Mercoledi, 24 Luglio 2019

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Farmaci: le Reazioni Avverse Potrebbero Procurare 40 Mila Morti l'Anno


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Nei giorni scorsi Federanziani, associazione per la promozione dei diritti e della qualità di vita degli anziani, ha lanciato l'allarme sulle reazioni avverse ai farmaci, che colpiscono specialmente gli anziani, essendo i maggiori utilizzatori di medicinali e che provocano ogni anno migliaia di vittime nel nostro Paese.
Il Centro Studi Sic, (Sanità In Cifre) di Federanziani ha condotto una ricerca analizzando 95 studi pubblicati negli Stati Uniti sull'argomento e comparando i numeri americani sia demografici che economici a quelli italiani. I risultati sono impressionanti e parlano di 40 mila vittime, in Italia, a causa delle reazioni avverse ai farmaci (Adverse Drugs Reactions, ADRs), tra cui soprattutto anziani.
Inoltre le reazioni avverse ai farmaci, oltre a questo numero significativo di vittime, provocherebbero 1,7 milioni di giornate di degenza, 3,4 milioni di visite al pronto soccorso,  (già di per sè al collassogià di per sè al collasso ) 23 milioni di prestazioni medico-sanitarie non necessarie e 630 mila giorni di prolungamento del tempo di degenza che potevano essere evitati. Il tutto per un costo complessivo, stimato da Federanziani, in circa 10 miliardi di euro.
Numeri scioccanti ma che secondo Federanziani, sebbene ottenuti non direttamente ma tramite confronti, non sono molto distanti dalla realtà, e che se confermati da una “futura ed auspicabile ricerca eseguita da commissioni competenti”, non potranno che avere “un indice di scostamento inferiore o superiore del 20% rispetto a quello americano”. L'associazione si chiede anche come mai uno studio approfondito sul tema oggi non esista in Italia, se le reazioni avverse ai farmaci rappresentano la quarta causa di morte negli Usa, a testimonianza di un problema piuttosto serio. Infine Federanziani denuncia la mancanza di riscontri significativi su ritiri dal commercio per ragioni di sicurezza di farmaci, come avviene ad esempio in Altri Paesi Europei. in Francia, Germania e Gran Bretagna, sottolinea il centro Studi, “fra il 1961 ed il 1993 sono stati ritirati dal commercio per ragioni di sicurezza 126 farmaci, l'87% dei quali a causa di gravi reazioni avverse”.


LE RISPOSTE DELL'AIFA
L'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha risposto ai dati presentati da Federanziani con comunicato stampa, in cui dichiara di rilevare: “un profondo difetto metodologico poiché si tratta di dati teorici dedotti in modo aritmetico, e troppo semplicistico, comparando tra loro due realtà profondamente diverse come quelle americana ed italiana". 


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L'Aifa, sottolinea di aver apprezzato l'intendo dello Studio, ma evidenzia le grandi differenza tra l'Italia e l'America in termini sul fronte della tutela della salute. L'America infatti non dispone, né di un Servizio Sanitario Nazionale, né di una Rete territoriale di Farmacovigilanza, né di un sistema capillare di tracciatura del farmaco, elementi, che secondo l'Aifa, rappresentano una grande garanzia per il cittadino italiano.
In risposta ai dubbi sul ritiro dei farmaci in Italia, l'Aifa, fa sapere che solo negli ultimi 10 anni sono stati ritirati nel nostro Paese 39 farmaci. Inoltre l'Italia ha attivato per prima unprogramma di sorveglianza post marketing per gli anziani, soggetti molto spesso trattati con più farmaci contemporaneamente dei quali non sono note, al momento dell'autorizzazione, le reciproche interazioni.

 

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