Sabato, 25 Novembre 2017

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E-Commerce: Cresce il Numero di Acquirenti, la Spesa, la Varietà e la Frequenza Degli Acquisti


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Secondo una recente ricerca del Boston Consulting e di Google, la ricchezza prodotta dalla internet economy italiana ha raggiunto nel 2010 i 31,6 miliardi di euro, ovvero pari al 2% del Pil italiano ed in crescita del 10%in crescita  del 10% rispetto al 2009. Una grossa spinta al settore è stata data dallo sviluppo della vendita online, le cui imprese, secondo la Camera di Commercio di Milano, sono cresciute del 25%cresciute
del 25% tra il 2009 e il 2010.
Ma quali sono le regioni di questo boom dell'e-coommerce in Italia, soprattutto in un periodo piuttosto complicato dal punto di vista economico e dove le famiglie hanno ridotto la propria capacità di spesa?
Ha provato a dare una risposta a queste ed ad altri domande il rapporto 2011 “E-commerce Consumer BehaviourE-commerce Consumer
Behaviour" ,realizzato da Netcomm - Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con  Contactlab.
La ricerca, giunta alla seconda edizione, ha coinvolto quest'anno oltre 62 mila utenti, tra clienti e prospect dei maggiori siti e-commerce italiani ai quali è stato inviato un questionario sul mondo del commercio elettronico. Vediamo che quadro ne è uscito.
Cominciamo col dire che l’E-commerce continua a crescere, visto che nell'ultimo anno il 48% degli utenti (acquirenti) ha aumentato la propria spesa on-line, il 47% ha aumentato la frequenza degli acquisti mentre il 45% ha aumentato la varietà degli oggetti acquistati. Nel confronto con il 2010 la frequenza di acquisto è aumentata di 17 punti percentuali , la spesa totale dell' 11% e la varietà degli acquisti del 7%.
L'e-commerce si conferma una modalità di acquisto sempre più diffusa anche tra i meno giovani visto che il 30% degli acquirenti on-line ha più di 50 anni , anche se il picco d'utenza si ha nelle fasce di età compresa tra i 30 e 39 anni (28%) e 40-49 anni (29%).
Fra coloro che navigano in rete, rispetto al 2010 aumenta del 3% la quota di coloro che acquistano online, che passa dal 87% al 90%. Inoltre il commercio elettronico sembra per facilità di utilizzo conquistare rapidamente gli utenti, una volta che vi entrano in contatto. Rispetto ad un anno fa, infatti, è aumentata del 10% la quota di chi ha comprato più di 20 prodotti,ed in più quasi uno su quattro (il 23%) di questi che hanno comprato più di 20 prodotti, aveva fatto il primo acquisto da meno di un anno. Qualcuno potrebbe definire questo atteggiamento quasi compulsivo, ma probabilmente è solamente il frutto dell'unione di tanti elementi positivi che il commercio elettronico offre, tra questi vengono segnalati  soprattutto la disponibilità 24h/24 (85%), il vantaggio economico (83%) e il risparmio di tempo (80%).
L'indagine ha poi analizzato la spesa media annua per acquirente per diverse categorie merceologiche, scoprendo che in testa vi sono i viaggi con 831 euro, seguiti dai prodotti alimentari (643 euro) e da quelli assicurativi (636 euro). In coda troviamo invece il download di file multimediali con una spesa media annua pro capite di 85 euro, i software per pc (147 euro) e gli acquisti per il benessere personale (172 euro).


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Una categoria di acquisiti, quest'ultima, che comprende servizi estetici, terme, massaggi etc, che , secondo il rapporto rappresenta una novità del settore e-commerce.
Per quanto riguarda il comportamento degli acquirenti è interessante notare come si stiano affacciando nuove tendenze dettate dallo sviluppo tecnologico. Infatti, il 3% degli acquirenti, ora acquista tramite smartphone e l'11% da un portatile con connessione wi-fi. Circa sei acquirenti su dieci pagano con carta di credito, ma c'è ancora un 12% di diffidenti che preferisce il buon caro e vecchio pagamento alla consegna, in contanti.
Cosa invece tiene ancora lontano nel 2011 gli italiani dal mondo della vendita online? Il primis il desiderio di accertarsi personalmente della merce che si vuole acquistare (78%), poi seguono tra le motivazioni la mancanza di contatto diretto con il venditore per chiedere informazioni, consigli e per reclamare in caso di problemi (69%), e l'abitudine di rivolgersi ad un commerciante di fiducia con il quale si è stabilito un rapporto (66%).

 

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