Sabato, 20 Ottobre 2018

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8 ITALIANI SU 10 SONO PESSIMISTI CIRCA LA RIPRESA ECONOMICA, PESA SOPRATTUTTO L'AUMENTO DEI PREZZI


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Dopo aver diffuso le anticipazioni relative alla fiducia degli Italiani nei riguardi delle Istituzionifiducia
degli Italiani nei riguardi delle Istituzioni, l'Eurispes ha rilasciato oggi la versione completa del Rapporto Italia 2011. L'indagine, giunta alla 23°edizione, fornisce ogni anno una fotografia dell'Italia dal punto di vista sociale ed economico, sulla base degli orientamenti che emergono nella società.
Sul fronte economico l'istituto rileva un peggioramento generalizzato della situazione, a partire dall'aumento del numero delle famiglie che non riescono a far fronte né alle spese quotidiane né agli impegni contratti. Il risultato è il ricorso per necessità ai risparmi (li intacca una famiglia su tre) o l'aumento dell'indebitamento verso gli istituti di credito. Questo scenario emerge anche dalle dichiarazione degli italiani, che nella maggior parte dei casi (51,8%) considerano la situazione economica del nostro Paese, peggiorata rispetto allo scorso anno (in aumento del 4,7% rispetto al 2010). Un dato così negativo, rileva l'Eurispes, si era registrato solo nel 2005. In generale più di 8 italiani su dieci sono pessimisti (l'81,6%), considerando anche coloro che percepiscono un lieve peggioramento (29,8%). Allo steso tempo il numero di coloro che si definiscono ottimisti, ovvero che percepiscono un miglioramento della propria situazione economica rispetto allo scorso anno, è diminuito del 3,7%.
Le prospettive per il futuro rimangono piuttosto cupe, con più della metà del campione (50,7%) che prevede un peggioramento nei prossimi 12 mesi, il numero più alto dal 2003. Più che dimezzato il numero di coloro che prevedono un miglioramento della situazione economica del Paese, che passa dal 18,3% del 2010 all'8,9% odierno. Tre italiani su dieci (il 29%), invece non vedono grossi miglioramenti per il futuro e ritiene che la situazione economica rimarrà invariata. I più pessimisti risultano essere gli abitanti del Nord-Ovest (52,4%) e del Nord-Est (52,2%), mentre la percentuale più alta di ottimisti si registra nel entro Italia (10,6). Nel Mezzogiorno (32,2%) e nelle Isole (32,4%) invece prevale l’opinione secondo cui la situazione economica italiana rimarrà stabile.


PERCEZIONE DEI PREZZI E DEL COSTO DELLA VITA.
Il rapporto evidenzia un aumento di coloro che sostengono che i prezzi in Italia siano aumentati (7 italiani su dieci), mentre cala dal 4,9% del 2010 al 3% il numero di chi sostiene che nel corso dell’anno precedente, i prezzi siano diminuiti. Contestualmente diminuisce dal 35% del 2010 al 22,8% del 2011 anche il numero di chi non ha rilevato alcun tipo di variazione dei prezzi.
Il numero di italiani che ha indicato un elevato aumento del costo della vita è passato dal 45,6% del 2010 al 46,3%, mentre quello di chi lo ritiene eccessivo dal 13,6% al 15,5%. L'aumento dei prezzi (tra il 3% e l'8%) è particolarmente accentuato nell’Italia insulare (55,6%), in quella meridionale (50%) e nell’area Nord-Est (49,1%), mentre la crescita eccessiva dei prezzi (ovvero oltre l’8%) è stata avvertita in modo particolare dai residenti del Sud (17,7%) seguiti da quelli del Nord-Ovest (16%) e del Nord-Est (15,3%).

 


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La quai totalità degli italiani (95,5%) sostiene che l'aumento dei prezzi abbia colpito soprattutto i carburanti per auto, seguono i generi alimentari (segnalati dall'88,4% del campione), le bollette (87,9%), i trasporti (80,8%), le spese per la salute (79,7%), i pasti e le consumazioni fuori casa (77%). Secondo gli intervistati gli aumenti hanno riguardato anche il settore del vestiario e del calzaturiero (segnalato dal 65,9% del campione ), quelle per la cura della persona (64,4%), le vacanze e i viaggi (59,5%) e l’arredamento per la casa (59,7%). Sul fronte immobiliare l’aumento dei prezzi è stato segnalato per gli affitti dal 60,4% del campione e da quasi metà degli italiani (49,3%) per la compravendita immobiliare


CONSUMI E COMPORTAMENTI D'ACQUISTO
Gli italiani continuano ad adattarsi al minor reddito disponibile, tagliando il superfluo a partire dalla spesa per i regali (77,8% del campione), dai pasti fuori casa (73,5%) e passando per i viaggi (70%, ) e il tempo libero (69,3%). Sul fronte degli acquisti di prodotti alimentari quasi 7 italiani su dieci (il 67,8%) cambia marca o se questo è più conveniente ed il 55,6% sceglie punti vendita più economici come i discount. Aumenta del 7,2% il ricorso al mercato dell'usato e ad internet.

[Via: EurispesEurispes ]

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