Venerdi, 24 Novembre 2017

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Case ed Immobili

AFFITTI: CON LA CEDOLARE SECCA MENO TASSE PER 1 MILIARDO DI EURO, SOPRATTUTTO PER I REDDITI ALTI

agevolfiscaaffi.gifQualche tempo fa abbiamo riportato come secondo Global Property Guide l'introduzione della cedolare secca del 20% sui canoni di locazionecedolare
secca del 20% sui canoni di locazione, avrebbe rilanciato il rendimento degli affitti portandolo a circa il 3,5% nettorendimento
degli affitti portandolo a circa il 3,5% netto. Oggi torniamo sull'argomento per pubblicare i risultati di studio della Cgia di Mestre, in cui l'associazione cerca di quantificare l’alleggerimento fiscale per i proprietari di immobili che decideranno di optare per l’aliquota al 20%. Ricordiamo che la cedolare secca, che dovrebbe essere approvata dal legislatore entro fine mese, introdurrà un'imposta unica con aliquota del 20% per le persone fisiche proprietarie di immobili ad uso abitativo destinati a locazione. Questa novità, fa sapere la Cgia riguarderà circa 2,73 milioni di abitazioni in affitto presenti in Italia, dato che corrisponde alla stima effettuata dall'Agenzia del territorio sulle abitazioni locate di proprietà delle persone fisichestima
effettuata dall'Agenzia del territorio sulle abitazioni locate di
proprietà delle persone fisiche. Secondo i calcoli della Cgia se tutti i locatori decideranno di applicare la cedolare secca, il risparmio complessivo per le loro tasche sarà di quasi un miliardo di euro l'anno. Nelle simulazioni effettuate coloro che guadagneranno di più dall'introduzione di questo provvedimento, sono le persone fisiche con un livello di reddito superiore ai 29 mila euro l'anno. Lo sgravio fiscale, infatti, da questa soglia di reddito in su, oscillerà tra i 740 euro e i 2172 euro per i locatori con un reddito complessivo superiore ai 75mila euro. La misura sembra insomma preferire le persone con un “reddito dichiarato” maggiore, mentre forse avrebbe dovuto essere il contrario.

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GLI IMMOBILI IN ITALIA: IL 74% DELLE FAMIGLIE È PROPRIETARIO DELL'ABITAZIONE IN CUI RISIEDE

immobiliitalia1012.gifL'Agenzia del Territorio ha pubblicato il volume: “Gli Immobili in Italia 2010”, che rappresenta una mappa del patrimonio immobiliare italiano ottenuta dall'incrocio delle categorie catastali e delle dichiarazioni fiscali. Il progetto, promosso in collaborazione col Dipartimento delle Finanze, giunge quest’anno alla sua seconda edizione e fa riferimento ai dati delle dichiarazioni fiscali del 2008 (ultimo anno d'imposta disponibile). Il volume si compone di sei capitoli attraverso i quali l'Agenzia cerca di analizzare e comprendere i fenomeni sociali, economici e culturali legati alle unità immobiliari. Il quadro che ne esce risulta molto più delineato per quanto riguarda le persone fisiche perchè per queste (nella dichiarazione) esiste la compilazione del quadro del reddito da fabbricati, a differenza di quanto accade per le società o gli enti. Perciò per quest'ultimi non è stato possibile rilevare compiutamente come utilizzino gli immobili di loro proprietà. Vediamo in sintesi qualche dato.
L'87% del patrimonio immobiliare è di proprietà di persone fisiche mentre il rimanente 13% fa riferimento a società, enti, cooperative etc etc. Per quanto riguarda le persone fisiche, il quadro degli utilizzi degli immobili di proprietà risulta composto per il 36% da abitazioni principali, mentre il 23% sono pertinenze di abitazioni principali. E ancora il 10% sono immobili locati, un altro 10% è composto da immobili a disposizione, mentre il 14,6% degli immobili “non rientra in nessuno dei casi precedenti” (secondo la terminologia utilizzata nella dichiarazione dei redditi). Scendendo nel dettaglio delle unità residenziali non utilizzate come abitazione principale (circa 9,6 milioni), il 44% (circa 4,2 milioni) sono le abitazioni tenute a disposizione, il 28,5% (circa 2,7 milioni) sono quelle locate ed il 27,4% (circa 2,6 milioni) sono destinate ad altri utilizzi. Si nota dunque come non sia elevato il numero degli immobili dati in affitto, a differenza di quanto accade invece per gli immobili commerciali. Infatti il 58% dei negozi ed il 53,5% degli uffici risulta affittato.
Il Volume evidenzia a livello nazionale un rapporto tra numero di abitazioni presenti e numero di famiglie residenti pari a 132, con riferimento tutte le abitazioni, e 74 con riferimento alle sole abitazioni principali. In altre parole, questo significa che il 74% delle famiglie possiede l'abitazione in cui risiede. Questo rapporto risulta maggiore al Sud, sia per quanto riguarda le abitazioni principali (142 ogni 100 famiglie) sia, sebbene di poco, in riferimento alle sole abitazioni principali (75 abitazioni per 100 famiglie). Questo dato mette in luce anche il fatto che al Sud sono molte di più, rispetto alla media nazionale, le unità residenziali utilizzate per scopi diversi dall’abitazione principale. Ciò è da imputarsi sia a fenomeni turistici, sia alla presenza di abitazioni di persone che lavorano e vivono altrove, sia al verificarsi di fenomeni di spopolamento di aree depresse. Per quanto riguarda invece l’intensità d’uso del territorio, si riscontano al Nord quasi 127 abitazioni per km quadrato, contro le 108 per kmq della media nazionale. Ciò è imputabile sia al differente sviluppo economico che demografico e alla diversa morfologia del territorio.

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IMMOBILI: IN FRENATA LA COMPRAVENDITA DI UNITÀ RESIDENZIALI, SOPRATTUTTO AL SUD E NEI COMUNI MINORI

mutuomps.gifNei giorni scorsi abbiamo presentato i risultati di un sondaggio realizzato da Banca d'Italia e Tecnoborse, sull'andamento del mercato immobiliare nel terzo trimestre 2010andamento
del mercato immobiliare nel terzo trimestre 2010, sulla base delle transazioni intermediate dalle Agenzie immobiliare. I risultati segnalavano un cauto ottimismo da parte degli agenti sulla base dell'aumento degli incarichi a vendere e della stabilizzazione dei prezzi. Per definire meglio un quadro d'insieme sul mercato immobiliare nel trimestre, oggi presenteremo i dati di sintesi raccolti e diffusi dall'Agenzia del Territorio sull'andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia.
Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio del mercato immobiliare, nel terzo trimestre 2010, si è registrata una flessione delle compravendite in controtendenza con i segnali positivi registrati negli scorsi trimestri. Nel l'ultimo trimestre, infatti, il tasso tendenziale del volume totale di compravendite (sullo stesso trimestre dello scorso anno) è stato pari al -2,4%, mentre nei due trimestri precedenti era stato positivo e pari rispettivamente al 3,4% e al 2,4%.


IL SETTORE RESIDENZIALE
il settore residenziale ha fatto registrare un calo del 2,7% su base annua, a fronte di un incremento nei primi due trimestre del 4,3% e del 4,5%. Secondo l'Agenzia del Territorio ciò è imputabile dall'andamento dei Comuni non capoluoghi e delle regioni del Sud, infatti, nei Comuni capoluoghi e nel centro-nord la crescita permane, anche se ad un tasso inferiore rispetto ai trimestri precedenti. Nello specifico al Nord il settore residenziale risulta in crescita del 2,6%, il Centro del 1%, mentre al Sud il tasso tendenziale di variazione è stata pari al -13,8%. Dato quest'ultimo in antitesi ai dati dei precedenti due trimestri (+6,9% e +4,2%). Il settore conferma un trend migliore per i capoluoghi che crescono nel terzo trimestre del 4,9%, mentre si registra una contrazione del 5,8% per i comuni Minori.
A livello geografico solo al Nord crescono le compravendite sia nei capoluoghi (+7,9%) che nei comuni minori (+0,7%). Al Centro crescono le compravendite nei capoluoghi (+9,0%), mentre i comuni non capoluogo perdono il 4,6%. Al Sud, invece il mercato è in perdita sia nei capoluoghi (-5,6%), sia nei comuni minori (-16,4%).
Nelle otto principali città italiane e si registra un tasso medio tendenziale annuo in crescita del 7,8%, mentre i volumi delle rispettive provincie risultano stabili (+0,2%). Il mercato immobiliare risulta “fortemente” in crescita (su base annua) a Milano e Roma, dove il tasso tendenziale è pari rispettivamente al +19,7% e al +13,9%. Anche le rispettive provincie fanno registrare valori positivi con Milano a +8,3% e Roma a +1%. dall'altra parte decisamente negative risultano le variazioni dei volumi di compravendita di Firenze e Palermo rispettivamente pari a -7,4% e -10,6%, e nelle relative provincie, -4,7% e -21%. Anche Torino, sia in città sia in provincia, mostra un dato tendenziale negativo, rispettivamente pari a-2,3% e a -1,8%.


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MERCATO IMMOBILIARE: AUMENTANO LE COMPRAVENDITE E I NUOVI INCARICHI A VENDERE, STABILI I PREZZI

surrogazione mutuo.gifDopo aver pubblicato i dati relativi alle compravendite di unità immobiliari e dei mutui, rilevati dall'Istat nel secondo trimestre 2010compravendite
di unità immobiliari  e dei mutui, rilevati dall'Istat nel secondo
trimestre 2010, torniamo a parlare di immobili per presentare i risultati di un sondaggio effettuato da Banca d'Italia e Tecnoborse. I dati si riferiscono al terzo trimestre 2010 e hanno riguardato un campione di 1066 agenti immobiliari. Le stime sulle case vendute sono basate sull'osservazione delle transazioni intermediate che per quanto riguarda le Agenzie Immobiliari si riferiscono sostanzialmente alla conclusione del preliminare di vendita. Per questa ragione i dati possono differire da quelli dell'Istat che invece basa le proprie analisi sugli atti notarili.
In ogni caso , dai risultati presentati si evince un consolidamento del recupero del mercato immobiliare con un aumento sia delle compravendite intermediate dalle agenzie, sia dei nuovi incarichi a vendere, mentre continuano ad attenuarsi le indicazioni di flessione dei prezzi.


PRINCIPALI RISULTATI
I prezzi delle case secondo il 31,6% degli agenti immobiliari risultano ancora in diminuzione, rispetto al 37,9% del trimestre precedente. La maggior parte degli agenti (64,9%) però giudica i prezzi stabili, mentre solo il 3,6% giudica i prezzi in rialzo. Secondo il sondaggio queste percentuali sono sostanzialmente comuni in tutte le aree geografiche, tranne nelle regioni del Centro e del Nord, dove l’incidenza dei giudizi di aumento è salita al 4%.
Per quanto riguarda il numero di compravendite, nel terzo trimestre il 65% degli operatori ha dichiarato di avere venduto almeno un immobile. Un dato in calo di due punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Le compravendita intermediate, invece, hanno subito un incremento dell'8%, concentrato nelle regioni del Centro e del Sud.
In aumento anche gli incarichi a vendere, il cui saldo tra indicazioni in aumento e diminuzione resta positivo del 16,1%. La principale causa di cessazione degli incarichi a vendere presso le agenzie è l'assenza si proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate (61,6% dei casi). Aumenta però al 24,9% (dal 23,4%) l'incidenza dei ritiri dovuti alla scelta dei venditori di aspettare prezzi più favorevoli.

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PROSEGUE LA RIPRESA DEL MERCATO IMMOBILIARE, IN CRESCITA LE COMPRAVENDITE DEL 2,2% E I MUTUI DEL 4%

immobistat1611.gifContinua la rincorsa del mercato immobiliare italiano ai livelli precrisi. Nel secondo trimestre 2010 sono aumentate le convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A rilevare questa ripresa è l'Istat che ha diffuso i dati, relativi al secondo trimestre 2010, delle convenzioni contenute negli atti notarili inerenti alla compravendita di immobili. I dati riprendono l'andamento positivo registrato nel primo trimestreandamento
positivo registrato nel primo trimestre (+2,3% delle compravendite immobiliari) ma l'andamento complessivo del semestre non riporta il volume delle transazioni ai valori assunti nel 2006, anno che precede la discesa. In concreto il volume delle transazioni risulta inferiore del 26% rispetto a quanto fatto registrare nel primo semestre 2006 (417.868 compravendite contro 564.685).
Delle 211.612 convenzioni stipulate nel secondo trimestre, il 93,2% riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori (la stessa percentuale del primo trimestre), mentre il 5,9% (13.388) unità immobiliari ad uso economico. Prosegue la crescita tendenziale delle compravendite ad uso residenziale (2,6%), mentre quelle di immobili ad uso economico continuano a registrare un andamento negativo, segnando una flessione del 4,8% (-5,1% nel trimestre precedente). In generale nel primo semestre 2010 le compravendita di immobili ad uso economico risultano essere inferiori del 29,1% rispetto al livello riscontrato nello stesso periodo del 2006.
A livello geografico nel secondo trimestre 2010 si è registrato un aumento delle compravendite totali di unità immobiliari soprattutto al Sud (+7,4%) e al Centro (+5,9%). Crescita più contenuta per le isole (+0,8%), mentre nel Nord-ovest e nel Nord-est si registrano variazioni tendenziali negative dello 0,5%. Per quanto riguarda le unità immobiliari ad uso economico solo nelle Isole si registra una variazione positiva, pari al 3,7%. Nelle altre aree del Paese invece si registrano valori negativi: Centro (-1,9%), Sud (-5,7%) Nord-ovest (-6,0%) e Nord-est (-7,2%).

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