Venerdi, 24 Novembre 2017

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Mercato Immobiliare: la Crisi Non È Passata e il Rischio di una Doppia Recessione Rimane Alto


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Gli effetti della crisi sul mercato immobiliare italiano sono stati meno gravi che in altri Paesi Europei, come ad esempio la Spagna, tuttavia è difficile affermare che: “il peggio sia passato”, in quanto il quadro risulta tuttora fragile e non si possono ancora escludere ricadute. Ad affermarlo è l'istituto di ricerca Nomisma nell'edizione 2011 del rapporto sul mercato immobiliare, presentato nei giorni scorsi a Roma.
Secondo Nomisma la spauracchio di una “doppia recessione” appare tutt'altro che scongiurato, soprattutto alla luce della perdurante debolezza della domanda interna e dalla percezione di rischiosità del contesto rispetto a quello internazionale. Sono insomma le condizioni economiche e sociali del nostro Paese a rendere il quadro ancora più incerto, a partire dalla debolezza della crescita economica , passando per il perso del debito pubblico e per l'instabilità politica.

Nelle tredici più grandi città italiane i valori immobiliari del primo semestre 2011 risultano in leggero calo sia per quanto riguarda le abitazioni (-0,7%), che gli uffici (-0,9%) che i negozi (-0,7%) così come anche il volume delle compravendite pari rispettivamente al -3,7%, al -4,4% e a -8,9%. A preoccupare gli analisti di Nomisma è soprattutto l'eccesso di offerta e la scarsa liquidità dei mercati, oltre che l'inefficienza stessa dei mercati nell’adattare i valori alla flessione e alla ricomposizione della domanda. In sostanza emerge una forte rigidità dei prezzi in questa fase recessiva che non permette al settore di ripartire.

Rispetto al 2008, comunque, sottolinea il rapporto il deprezzamento dei prezzi medi delle abitazioni nei tredici maggiori mercati italiani è stato del 7,3% in termini nominali e del 14% in termini reali.
Per quanto riguarda il segmento degli immobili per l'impresa, ovvero uffici e negozi, l'inizio della fase di flessione dei prezzi è collocabile nel primo semestre del 2009 e da allora, il calo è stato pari rispettivamente al 6,5% e al 5,3% sui valori nominale (12% e 10% su quelli reali).
In un momento di difficoltà di incrocio tra un'offerta ingente e attendista e una domanda debole, lo sconto medio praticato per le abitazioni usate è in media di circa il 12%, del 7% per quelle nuove, del 13,3% per gli uffici e del 12,4% per i negozi.
Segnali di difficoltà del settore che per Nomisma emergono anche dall'aumento dei tempi di vendita e di locazione che ammontano attualmente a 6,4 mesi per la vendita di abitazioni, a 8,5 mesi per la vendita di uffici e a 7,6 per quella dei negozi. I tempi per la locazione sono pari rispettivamente a 3,3, 6 e 5,7 mesi.
Per il mercato al dettaglio, a preoccupare, sottolinea il rapporto, sono il perdurare di difficoltà di accesso al credito e il deterioramento della condizione finanziaria delle famiglie. Secondo Nomisma emerge una forzosa distanza tra le famiglie italiane e l'acquisto della casa, con una conseguente propensione all'investimento decisamente bassa e una dipendenza dal mutuo piuttosto marcata.
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