Mercoledi, 18 Ottobre 2017

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GLI ITALIANI E IL RISPARMIO : AUMENTANO LE FAMIGLIE IN CRISI. DRASTICA LA RIDUZIONE DEI CONSUMI


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In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio (28 ottobre), Acri, Associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa, ha presentato la consueta indagine sugli italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos. Lo studio ha affrontato da un lato la propensione degli Italiani verso il risparmio e dall'altro ha sviluppato il tema specifico della giornata del risparmio 2010, ovvero : “Rigore e Sviluppo nell’Era del Mercato Globale”. Su quest'ultimo punto gli italiani sembrano avere le idee chiare, ritenendosi un popolo parsimonioso e disponibile ad organizzare con rigore la propria vita economica, ma senza esagerare. Per quasi un italiano su due (il 48%), infatti, le famiglie troppo parsimoniose ostacolano la ripresa del Paese, mentre per il 39% la incentivano. Per quanto riguarda la razionalizzazione della spesa pubblica, i più (47%) ritengono che i tagli inibiscono la spesa mentre 4 italiani su dieci ritiene che la possano aiutare. Certo è che gli italiani non taglierebbero mai la sanità (53% di citazioni), scuola, università e ricerca (34%), pensioni (33%), ma in caso di necessità sarebbero disposti a sacrificare la difesa (il 45% di citazioni), le spese per la giustizia (19%)e la protezione dell’ambiente (18%). Per lo sviluppo il 48% degli italiani ritiene fondamentale la lotta all'evasione fiscale, fenomeno in cui il nostro Paese risulta essere primatista d'Europanostro Paese
risulta essere primatista d'Europa .
L'indagine 2010 definisce gli italiani in stato di “attendismo prudente e preoccupato” legato soprattutto alla disillusione e alla scarsa visibilità sul futuro. Due sentimenti, già messi in luce dal recente rapporto “Gli Italiani e la crisi” promosso da Confesercenti – IspoGli
Italiani e la crisi” promosso da Confesercenti – Ispo. Secondo l'indagine Acri il Paese viene visto come poco reattivo alla crisi con una percentuale del 41% di pessimisti sul futuro dell'economia contro il 30% degli ottimisti. Un ”sentiment” che l'Italia condivide con altri grandi Paesi come gli Usa, la Francia, il Regno Unito, la Spagna, mentre nella sola Germania si registra un trend positivo, forse anche perchè risulta essere l'unico Stato Europeo con una diminuzione del numero dei disoccupatiunico
Stato Europeo con una diminuzione del numero dei disoccupati,


RISPARMI
Gli italiani riferisce il rapporto mostrano una bassa propensione al rischio, riscontrabile nel 66% dei cittadini che dichiarano di averne una ridotta (29%) o quasi nulla (37%), a fronte del 24% della popolazione aperta al rischio e di un 10% di effettivamente propensi al rischio. Dall'altra parte la propensione al risparmio, storicamente una caratteristica italiana, risulta ancora forte con il 41% dei cittadini che non riesce a vivere tranquillo senza mettere da parte qualcosa. Il 46% degli italiani, però risparmia solo se la cosa non comporta troppe rinunce. Combinando l'andamento del risparmio delle famiglie con le previsioni per il futuro (2011), il rapporto ha delineato sei gruppi di tendenza rispetto al risparmio.

  • Famiglie con trend di risparmio positivo: hanno risparmiato nell'ultimo anno e lo faranno anche nel prossimo (23%)

  • Famiglie con risparmio in risalita: hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi/debiti, ma nei prossimi dodici mesi pensano di risparmiare di più (5%)
  • Famiglie che galleggiano: hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi/debiti e pensano che lo stesso avverrà nel prossimo anno (23%)
  • Famiglie con risparmio in discesa : sono riuscite a risparmiare, ma risparmieranno meno nei prossimi dodici mesi (10%)
  • Famiglie in crisi moderata di risparmio: hanno consumato tutto il reddito e nei prossimi dodici mesi pensano di risparmiare meno: (11%)
  • Famiglie in crisi grave di risparmio: hanno fatto ricorso a risparmi accumulati e a debiti e pensano che la situazione del prossimo anno sarà identica o si aggraverà (21%)

Soprattutto questo ultimo dato risulta negativo, sia perchè in crescita del 3% rispetto ad un anno fa sia perchè queste famiglie si concentrano soprattutto al Sud (34%) dove risultain crescita contestuale anche il fenomeno dell'Usurafenomeno
dell'Usura, avendo le famiglie difficoltà a rivolgersi presso i canali ufficiali di accesso al credito.


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Dal punto di vista della relazione tra occupazione e risparmio:
  • Esercenti, commercianti e artigiani si trovano in una situazione analoga rispetto, però con una concentrazione maggiore fra coloro che sono in “crisi grave” di risparmio.

  • Gli impiegati sono concentrati soprattutto nel trend in discesa di risparmio (in particolar modo insegnanti e docenti, molti dei quali sono in “crisi grave” di risparmio)
  • Gli operai, appaiono molto limitati nella capacità di risparmio sia attuale che in prospettiva , alta la concentrazione tra coloro che “crisi grave di risparmio” e tra coloro che “galleggiano”.
  • I pensionati, infine, denotano una certa trasversalità rispetto alle categorie di risparmio, anche se si concentrano maggiormente tra coloro che sono in “crisi moderata”,


CONSUMI
Il rapporto Acri riferisce che gli italiani hanno ridotto drasticamente i consumi negli ultimi due/tra anni, soprattutto per quanto riguarda le spese fuori casa (bar e ristoranti, cinema e teatro, viaggi), ma ha intaccato anche l’abbigliamento e la cura della persona. Statici invece i consumi per spostamenti ed elettronica, mentre crescono telefonia e spese per la casa, alimentari e non. Il rapporto sottolinea però come le abitudini di consumo siano variate, in relazione al tenore di vita. Per cui chi ha visto il proprio tenore peggiorato ha dovuto tagliare ogni spesa, anche la telefonia che fino all'anno scorso risultava l'unico settore per avere piccoli “appagamenti quotidiani”. Chi si è barcamenato tra le difficoltà, senza abbattere la qualità della vita, ha reagito tagliando quasi ogni spesa, riuscendo a conservare un consumo costante solamente per la telefonia e le “spese per la vita in casa”.
Infine chi ha mantenuto costante la propria qualità della vita, ha molto aumentato le spese per telefoni e telefonia, hanno aumentato il consumo di libri, giornali e riviste e di prodotti alimentari e per la casa, riducendo al contempo molto le spese per il fuori casa e quelle per vestiti e accessori.
Da ultimo per quanto riguarda gli investimenti, il rapporto denota che sempre più famiglie (il 68% rispetto al 62% del 2009) preferiscono la liquidità, mentre tra coloro che hanno possibilità di risparmio, guadagna terreno il “mattone”, percepito come investimento ideale.

[Via: Acri ]

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CREDIT
Si ringrazia l'utente NoHoDamon NoHoDamon
di flickr per l'immagine

 


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