Mercoledi, 24 Luglio 2019

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GLI IMMOBILI IN ITALIA: IL 74% DELLE FAMIGLIE È PROPRIETARIO DELL'ABITAZIONE IN CUI RISIEDE


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L'Agenzia del Territorio ha pubblicato il volume: “Gli Immobili in Italia 2010”, che rappresenta una mappa del patrimonio immobiliare italiano ottenuta dall'incrocio delle categorie catastali e delle dichiarazioni fiscali. Il progetto, promosso in collaborazione col Dipartimento delle Finanze, giunge quest’anno alla sua seconda edizione e fa riferimento ai dati delle dichiarazioni fiscali del 2008 (ultimo anno d'imposta disponibile). Il volume si compone di sei capitoli attraverso i quali l'Agenzia cerca di analizzare e comprendere i fenomeni sociali, economici e culturali legati alle unità immobiliari. Il quadro che ne esce risulta molto più delineato per quanto riguarda le persone fisiche perchè per queste (nella dichiarazione) esiste la compilazione del quadro del reddito da fabbricati, a differenza di quanto accade per le società o gli enti. Perciò per quest'ultimi non è stato possibile rilevare compiutamente come utilizzino gli immobili di loro proprietà. Vediamo in sintesi qualche dato.
L'87% del patrimonio immobiliare è di proprietà di persone fisiche mentre il rimanente 13% fa riferimento a società, enti, cooperative etc etc. Per quanto riguarda le persone fisiche, il quadro degli utilizzi degli immobili di proprietà risulta composto per il 36% da abitazioni principali, mentre il 23% sono pertinenze di abitazioni principali. E ancora il 10% sono immobili locati, un altro 10% è composto da immobili a disposizione, mentre il 14,6% degli immobili “non rientra in nessuno dei casi precedenti” (secondo la terminologia utilizzata nella dichiarazione dei redditi). Scendendo nel dettaglio delle unità residenziali non utilizzate come abitazione principale (circa 9,6 milioni), il 44% (circa 4,2 milioni) sono le abitazioni tenute a disposizione, il 28,5% (circa 2,7 milioni) sono quelle locate ed il 27,4% (circa 2,6 milioni) sono destinate ad altri utilizzi. Si nota dunque come non sia elevato il numero degli immobili dati in affitto, a differenza di quanto accade invece per gli immobili commerciali. Infatti il 58% dei negozi ed il 53,5% degli uffici risulta affittato.
Il Volume evidenzia a livello nazionale un rapporto tra numero di abitazioni presenti e numero di famiglie residenti pari a 132, con riferimento tutte le abitazioni, e 74 con riferimento alle sole abitazioni principali. In altre parole, questo significa che il 74% delle famiglie possiede l'abitazione in cui risiede. Questo rapporto risulta maggiore al Sud, sia per quanto riguarda le abitazioni principali (142 ogni 100 famiglie) sia, sebbene di poco, in riferimento alle sole abitazioni principali (75 abitazioni per 100 famiglie). Questo dato mette in luce anche il fatto che al Sud sono molte di più, rispetto alla media nazionale, le unità residenziali utilizzate per scopi diversi dall’abitazione principale. Ciò è da imputarsi sia a fenomeni turistici, sia alla presenza di abitazioni di persone che lavorano e vivono altrove, sia al verificarsi di fenomeni di spopolamento di aree depresse. Per quanto riguarda invece l’intensità d’uso del territorio, si riscontano al Nord quasi 127 abitazioni per km quadrato, contro le 108 per kmq della media nazionale. Ciò è imputabile sia al differente sviluppo economico che demografico e alla diversa morfologia del territorio.


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A livello nazionale la dimensioni delle abitazioni è pari complessivamente a circa 7 vani per famiglia, mentre il numero di vani per famiglia delle sole abitazioni principali si riduce a 4,3.


VALORE DELLE ABITAZIONI E RAPPORTO COL REDDITO
Il complesso delle abitazioni risulta avere un valore di 5931 miliardi di euro, mentre le pertinenze hanno un valore di circa 313 miliardi di euro. Complessivamente dunque la ricchezza del settore residenziale è pari a 6244 miliardi di euro, pari a 4 volte il valore del Pil nazionale. Un dato che dimostra, secondo il rapporto, come nell'ultimo decennio il ciclo immobiliare abbia fatto salire i valori patrimoniali degli immobili in maniera superiore al flusso annuale del reddito nazionale. A livello territoriale esistono profonde differenze rispetto al valore medio di un'abitazione (pari a 182 mila euro a livello nazionale), si va dal 55% in meno della Calabria al 59% in più del Lazio.
Secondo il rapporto, infine, il numero di annualità di reddito familiare necessario per l'acquisto di un'abitazione media nelle diverse regioni è molto diversificato a livello regionale. Si va dalle 9,6 annualità della Liguria e dalle 9,2 annualità del Lazio, alle 3,4 annualità del Molise, 3,5 della Calabria e 3,6 della Basilicata.
Il volume “Gli Immobili in Italia 2010” è scaricabile sul sito dell'agenzia del Territorio al seguente indirizzoseguente
indirizzo.

 

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