Domenica, 18 Agosto 2019

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CANONE RAI: POLEMICHE SU PC E "VIDEOFONINI"


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Fa già sensazione venire a sapere che il pagamento del canone Rai deriva da un Regio Decreto del 1938 , originariamente creato per la radio e poi adattato alla televisione, ma la notizia che “rimbalza” in questi giorni sulla rete sfiora veramente il ridicolo. A quanto pare, sulla base di una interpretazione estensiva di quella stessa legge, la Rai sta provando (come già l'anno scorso) ad estendere il pagamento del canone anche a tutti coloro che pur non avendo la televisione, posseggono “apparecchi” predisposti alla ricezione di immagini, inclusi quindi computer dotati di schede video e addirittura tvfonini. La legittimazione giuridica, secondo la Rai, è contenuta proprio nel regio decreto ed in particolare nella formula che impone il pagamento “a chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni".

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Adoc tuona contro questo genere di sopruso, al punto che il suo Presidente, Carlo Pileri, commenta così: “E’ inconcepibile e assurdo voler esigere il canone anche da chi possiede solo un pc, o addirittura un videofonino; è una palese violazione della libertà che non può essere taciuta. Già ci risulta incomprensibile il senso del canone in sé, per cui paghiamo ben 1.664 milioni di euro, spesso senza un ritorno in qualità. Un’eventuale estensione del pagamento anche a chi non possiede un televisore ci sembra intollerabile e vessatoria.” Per tutti questi motivi l’associazione aderisce alla raccolta firme promossa da Repubblica, chiedendo il blocco del pagamento del canone, che, sempre secondo Pileri, sarebbe senz’altro più accettabile se fosse destinato ad un fondo per finanziare l’attività di tutti i gestori, non solo quelli della Rai. La voce di Altroconsumo fa eco a quella dell'Adoc, per una pronta moratoria sul pagamento del canone per Pc e Tvfonini. Un canone, che andrebbe eliminato, sempre secondo altroconsumo, pur mantenendo un servizio pubblico finanziato dalla fiscalità generale, destinando, cioè, parte o tutta l'Iva versata sull'acquisto degli apparecchi atti a ricevere il segnale televisivo a copertura del servizio. Fatto sta che i ricorsi contro il pagamento del canone rai che arrivano nella sede piemontese del Garante per il contribuente continuano ad aumentare di anno in anno, ricorsi contenenti le proteste relative al fatto che nonostante i suddetti consumatori abbiano disdetto l’abbonamento televisivo, o addirittura pur essendo privi di una televisione (incredibile..) continuino a ricevere una lettera in cui, con toni quasi minacciosi, (come lo stesso Silvio Pieri, presidente dell’ufficio del Garante, li definisce) li si invita a pagare il canone, dato che il servizio Sat (servizio abbonamenti televisivi) li rintraccia come possibili fruitori di immagini da tassare. Insomma, occorre senza dubbio un po’ di chiarezza, nonché una immediata revisione della legge sul canone.

NOTE
In attesa di modifiche, dobbiamo ricordare che la legislazione vigente impone il pagamento del canone per il possesso di uno solo dei terminali atto alla ricezione del segnala televisivo. Per cui, chi ha un tvfonino non deve pagare due volte il canone, se già lo paga per il possesso della televisione. In più, come ha ben sottolineato Altroconsumo, esiste una profonda differeza tra videofonini e tvfonini, in quanto i primi sono quelli che permettono di fare videochiamate, ma non di vedere programmi tv.

[Via: Adoc , Altroconsumo ]


CREDIT
Si ringrazia l'utente giando di FLickr per l'immagine


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