dei redditi delle famiglie. In concreto, secondo l'indagine di Cgil e Sunia i canoni dei contratti rinnovati sono cresciuti dal 2000 al 2010 mediamente del 130% con punte del 145% nei grandi centri urbani. Nello stesso tempo l'aumento medio dei costi degli immobili è stato pari al 50%, mentre ha sfiorato il 100% nei grandi centri abitativi. Il risultato di questa grande crescita è che oggi, secondo la Cgil, quasi 2,5 milioni di famiglie, pari al 10% del totale, sono in una situazione di grande disagio nel pagare tali spese, che pesano per oltre il 40% sul reddito.
Le famiglie più in difficoltà risultano essere quelle in affitto (31%), quelle con i redditi inferiori a 15 mila euro (27%), le famiglie monogenitori con figli minori (26%) e le famiglie di persone sole con meno di 35 anni (24%).
Tra le dinamiche che concorrono a creare il problema abitativo la Cgil segnala anche la modificazione dei nuclei familiari, che rispetto al passato sono aumentati nel numero ma  ridotti per dimensione Rispetto a 30 anni fa, infatti, le famiglie con un solo componente sono passate dall'8,5% al 27% del totale. Un effetto dell'aumento del numero di famiglie  e del peso  delle spese per la casa è stato lo spostamento di sempre più nuclei familiari dalla città verso l’esterno, nel tentativo di risparmiare. Allo stesso tempo negli anni, le politiche rivolte al settore dell'edilizia residenziale , per sé già esigua e pari 4% dello stock abitativo contro una media europea del 20%, sono ulteriormente diminuite. Infatti la produzione annua è passata dalle 34 mila abitazioni in edilizia sociale  del1984 alle circa 2 mila unità degli ultimi anni su un totale di circa 300 mila abitazioni costruite.

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Per Comprare Casa Occorrono Oltre 18 Anni di Stipendi, 3 in Più Rispetto a Dieci Anni Fa

mutuimediulanum.gifCome di consueto l'Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha aggiornato le previsioni sulla variazione dei costi per l'affitto e il mantenimento della casa, dal 2001 ad oggi. Le notizie per i consumatori purtroppo non sono affatto buone visto che, rispetto al precedente rapportoprecedente
rapporto, le spese per la casa in affitto sono cresciute di 6 punti percentuali, passando dal +77% a +83% (sull'anno di riferimento 2001) , mentre quelli per la casa di proprietà sono risultati in crescita di nove punti percentuali (da +24% a +33%). In termini assoluti, riferisce l'associazione, gli inquilini spendono 707,15 euro al mese in più rispetto al 2001 (pari 8.485,80 Euro l’anno), mentre chi sta comprando casa 241,35 Euro in più al mese (pari a 2.896,20 Euro l’anno).
Rispetto al 2010 lo studio evidenzia che vi sarà un aggravio del 4%, pari a 57,80 Euro al mese, per chi ha un appartamento in affitto e del +7%, ovvero 64,90 Euro al mese, per chi, invece possiede un appartamento di proprietà.
Come nelle precedenti indagini i costi fanno riferimento ad un appartamento di 90 metri quadri, sito in una zona semicentrale di una grande area metropolitana. Il fatto rilevante (nella sua drammaticità) è che nell'ultimo decennio il tempo necessario per acquistare l'appartamento tipo considerato è passato dai 15,3 anni di stipendio del 2001 ai 18,2 anni del 2011.
Come è ben facile capire, tali dati, soprattutto in un periodo economico come quello attuale, contribuiscono a rendere il bene casa sempre meno a portata delle famiglie. Secondo Federconsumatori e Adusbef, infatti, lo studio dimostra che: “ la casa continua a rappresentare, infatti, uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà.” A registrare i maggiori disagi, continuano le associazioni, sono soprattutto le giovani coppie che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su famiglia. Questo fatto, del resto è confermato anche dalle statistiche dell'osservatorio Isfol, secondo cui in Italia quasi la metà degli uomini e quasi un terzo delle donne nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitoriquasi
la metà degli uomini e quasi un terzo delle donne nella fascia di
età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori. In più se da un lato i costi continuano a crescere dall'altro si assiste anche ad un aumento della disoccupazione, che soprattutto per i giovani raggiunge cifre record (29%).

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IL 2010 SI CHIUDE IN NEGATIVO PER IL SETTORE IMMOBILIARE, TENGONO SOLO LE GRANDI CITTÀ

mutuimilanofamiglie.gifIl 2010, nonostante le note positive fatte registrare nei primi due trimestri dell'annoregistrare
nei primi due trimestri dell'anno, si è chiuso con segno negativo per quanto riguarda le compravendite immobiliari. I dati elaborati nella consueta nota trimestrale, realizzata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, rilevano un tasso tendenziale annuo del volume di compravendite nell’ultimo trimestre dello scorso anno pari al -3,4%, che segue il -2,3% del 3 trimestre. Complessivamente nel 2010 le compravendite sono calate dello -0,1%, sebbene dall'analisi dei dati emerga comunque un aumento dello 0,4% delle compravendite residenziali che rappresentano quantitativamente quasi il 50% del mercato. Questo miglioramento è da ascriversi però sempre ai primi due trimestri dell'anno, visto che il settore residenziale ha fatto registrare nel 3° e 4° trimestre dell'anno rispettivamente un calo del 2,7% e del 4,1%.
Male invece le compravendite nel terziario calate su base annua del 5,8% e senza chiudere mai un trimestre con un aumento percentuale positivo. Lo stesso dicasi per il settore commerciale e produttivo che chiudono l'anno con rispettivamente un calo delle compravendite del 4% e del 3,5%. Ma se per il primo ogni trimestre è stato contrassegnato da risultati negativi, per il settore produttivo si è registrato, proprio nell'ultimo trimestre, dell'anno un tasso tendenziale positivo del 4%. Il settore delle pertinenze risulta negativo su base annua dello 0,7%, sebbene nei due trimestri centrali dell'anno abbia fatto registrare risultati positivi.


ALCUNI DATI SIGNIFICATIVI DEL IV TRIMESTRE
Il settore residenziale con 169.243 compravendite nel IV trimestre 2010 presenta un tasso tendenziale negativo in tutte le macro aree. Al centro si è registrata una variazione negativa del 5,1%, mentre al Nord la riduzione è stata dell'1,7%.
Il settore commerciale ha mostrato una variazione negativa pari al 2%, principalmente a causa dei cali registrati nelle regioni del Sud e del Nord che fanno registrare rispettivamente una diminuzione del 3,7% e del 2,1%. In lieve crescita invece le regioni del Centro (+0,3%).
La crescita del settore produttivo, che comprende capannoni ed industrie, riflette soprattutto gli aumenti registrati nell’area del Centro, (+13,1%) e del Nord, (+4,3%) , area quest’ultima dove si realizza circa il 70% del mercato totale.
Tornando al settore residenziale il trend negativo registrato ha riguardato sia provincie che comuni non capoluoghi, con i primi a far registrare un calo dell'1,3% e i secondi del 5,3%. Su base annua però va registrato che le compravendita di abitazioni nei comuni capoluoghi è cresciuta del 5,1%.

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