Mercoledi, 17 Luglio 2019

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Giochi: Arriva la Tassa Sulla Fortuna per le Vincite Superiori ai 500 Euro


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Secondo l'ultimo rapporto Consumi e Distribuzione di Coop, gli italiani, in crisi per quanto riguarda reddito disponibile e consumi, sono costretti a sperare sempre più nel gioco.
Una speranza però che, secondo i monopoli di Stato non può essere più libera ma deve essere tassata (ulteriormente). Infatti, dal prossimo primo gennaio si applicherà su cinque giochi a premi gestiti dallo stato quella che è stata la tassa sul vincitore (o la tassa sulla fortuna). Si tratta in sostanza di un tassa del 6% che scatterà solo per le vincite superiori ai 500 euro. I giochi in questione sono videolotteries, Superenalotto, iWin for Life, Gratta e Vinci, nelle sue varie forme Maximiliardario", "Vivere alla grande" e "Turista per sempre" e la Lotteria Italia.  

Fino ad ora questo prelievo era previsto solo sul lotto e nelle stime del Governo dovrebbe portare ad un extra-gettito per l'erario di 1,5 miliardi. Nello specifico un miliardo arriverà da questo meccanismo e i rimanenti 500 milioni dai tabacchi, con il classico ritocco dei prezzi al rialzo. Soluzione quest'ultima che viene vista dal Censis come l'unico modo per far diminuire il numero di fumatori.

Secondo quanto presentato dal direttore dei Monopoli (Aams), Raffaele Ferrara, alla commissione Finanze della Camera questa tassa verrà applicata sia alle giocate tradizionali sia a quelle online. Dalla nuova tassazione rimangono escluse le scommesse sportive , in quanto già tassate e sottoposte ad un meccanismo per cui in caso le vincite scendano sotto un certo livello sono i concessionari a dover versare la differenza e le newslot, in quanto permettono una vincita massima di 100 euro.
La notizia non ha lasciato indifferenti le associazioni dei consumatori FederconsumatoriFederconsumatori e Adusbef, che per voce dei presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti dichiarano che : “ Al di là della legittimità stessa di una tassa simile, questo si tradurrà inevitabilmente in un’ulteriore spinta al gioco, per incrementare le entrate dello Stato”.
Infatti, spiegano le associazioni non è certo una novità che in tempo di crisi, i consumi consolatori aumentino, come il ricorso al gioco, visto come soluzione miracolosa per sfuggire ai problemi della vita. Già ora la raccolta del settore dei giochi in Italia ha raggiunto i 72 miliardi di euro, pari mediamente a 1.200 euro annui giocati da ciascun italiano, frutto anche della massiccia sponsorizzazione che passa su tv e radio.
Questo contesto si rileva allarmante soprattutto per i giovani che sempre in numero maggiore si avvicinano al mondo dei giochi, sedotti dalla vincita facile che ti cambia la vita, specie in un periodo come questo dove le possibilità lavorative sono minime.
Le associazioni concludono sostenendo l'importanza dell'avvio di una campagna: “di sensibilizzazione ed educazione, a partire dalle scuole, che illustri i seri rischi della dipendenza che il gioco d’azzardo può portare”
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