Sabato, 25 Novembre 2017

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Dolore Cronico: la Legge C’È Ma Molti Medici Non la Conoscono


medici, dolore cronico

 

Il dolore cronico di natura non oncologica colpisce statisticamente il 26% degli italiani. Le cause più comuni sono neuropatie, mal di schiena ed artrosi. La Legge sul dolore è entrata in vigore nel nostro Paese nel 2010 (n.38/2010) ma, secondo quanto emerso in maniera preoccupante durante l’IMPACT 2012 (Interdisciplinary Multitask Pain Cooperative Tutorial Pain Relief Organisational Activity Enhancement), un summit multidisciplinare mirante a fare il punto della situazione sul tema, molti medici ne ignorano il contenuto. Oltre 250 delegati da tutte le regioni dello stivale hanno preso parte alla due giorni fiorentina anche se i dati emersi non sono incoraggianti per il nostro paese per quanto concerne la personalizzazione del rapporto medico-paziente. Circa un terzo tra dottori e personale sanitario non ha cognizione della legge sul dolore. La conseguenza di questa ignoranza è la prescrizione di farmaci non idonei alla cura.

Questa situazione fa scivolare l’Italia al terzo posto in Europa per numero di pazienti ed al primo posto per la prescrizione di fans, ovvero gli antinfiammatori non steroidei. Si tratta di numeri allarmanti che certamente potrebbero calare in maniera notevole se la legge sul dolore fosse conosciuta e applicata.

Pensiamo ad esempio agli oppioidi, sostanze che vengono indicate in molti casi come la cura ideale per il dolore cronico, ma sui quali sono ancora troppi i luoghi comuni da sfatare che ne ostacolano la diffusione.
L’approccio inefficace e non tempestivo alla patologia ha anche conseguenze sul piano economico, contribuendo ad aumentare la spesa pubblica.
Marta Gentili, presidente dell’associazione  di pazienti “Vivere senza dolore”, ha commentato con preoccupazione i dati: un medico su tre non sa che il ricettario speciale non è più obbligatorio per la prescrizione degli oppioidi e solo uno su cinque è consapevole che questi farmaci sono adatti anche in caso di dolore cronico di natura non oncologica.
Fino a che la Legge sul dolore non sarà applicata in maniera omogenea sarà impossibile ottimizzare l’obiettivo per cui è stata approvata ovvero garantire una vita dignitosa per i pazienti affetti da dolore cronico. I soldi risparmiati per farmaci inadatti potrebbero al contempo essere spesi per creare fondi di assistenza per chi ha bisogno di cure.  
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