Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Alcol: Diminuiscono i Consumi Ma Preoccupano i Fenomeni di Bridge Drinking


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Diminuisce il consumo di alcol e il tasso di mortalità legato alle patologie connesse all'abuso di alcol, ma tra i giovani il consumo rimane ancora alto. Sono questi alcuni dei dati contenuti nell'ottava Relazione al ParlamentoRelazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol. Dai dati pubblicati emerge la conferma, già sottolineata nella relazione dello scorso anno, di un passaggio tra un modello di consumo tradizionale legato a consumi quotidiani e moderati, soprattutto di vino ai pasti, ad un modello più articolato che risente dell'influsso culturale del nord Europa e vede il diffondersi dei superalcolici (aperitivi, amari, cocktail etc), spesso fuori pasto.
Per quanto riguarda i consumi di alcolici (e superalcolici) fuori pasto, spiega l'indagine, si è assistito ad un rapido aumento dei consumatori nel corso dell'ultimo decennio soprattutto tra i giovani.

Infatti nella fascia tra i 18 e i 24 anni si è passati dal 33,7% al 41,9%, mentre per i giovanissimi tra i 14 e i 17 anni si è osservato un aumento di 2,4 punti percentuali (dal 14,5% al 16,9%). A destare preoccupazione è soprattutto l'aumento delle ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni che consumano alcolici fuori pasto, passate dal 6% del 1995 al 14,6% del 2010. Questo aumento è in parte riconducibile alla pubblicità o ai media (video musicali, film, serie tv etc), che hanno presa soprattutto sulle giovani ragazze, e che mostrano ( o fanno apparire) le persone che bevono alcolici come più performanti.
Al consumo di alcol fuori pasto, già di per sé piuttosto deleterio per la salute, si associa il fenomeno del bridge drinking, ovvero dell'assunzione di bevande alcoliche in grandi quantità e in breve tempo. Nel 2010, spiega la relazione, ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne, ma nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni la percentuale di donne che pratica il bridge drinking sale al 9,7%.

È poi particolarmente preoccupante l'associazione rilevata dall'Istat tra il fenomeno del bridge drinking e la frequentazione di locali da ballo, a sua volta associata ad un uso frequente di autoveicoli, che segnala la possibile esposizione dei giovani a gravi rischi di incidente stradale.
Complessivamente, ricorda la relazione, in Italia il 25,4% degli uomini e il 7,3% delle donne (circa 8,6 milioni di persone) consumano alcolici senza rispettare le indicazioni di consumo delle agenzie di sanità pubblica, esponendosi a rischi alcolcorrelati.
La relazione però evidenzia anche dati positivi come il fatto che nel corso del 2010 per entrambi i sessi si è assistito ad una diminuzione del consumo di alcolici rispetto all'anno precedente, interrompendo quella stabilità dei valori rilevata negli anni precedenti. La diminuzione si è registrata soprattutto tra i giovani fino ai 25 anni (dal 34,3% al 34,1%) e tra le donne (dal 15,7% al 14,6%). Nello specifico nel 2010 ha consumato almeno una bevanda alcolica il 65,7% degli italiani di età superiore agli 11 anni (35,261 milioni di persone) con prevalenza notevolmente maggiore tra gli uomini (78,9%) rispetto alle donne (53,4%).
L'Italia rimane in ogni caso uno tra i Paesi Europei con il più basso consumo annuo pro capite di alcol puro e risulta essere uno dei Paesi Membri dell'UE con il maggior numero di astemi.
 

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