Sabato, 16 Dicembre 2017

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Furti Nei Negozi: Si Ruba Più Nella Boutique Che Nei Supermercati


taccheggio, furti, negozzi, sicurezza

Quando si parla di furti nei negozi si pensa solitamente alla bravata di qualche adolescente o al gesto disperato di chi ruba nei supermercati per fame. Eppure i tempi stanno cambiando anche in questo: i dati del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail Barometro Mondiale dei Furti nel Retail nel 2011 evidenziano che a sparire dagli scaffali non sono tanto i generi di prima necessità, quanto piuttosto gli oggetti di lusso. Perché se è vero che gli italiani stanno subendo gli effetti della crisi economica, e molti faticano ad arrivare a fine mese, è altrettanto vero che le necessità del cittadino medio stanno cambiando.

Con voluta ed esagerata provocazione possiamo dire che rinunciare al pane si può ma all’aperitivo no! La centralità dell’apparenza nella società odierna appare evidente se si dà un’occhiata alla lista degli oggetti più rubati, secondo un'indagine del Centre for Retail Research patrocinata da Checkpoint System: accessori di moda firmati, dispositivi hi-tech di ultima tecnologia, trucchi, profumi e prodotti di bellezza in genere e gioielli.

I generi alimentari (soprattutto i più costosi quali formaggio e carne) si fermano al sesto posto, non molto distanti dalle cartucce di toner per le stampanti e dagli articoli per il fai-da-te e per l’hobbistica in generale. In particolare i furti nei negozi di trucco e make up hanno fatto registrare una notevole tendenza alla crescita: solo nel 2011 sono aumentate del 30% le “sparizioni” di eyeliner, mascara e ombretti dagli scaffali. Non si tratta di un fenomeno marginale: il fatturato perso nell’ultimo anno a livello mondiale ammonta a 88,878 miliardi di euro, pari all'1,45 % delle vendite. Una delle prime conseguenze di queste perdite negli incassi è un aumento dei prezzi che si riversa sugli acquirenti onesti. In Italia questa “imposta invisibile” ammonta a 175,31 euro (12 € in più rispetto allo scorso anno). Ad onor di cronaca va precisato che nei dati riportati non sono inclusi solo furti nei negozi standard, ovvero il classico taccheggio, ma anche le sottrazioni improprie di prodotti da parte dei dipendenti e gli errori amministrativi. E purtroppo anche in questa classifica l’Italia non fa una bella figura: nel nostro Paese il 52,7% delle differenze inventariali va attribuito a furti o rapine (una percentuale superiore rispetto alla media europea). Si parla di una perdita nazionale che supera i 3 miliardi di euro. In tutto questo la crisi economica c’entra davvero poco, se non per il fatto che anche le grandi aziende investono sempre meno nei sistemi di sicurezza.
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