Venerdi, 17 Agosto 2018

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Le Attività di Tutela Degli Animali Messe in Atto Dai Comuni


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In Italia almeno una famiglia su quattro possiede un cane o un gatto, per questo motivo sono importanti le attività di tutela dei Comuni per gli animali domestici e quelle per non lasciare animali abbandonati che soffrono e possono divenire causa di problemi sanitari e di sicurezza. A monitorare la situazione italiana ci ha pensato Legambiente con la prima edizione di “Ecosistema Animali”, un'indagine sui servizi e le attività di tutela degli animali messe in atto dai comuni capoluogo di provincia. Operativamente è stato inviato un questionario a 109 comuni capoluogo con 40 domande, a cui hanno risposto 89 municipi.
Il risultato, secondo il responsabile nazionale Fauna Legambiente, Antonino Morabito, è un quadro interessante in cui le competenze non mancano, anche se la strada da compiere è ancora lunga. Esiste, infatti, una situazione molto variabile con Comuni che offrono ai cittadini servizi di qualità e altri che invece sono ancora indietro da questo punto di vista.

Sul fronte della mappatura del territorio e installazione dei microchip, si registrano ancora ritardi, nonostante queste due attività risultino fondamentali per conoscere l'area territoriale e per definire il numero di animali presenti. Nel 2010, infatti, solo il 34,8% dei comuni capoluogo ha realizzato direttamente, tramite strutture proprie, o indirettamente tramite convenzione con associazioni, la mappatura del territorio dei canali o di altri luoghi di detenzione degli animali. Poco più di un comune su due (il 50,5%) ha dichiarato di aver realizzato campagne di microchippatura.

Un dato negativo che pesa sul lavoro dell'anagrafe canina, istituita ormai nel lontano 1991. Un'istituzione molto importante che, registrando con un microchip gli animali presenti sul territorio, riesce a ridurre gli abbandoni e le cattive abitudini da parte dei proprietari.
Per quanto riguarda l'esistenza di strutture comunali per ospitare cani randagi, l'86,5% dei comuni capoluogo ha dichiarato che nel proprio territorio sono presenti tali strutture. Dei 78 comuni che dispongono di canili o strutture simili, solo 8 li gestiscono in proprio, 40 li affidano ad associazioni, 24 a ditte o cooperative tramite appalto e 18 in altri modi. Sul fronte dei servizi la maggior parte di queste strutture garantiscono monitoraggio e assistenza ai cani ospitati, la sterilizzazione chirurgica, promozioni delle adozioni, controllo della salute e rieducazione dei cani mordaci.
Passando ai gatti, il 68,5% dei comuni capoluogo dichiara l'esistenza di un piano di tutela e controllo delle colonie feline. É invece ancora bassa la quota di comuni che ha emesso ordinanze sindacali che vietano la sosta sul territorio di spettacoli che utilizzano animali, come circhi e mostre itineranti di animali vivi. Infatti solo il 25,8% dei municipi ha dichiarato di aver emesso tali ordinanze.
Infine sul rapporto tra animali e mezzi pubblici LegambienteLegambiente sottolinea che il 66,2% dei comuni permette la possibilità di viaggiare sui mezzi pubblici in compagnia dei propri amici a quattro zampe. Nello specifico il 60,6% dei comuni consente ai passeggeri di autobus urbani di trasportare animali di piccole dimensioni, il 24,7% permette di farli salire sui treni regionali, il 3,3% sulla metropolitana.
 
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