Domenica, 20 Agosto 2017

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In Crescita la Speranza di Vita Alla Nascita, Ma in Italia Si Fanno Sempre Meno Figli


figli, tasso di fecondità

Per il quinto anno consecutivo il saldo tra nuovi nati e persone decedute è negativo, tuttavia continua ad aumentare la speranza di vita alla nascita sia per gli uomini che per le donne. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto Istat sugli indicatori demografici relativo al 2011.
Negli scorsi dodici mesi le nascite stimate sono state pari a 556 mila unità, oltre 6 mila in meno rispetto all'anno precedente, mentre il numero dei morti è cresciuto di 4 mila unità arrivando complessivamente a 592 mila persone decedute. La dinamica naturale della popolazione è quindi negativa e continua ad aumentare. Si è passati infatti da un saldo negativo di 6.900 unità nel 2007 a 8.500 nel 2008, a - 22.800 unità nel 2009, a a -25.500 nel 2010 fino alle oltre 36 mila unità dello scorso anno. Siamo un Paese “morente”, la cui popolazione aumenta praticamente solo grazie ai flussi migratori.

D'altro canto siamo anche un Paese che continua ad invecchiare ed ad invecchiare bene. L'aspettativa di vita alla nascita rispetto allo scorso anno è cresciuta di 0,3 anni per gli uomini che raggiungono ora una media di 79,4 anni e di 0,2 anni per le donne che raggiungono una media di 84,5 anni. Prosegue anche una convergenza tra i sessi, visto che la differenza di genere della vita media è scesa a 5,1 anni.
Migliorano anche le condizioni di sopravvivenza della popolazione anziana, infatti nello scorso anno la speranza di vita residua media per gli uomini di 65 anni è di 18,4 anni (+0,2 sul 2010) mentre quella delle donne è di 21,9 anni (+0,1). Le regioni dove si registrano le condizioni di sopravvivenza più favorevoli sono quelle del Nord-est e del Centro. Per gli uomini il primato spetta alla Provincia di Bolzano (80,5 anni), seguita dalle Marche (80,3 anni) e dalla Toscana (80,1) , mentre per le donne le zone più favorevoli sono le Province di Bolzano (85,8 anni) e Trento (85,5), e le Marche (85,4) .

TASSO DI FECONDITÀ
Il tasso di fecondità rimane sostanzialmente stabile dopo essere cresciuto sensibilmente dal 2001 quando si registravano in media 1,25 figli per donna fino al 2008 quando si è arrivati a 1,42 (dati identico a quello del 2011). Cresce l'età media delle madri al parto che sale, rispetto al 2010 da 31,3 anni a 31,4 anni, con valori pari a 32,1 anni per le donne italiane e di 28 anni per quelle straniere.
Rispetto al passato si registra un'inversione di tendenza per quanto riguarda il tasso di fecondità che ora risulta maggiore al Nord rispetto che al Mezzogiorno. Nello specifico al Nord si registra un numero medio di figli per donna pari a 1,48, segue il Centro con 1,38 e il Mezzogiorno con 1,35. L'unica regione del Mezzogiorno con un tasso di fecondità superiore alla media è la Campania (1,43), mentre le Regioni più prolifiche sono tutte del Nord con in testa il Trentino-Alto Adige con 1,63 figli per donna, seguito dalla Valle d’Aosta (1,61) e dalla Lombardia (1,52) .
L'82% delle nascite è riconducibile a donne italiane, che tuttavia rispetto alle straniere presentano un tasso di fecondità più basso. Infatti, le donne stranieri hanno fatto registrare nel 2011 un valore di 2,07 figli per donna (in calo rispetto al 2,11 del 2010) ben superiore tuttavia rispetto alla media di 1,33 figli delle donne italiane
 
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