Venerdi, 24 Novembre 2017

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Case ed Immobili

ROMA E MILANO A METÀ CLASSIFICA TRA LE CITTÀ EUROPEE CON GLI AFFITTI PIÙ CARI

londonbridge0703.gifNell'ultimo anno si è modificata la posizione di Milano e Roma nella classifica delle 32 città europee più careclassifica
delle 32 città europee più care per quanto riguarda gli affitti ad uso abitativo. A stilare la classifica è come al Solito l'Economist Intelligence Unit, struttura che fa capo al settimanale “The Economist” , poi ripresa dalla Camera di Commercio di Milano. Nello specifico affittare casa a Milano è relativamente meno caro, visto che sui 32 grandi centri Europei, la città meneghina si piazza al 22° posto, dopo aver occupato nel 2009 la ventesima piazza. Nel capoluogo lombardo insomma la variazione dei prezzi delle locazioni è stata meno accentuata in termini relativi rispetto alle altre città. Lo stesso dicasi di Roma, che pur confermandosi più cara di Milano, scivola in classifica dal 10° al 16° posto. Dal confronto tra le due città italiane emerge che, considerando l'indice di costo degli affitti di Milano pari a 100, Roma si attesta a 124. In testa alla classifica si conferma sempre Londra con un indice di costo pari a quasi quadruplo di quello di Milano (387), seguita da Parigi (226), da Varsavia (143) e da Bucarest (142). Dall'altra parte la città Europea più economica per quanto riguarda gli affitti è Lione, con un indice di costo di 62, seguita da Manchester (66) e da Sofia (73).
Se consideriamo la classifica degli affitti dei soli appartamenti di lusso, Milano si piazza al 21° posto, mentre Roma al 17°, a guidare la Classifica è sempre Londra, seguita da Parigi. Nella graduatoria degli affitti degli appartamenti medi Milano raggiunge il 22°, mentre Roma il 10°, in vetta come sempre Londra e Parigi.
Allargando l'analisi alle principali città mondiali (74 in tutto), Roma risulta al 34° posto, mentre Milano al 47°. In questo caso la città con gli affitti più cari in assoluto Hong Kong (con un indice di costo 5 volte quello di Milano), seguita da Londra, da Mosca (346,7) e da Tokyo (312).

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LA CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI CHE COS'È E COME OPERA

agevolfiscaaffi.gifIn questi giorni abbiamo più volte dibattutto sui possibili aumenti che l'introduzione dell'imposta municipale unicaimposta
municipale unica porterà alle imprese per quanto riguarda la tassazione degli immobili strumentali, presentando le opinioni di ConfartigianatoConfartigianato e della CgiaCgia. Oggi vogliamo affrontare il tema della cedolare secca sugli affitti, che a differenza dell'Imu che entrerà in vigore solo nel 2014, opera già da quest'anno.
Dal 2011, infatti, chi affitta immobili ad uso abitativo, al di fuori dell'attività di impresa o di lavoro autonomo (quindi come persona fisica), può scegliere di tassare i canoni con un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali comunali e regionali (nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione), pari al 21%. Questa imposta sostitutiva scende al 19% per i contratti a canone concordato relativi a immobili siti nei Comuni con carenze di disponibilità abitative e in quelli ad alta tensione abitativa.
La cedolare secca opera (sempre a scelta del locatore) anche per i canoni relativi a contratti di locazione di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno, per i quali non esiste l’obbligo di registrazione.
Per quanto riguarda l'efficacia della cedolare secca per i locatori, secondo la Cgia di Mestre potrebbe portare ad una riduzione delle tasse complessiva per 1 miliardo di euroriduzione
delle tasse complessiva per 1 miliardo di euro, mentre secondo il Global Property Guide il rendimento dell'immobile locato potrebbe arrivare al 5% lordorendimento
dell'immobile locato potrebbe arrivare al 5% lordo.
L'inquilino dal canto suo avrà maggiore certezza per quanto riguarda il canone pagato, che in caso di cedolare secca diventa fisso e non modificabile. Per i fitti assoggettati a cedolare secca, infatti, è sospesa per il locatore la facoltà di chiedere aggiornamenti economici (compresa la variazione “Istat”). Anzi l'efficacia della cedolare secca è subordinata alla dichiarazione preventiva del locatore alla rinuncia agli aggiornamenti, che dovrà essere inviata tramite raccomandata al conduttore.


LA CEDOLARE SECCA, MODALITÀ DI ESERCIZIO, ACCONTI E SALDO
l'Agenzia delle Entrate deve ancora fissare le modalità di esercizio dell’opzione, di versamento degli acconti e del saldo, per cui quanto segue fa riferimento al decreto legislativo

  • gli acconti saranno pari all’85% dell’imposta per il 2011 e al 95% per il 2012
  • il tributo va versato entro il termine previsto per il pagamento dell’Irpef
  • eventuali imposte di bollo e di registro, pagate per registrazioni già avvenute, non saranno rimborsate
  • il reddito assoggettato a cedolare secca rileva ogni volta la normativa faccia riferimento a requisiti reddituali per il riconoscimento di agevolazioni, fiscali e non, nonché ai fini Isee.

 

AFFITTI IN NERO
Il decreto sul Federalismo municipale disciplina anche la lotta agli affitti in nero.

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IN EUROPA QUASI UN CITTADINO SU 6 VIVE IN CASE SOVRAFFOLLATE E DOVE IL TETTO PERDE

casabbandonata2302.gifLe condizioni abitative in cui vivono i cittadini dell'Unione Europea variano considerevolmente tra i vari Stati membri, sia per quanto riguarda le tipologie di abitazione sia per i problemi connessi incontrati. A indagare su queste differenze abitative ci ha pensato l'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. in uno relazione dedicata
Secondo quanto riportato, nel 2009, il 42% delle popolazione dell'Unione Europea (UE27) viveva in un appartamento, il 34% in una casa indipendente e il 23% in una semi-indipendente o a schiera. Quasi un quinto della popolazione (il 18%) viveva in abitazioni sovraffollate, mentre il 16% abitava in case dove il tetto perdeva o era umido. E ancora il 7% della popolazioni considerava la propria abitazione per essere troppo scura, il 4% non disponeva di wc interno e il 3% non aveva a disposizione né bagni né docce.
Tra i vari stati membri gli appartamenti risultano più diffusi in Lettonia, le case unifamiliari in Slovenia, mentre quelle semi-indipendente nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. In dodici Stati Membri su 27 le case indipendenti sono il tipo di abitazione più comune, in 10 lo sono gli appartamenti, mentre nei rimanenti 5 lo sono le case semi-indipendenti o a schiera. In Italia il 53,4% della Popolazione risulta vivere in appartamento, il 24,6% abita in una casa indipendente, il 18,7% in una semi-indipendente o a schiera, mentre il 3,4% in altri tipi di abitazioni non specificate. Oltre all'Italia gli appartamenti risultano la tipologia di abitazione più diffusa in Lettonia (ci vive il 66% della popolazione), in Estonia e Spagna (entrambe al 65%), in Lituania (58%), in Grecia (56%),  in Repubblica Ceca e Germania (53%). Oltre la metà della popolazione vive, invece, in case unifamiliari in Slovenia (69%), Ungheria (68%), Romania (61%), Danimarca (58%) e Svezia(51%), mentre le villette a schiera (o abitazioni semi-indipendenti) sono diffuse nei Paesi Bassi e nel Regno Unito (entrambi 61%) e in Irlanda (58%).
Per quanto riguarda la percentuale di popolazione che vive in abitazioni sovraffollate (identificate dal rapporto tra il numero di persone di una famiglia e il numero di stanze per casa), si va dall'1% di Cipro al 57,7% della Lettonia. Valori bassi si riscontrano oltre che a Cipro anche nei Paesi Bassi (2%), in Spagna (3%), in Irlanda, Belgio e Malta (4%), mentre valori elevati risultano in Romania e Ungheria (55%), in Polonia e Lituania (49%) e in Bulgaria (47%). In Italia il 23,3% della popolazioni vive in questa condizione di sovraffollamento, 4,5 punti percentuali in più della media dell'Unione Europea a 27.
Circa una persona su sei vive in una casa dove il tetto perde o è umido, le percentuali più basse si riscontrano in Finlandia (5%) e in Slovacchia e Svezia (7%), mentre quelle più alte in Slovenia (31%), Cipro (29%) e Lettonia (26%).

 

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IN ITALIA I COSTI DI COMPRAVENDITA DI CASE SONO TRA I PIÙ ALTI AL MONDO, PARI AL 12% DELLA PROPRIETÀ

immobistat1611.gifLe cattive politiche sulla casa hanno giocato un ruolo fondamentale nell'innescare la recente crisi economica e stanno rallentato la ripresa. A riferirlo è l'Ocse che nel recente studio: “Housing and the Economy: Policies for RenovationHousing and the Economy: Policies for
Renovation” ha analizzato l'influenza delle politiche abitative sulla vita economica dei Paesi più industrializzati. Più le politiche sulla casa riescono ad essere calibrate sui bisogni abitativi dei cittadini, maggiore sarà lo sviluppo economico del Paese anche in termini di standard di vita e stabilità macroeconomica. Infatti, una maggiore attenzione alle necessità abitative dei cittadini può influenzare il modo in cui i cittadini utilizzano i propri risparmi e può agevolare la mobilità lavorativa, permettendo di riallocare la forza lavoro nella varie aree geografiche. Un tema, quest'ultimo cruciale, soprattutto se si considera le difficoltà occupazionali che la crisi ha creato.
I governi da questo punto di vista possono intervenire, in diversi modi cercando di assicurare un accesso equo alla casa, ad esempio rivedendo le procedure di licenza che limitano l'inizio di nuove abitazioni, riconsiderando alcuni piani regolatori o ampliando le risorse da destinare all'edilizia sociale. Una secondo campo di intervento riguarda il controllo della volatilità dei prezzi, spesso collegato alla politica di concessione dei mutui. Su questo ultimo punto dobbiamo dire che il sistema Bancario italiano si è dimostrato più solido che altrovesistema
Bancario italiano si è dimostrato più solido che  altrove, visto che l'incidenza del mutuo rispetto al valore dell'immobile è pari in Italia al 65%, contro una media dell'area euro del 79%. Non tutti la pensano così però, visto che secondo una recente indagine del'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) sono proprio le banche a rallentare la ripresa del mercato immobiliare italiano, mantenendo i tassi di interesse più alti della media europeamantenendo
i tassi di interesse più alti della media europea.
Politiche abitative efficaci, secondo l'Ocse, dovrebbero poi garantire un accesso al credito maggiore che però non degeniri in eccessivo indebitamento. Su questo punto l'organizzazione suggerisce di modificare le politiche fiscali che rendono l'investimento nel mattone più conveniente di altri, in quanto, in questo modo aumenterebbe il rischio di eccessivi investimenti nel campo a discapito di altri investimenti. Una situazione molto presente in Italia, dove la gran parte dei cittadini con possibilità di risparmio considera l'investimento nel mattone, come idealegran
parte dei cittadini con possibilità di risparmio  considera
l'investimento nel mattone, come ideale.
Tornando al rapporto Ocse, vediamo come il nostro Paese se la cava nel confronto internazionale.


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LOCAZIONI WEB IL SERVIZIO DI REGISTRAZIONE ONLINE DEGLI AFFITTI CONQUISTA SEMPRE PIÙ CONTRIBUENTI

locazioniweb0701.gifL'Agenzia delle Entrate rivendica con successo i numeri del "nuovo" prodotto chiamato Locazioni Web che ha permesso ai contribuenti di risparmiare tempo nella registrazione dei contratti (rinnovo e sottoscrizione) di affitto e nel versare le imposte dovute. Il passaggio dalla carta alla piattaforma online ha permesso inoltre di snellire le procedure e di ridurre i passaggi, che da quattro sono diventati uno. In passato era, infatti necessario recarsi presso l'ufficio locale dell'Agenzia per reperire la modulistica, recarsi in banca per effettuare il versamento (o effettuarlo online), ritornare all'ufficio per la registrazione del contratto e, qualche giorno dopo, ritirare la copia del negozio debitamente registrato.
I risultati del nuovo sistema, ora che è entrato a regime, parlano chiaro con in media più di un affitto al minuto registrato online, per un totale di più di 8milioni di operazioni (8.160.187 per la precisione). Locazioni Web ha dunque reso più efficiente il mercato della registrazione delle locazioni, tanto che ogni giorno vengono effettuate circa 2mila operazioni, risparmiando migliaia di giorni agli operatori del settore (e ai semplici contribuenti). Agli ottimi numeri del servizio ha contribuito anche l'estensione della procedura telematica anche agli affitti degli immobili non adibiti ad uso abitativo e l'allargamento delle registrazioni online anche alle operazione di proroga, di risoluzione e di cessione dei contratti già in vigore.


IL SERVIZIO LOCAZIONE WEB
La Procedura telematica predisposta dall'Agenzia delle Entrate è attiva da circa un anno ed opera senza la necessità di scaricare alcun software, come invece accadeva in passato. Il servizio consente di registrare i contratti di locazione compilando direttamente online i campi relativi al conduttore, al locatore, all'immobile e al canone di locazione. Direttamente online è possibile inserire anche il conto corrente bancario o postale sul quale l'Agenzia delle Entrate addebiterà l'importo delle imposte dovute. L'unica prerogativa è l'aver richiesto il codice Pin dall'Agenzia delle Entrate, che dovrà essere inserito durante il percorso di compilazione dei dati.

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