Sabato, 25 Novembre 2017

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Costi, Ricavi e Debiti Del Calcio Italiano


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La scorsa settimana abbiamo visto come l'indebitamento delle squadre di calcio spaventi sia l'Uefa che l'Unione Europea, concentrandoci soprattutto sul calcio spagnolo, che avrebbe accumulato debito col fisco per 750 milioni di euro. Oggi vogliamo guardare in casa nostra dove la situazione non è certo rosea, come certificato dal Report sul Calcio presentato nei giorni scorsi da Figc, Arel e PWC. Secondo quanto riportato l'indebitamento complessivo della sola Serie A nel 2010-2011 ha raggiunto i 2,6 miliardi di euro, in aumento del 14% rispetto ai 2,3 miliardi dell'anno precedente.
La fotografia del calcio italiano è grigia visto che trai i 107 club professionistici analizzati solo 19 hanno chiuso in utile l'ultimo bilancio (il 18%). 
La fetta più grande della torta dei debiti riguarda quelli finanziari (35%), seguono quelli verso enti settore specifico (21%), quelli commerciali (16%), mentre la categoria residua occupa copre il 28% dei debiti.

Contestualmente il valore dei ricavi del calcio italiano è diminuito dell'1,2%, attestandosi sulla soglia dei 2,5 miliardi. La Serie A è la divisione che genera la stragrande maggioranza dei ricavi (82%), contro il 14% della Serie B e il 4% della Lega Pro. I costi della produzione sono stati invece di 2,9 miliardi di euro, in crescita dell'1,5%, con una differenza tra costi e ricavi che si è attestata a 428 milioni di euro. Valore quest'ultimo in aumento di 80 milioni di euro rispetto alla scorsa stagione (+23,2%).

In media i ricavi delle società di serie A sono stati nell'ultima stagione di 101,560 milioni di euro (erano 105 nella stagione precedente) a fronte di costi medi pari a 115 milioni (113 nella stagione precedente). I ricavi medi della serie B si sono attestati a 15 milioni di euro (1 in meno della stagione precedente), mentre i costi a 19 milioni di euro (valore in linea con quello della precedente stagione).
Il calcio sembra non attrarre più i tifosi allo stadio, complice anche la crisi economica. Infatti, il numero complessivo dei tifosi allo stadio è calato del 4,4% a quota 13,3 milioni. Sono soprattutto i campionati minori a subire l'emorragia di tifosi con un calo del 19,9% rispetto alla precedente stagione in Seconda Divisione, un calo dell'11% in Prima Divisione, mentre cali inferiori alla media si sono registrato in Serie B (-3,2%) e in Seria A (-2,4%).
A intervenire su questo fenomeno ha contribuito probabilmente anche l'offerta radiotelevisiva i cui ricavi (pari al 55,6% del totale in serie A e in media al 47,8%) in pratica mandano avanti il mondo del calcio in Italia. Gli incassi dai biglietti pesano solo il 10% del totale dei ricavi contro un valore ottimale che si dovrebbe attestare intorno al 30%. In valore assoluto la contrazione dei ricavi di tutto il calcio professionistico nella scorsa stagione è stata di 22,4 milioni, pari a circa l'8,2%.
Infine per quanto riguarda il fisco, il rapporto sottolinea che l'apporto complessivo del calcio italiano al fisco (nel 2009) è stato poco più di 1 miliardo, l'85,% del quale (875 milioni) derivante dal contributo fiscale e previdenziale delle società professionistiche italiane, mentre i 155 milioni di euro sono relativi agli incassi erariali delle scommesse sul calcio.
 
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