Martedi, 17 Ottobre 2017

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Iva Al 23%: Consumatori ed Imprese Prevedono un Crollo Dei Consumi


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Non è passata nemmeno una settimana dall'annuncio del Governo di voler spostare l'asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette, che già assistiamo ad un primo effetto di questa direzione di intenti. Dal prossimo 1° di Ottobre, infatti, l'IVA passerà dall'attuale 21% al 23%. A dichiararlo è stato il Vice Ministro dell'Economia Vittorio Grilli, ospite della trasmissione televisiva Ballarò. Vanno però fatte due precisazione. In realtà non si tratta di uno spostamento dell'asse impositivo, perchè le imposte dirette non calano, come invece pareva si potesse fare grazie ai maggiori introiti derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, perchè come ha spiegato lo stesso Griffi “non ci sono tesoretti”. Inoltre l'aumento dell'Iva era già presente nella Manovra Salva Italia, sebbene fino a ieri non si era certi che l'aumento si sarebbe materializzato, visto anche le critiche piovute sul precedente Governo per l'aumento dell'aliquota ordinaria dal 20 al 21%, previsto dalla Manovra finanziaria Estiva

Critiche che ovviamente non si sono fatte attendere nemmeno questa volta.
Il CodaconsCodacons ha subito definito la misura come una “scelta sciagurata”, soprattutto in considerazione del fatto che debito e deficit sono sempre legati al Pil e che non può esserci crescita se il Governo, oltre a ridurre la spesa pubblica va ad incidere sui consumi, già ora in calo, con l'aumento dell'IVA al 23%Secondo l'associazione il Governo si deve essere dimenticato della denuncia della Corte dei Conti che riguardo all'IVA ha evidenziato un tax gap superiore al 36%, valore tra i più elevati d'Europa. L'aumento dell'IVA produrrà un aumento medio per una famiglia di 2,5 componenti pari a 352 euro annui, solo di effetto diretto sui prezzi e senza considerare gli arrotondamenti. Se si considera una famiglia di 3 persone l'aumento previsto è di 418 euro. Incassi giudicati inferiori a quelli ottenibili con una seria lotta all'evasione fiscale che portasse a recuperare anche solo il 10% dell'evasione denunciata dalla Corte dei Conti.

Dello stesso avviso anche FederconsumatoriFederconsumatori e Adusbef, che giudicano da irresponsabili l'aumento dell'IVA dal 21 al 23% per l'aliquota ordinaria. Questo perchè il potere d'acquisto delle famiglie è ormai ridotto ai minimi storici, con conseguente contrazione dei consumi e gravi ripercussioni sul benessere delle famiglie stesse (oltre che delle imprese). L'aumento dell'Iva per le due associazioni dei consumatori avrà una ricaduta impressionante sul mercato, facendo impennare prezzi e tariffe. In concreto i due punti in più di IVA dovrebbero aumentare il tasso di inflazione di 0,7-0,8 punti percentuali, con una ricaduta complessiva stimata in 235 euro a famiglia.
Critico anche il Movimento Difesa del CittadinoMovimento Difesa del Cittadino, secondo cui l'aumento dell'Iva comporterà un ulteriore impoverimento ed una riduzione drastica dei consumi, che probabilmente porterà ad un blocco degli acquisti ed ad un aumento dell'inflazione. Bisognerebbe invece favorire la ripresa economica attraverso strumenti che garantiscano la tutela negli acquisti. L'associazione è convinta, come lo è il Codacons, che la direzione giusta da prendere sia quella di un maggiore contrasto al fenomeno dell'evasione fiscale.
Negativo anche il commento di ConfesercentiConfesercenti, secondo cui l'aumento dell'IVA al 23% è la dimostrazione che il Governo preferisce far cassa mettendo le mani nelle tasche degli italiani piuttosto che tagliare la spesa pubblica improduttiva. Secondo l'associazione questa misura allontanerà sempre di più l'Italia dai propri obiettivi di crescita, gelando i consumi, colpendo anche il turismo e gravando indifferentemente su tutte le classi di reddito. Con l'IVA al 23% il nostro Paese scavalcherà la media dei 27 Stati della UE (20,9%), allontanandosi anche dalle principali economie del vecchio continente come Francia (19,6%) e Germania (19%) e avvicinandosi ai tassi delle economie scandinave.
 
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