Sabato, 25 Novembre 2017

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Cresce l'E-Commerce in Italia Soprattutto Nel Settore Tempo Libero


E-commerce, Italia, tempo libero

Con la crisi economica riuscire ad applicare una strategia di rete per la propria azienda potrebbe risultare come una scelta di sopravvivenza, quasi una scialuppa di salvataggio a bordo del Titanic. A sostenerlo è il rapporto E-commerce in Italia 2012, realizzato dalla Casaleggio Associati, in partnership con Adobe Systems, in cui, grazie ad una survey online e ad interviste di approfondimento, è stato tratteggiato il mercato e-commerce italiano business to consumer.
L'E-commerce in Italia, si legge nel rapporto, ha confermato i dati positivi degli anni scorsi con un fatturato delle vendite online che ha raggiunto complessivamente i 18,97 miliardi di Euro nel 2011. A ciò ha contribuito sia la maturazione degli utenti nell'approccio con la rete sia l'aumento degli utenti attivi al mese, cresciuti del 9,2% in un anno ed ora intorno ai 27,6 milioni (di cui 13,8 attivi nel giorno medio).  

Nel settore dell'e-commerce, i comparti che hanno fatto registrare la crescita più significativa sono stati i siti di vendita online multiprodotto, l'editoria e il tempo libero ed in particolare lo sviluppo dei siti di gambling ( scommesse e gioco d'azzardo). Crescono in maniera meno evidente, invece i settori della moda e dell'arredamento, mentre resta stabile il turismo.
In termini percentuali i settori principali sono il tempo libero (56,9% del mercato), specie per ciò che riguarda il gioco d'azzardo, il turismo (24,8%), le assicurazioni (5,9%), l'elettronica di consumo (5,3%) e l'editoria (2,3%).

L'obiettivo delle aziende italiane attive nell'E-commerce è quello di ampliare le vendite sul mercato internazionale, sia per accrescere il proprio fatturato sia soprattutto per creare delle economie di scala sufficienti a contrastare la concorrenza internazionale.
Attualmente un terzo delle aziende italiane non vende i propri prodotti o servizi al di fuori del territorio nazionale, mentre il restante 67% è presente sul mercato internazionale. L'attività di vendita all'estero è gestita direttamente dal 54% delle aziende attraverso il proprio sito in lingua italiana (24%) o attraverso siti in più lingue (25%). Il 5% delle aziende possiede strutture o sedi all'estero, mentre il 13% opera a livello internazionale in quanto partner di un gruppo multinazionale.
Sul fronte internazionale le aziende italiane sono presenti in misura maggiore in Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Regno Unito e da altri Paesi dell'area Nord-europea. Mentre, rileva il rapporto, la presenza di operatori italiani è ancora molto limitata nel continente asiatico, in Africa ed in America Latina.
Per cercare di differenziarsi maggiormente rispetto ai concorrenti la strada maggiormente seguita riguarda il rafforzamento della credibilità del brand, indicato dal 49% degli operatori e-commerce italiani (+8 punti percentuali rispetto all'anno precedente). Seguono l'ampiezza della gamma prodotti (32%), la fidelizzazione dei clienti (31%) e le politiche di prezzo (22%). Altri fattori segnalati sono la fornitura di servizi aggiuntivi (13%) e i tempi e le modalità di consegna (9%).
Il rapporto “E-commerce in Italia 2012” è scaricabile a questo indirizzoquesto indirizzo.
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