Lunedi, 20 Novembre 2017

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Smettere di Fumare con il Metodo Easy Way


smettere di fumare, fumo
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Il fumo è una piaga del nostro tempo. Ogni anno nel mondo muoiono circa 3 milioni di persone a causa del tabacco, sia esso di sigaretta, di sigaro, o trinciato. Smettere di fumare è per molti fumatori un proposito impossibile da raggiungere: la minaccia del cancro e la forza di volontà si rivelano spesso strumenti inadeguati.
Alan Carr ha elaborato – per primo sulla sua pelle – un metodo facile per smettere di fumare. Esso è illustrato nel suo libro, noto in Italia con il titolo “È facile smettere di fumare se sai come farloÈ facile smettere di fumare se sai come farlo ”, un successo planetario (oltre 12 milioni di copie vendute). Reperire la ‘terapia’ è semplice: su Youtube c’è un video-documentario che spiega come fare.
Perché questo metodo è diverso dagli altri? In primo luogo non si basa sulla paura di danni fisici derivanti dal fumo né sulla coercizione della forza di volontà.

Semplicemente, interviene a modificare la percezione del fumatore riguardo l’oggetto del contendere, il fumo. Il fulcro del metodo è la dimostrazione – con annesse prove scientifiche – che tutti i supposti benefici del tabacco sono un mero inganno. Ma non un illusione: le sensazioni piacevoli che il fumatore trae nel fumare sono prodotte realmente dalla nicotina. Tuttavia, Il tabacco non rilassa, o meglio lo fa ma solo per quietare uno stato di stress che esso stesso ha creato, tramite la dipendenza.

Il tabacco non aiuta ad assaporare bevande o cibi (molti per esempio fumano dopo o durante un bicchiere di birra): anzi, è chimicamente provato che riduce la sensibilità del gusto e dell’olfatto. Il tabacco non aiuta a concentrarsi, o meglio lo fa ma solo per eliminare uno stato di ‘allerta’ (e quindi di distrazione) che ha creato lui stesso, tramite la dipendenza.
Un altro pilastro dell’ Easy Way consiste nel vedere il processo di abbandono del fumo come un processo che porta l’individuo ad uno stato di normalità, dunque allo stato di ‘non-fumatore’. Il fumatore deve pensare come chiunque altro non abbia mai toccato una sigaretta in vita sua. D’altronde, se il non-fumatore riesce a godersi la vita come e meglio (come dimostrato dal documentario) di  un fumatore, perché lo stesso non può valere per quest’ultimo?
Ovviamente, sia il libro che il documentario, essendo più articolati e strutturati, danno un’idea più convincente del metodo. Addirittura esisterebbero alcune indicazioni pratiche, oltre che di percezione, in grado di orientare il fumatore verso l’ultima (vera) sigaretta della sua vita. Per fare un esempio, Alan Carr consiglia di liberarsi di tutte le sigarette e il tabacco per casa, di non portarsi con sé nulla che porterebbe un fumatore e, paradossalmente, di non evitare luoghi in cui la gente fuma. Il processo di ‘liberazione’ dal fumo va eseguito con la coscienza che sì, è un bene e una felicità non fumare più. A tal proposito consiglia di ‘autocommiserare’ i fumatori che ancora sono schiavi del tabacco. Sempre per rinsaldare questa consapevolezza Easy Way consiglia di non applicare nessun sostitutivo al tabacco come cerotti , sigarette elettriche etc.
 

 
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