Mercoledi, 17 Luglio 2019

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INPS: NEL 2010 REVOCATA UNA PENSIONE DI INVALIDITÀ SU QUATTRO


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Nel corso del 2010 l'attività ispettiva dell'Inps ha portato alla cancellazione del 23% delle pensioni d'invalidità civile controllate, in aumento rispetto all'11% del 2009. Questo aumento delle cancellazioni è imputabile all'affinamento del campione controllato, soprattutto per quanto riguarda alcune aree sensibili del Paese, che sostanzialmente coincidono con quelle con il più alto numero di domande di pensione d'invalidità.
Per cercare di stanare chi fa il furbo l'Inps ha predisposto nel 2009 un piano quadriennale che da un lato mira ad eliminare le prestazioni ingiustificate e dall'altro, prova a fare opera di deterrenza. Nel 2009 gli accertamenti sono stati 200mila, 100mila quelli effettuati nello scorso anno, mentre sia per il 2011 che per il 2012 si attendono 250 mila verifiche. In totale alla fine del 2012 saranno circa 800 mila le pensioni d'invalidità controllate, su un totale di quasi 2,9 milioni. Non sono solo i falsi invalidi ad essere nel mirino dell'Inps, ma anche le persone che pur avendo ricevuto correttamente i benefici dell'invalidità nel passato, oggi si trovano in condizioni psicofisiche diverse, poiché magari la patologia è stata curata o è migliorata. Inoltre vi è la possibilità, spiega l'Inps, che le Asl, che in passato avevano pieni poteri di decisione, possano essere state troppo generose nella concessione dell'assegno (si ricorda che la commissione medica deve accertare un'invalidità di almeno il 74%). Ora la situazione è diversa, visto che la  procedura per la richiesta della pensione d'invalidità avviene in maniera telematicaprocedura per la richiesta della pensione
d'invalidità avviene in maniera telematica e l'Inps interviene direttamente nel processo decisionale. Tuttavia i problemi non mancano anche ora, visto che solo la metà delle commissioni mediche delle Asl sono integrate da un medico dell'Inps, mentre nel resto dei casi l'Inps interviene successivamente invitando il cittadino ad effettuare una seconda visita. Oltre a risvolti sociali di questa doppia visita, questa mancanza di integrazione tra Asl e Inps, fa si che i tempi di liquidazione delle prestazioni d'invalidità civile siano biblici. A fronte di un obiettivo dichiarato dalla stessa Inps di 120 giorni attualmente la media dei tempi è di quasi un anno.



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PRINCIPALI RISULTATI DELL'ATTIVITÀ DI REVOCA
In testa alla classifica delle regioni con il più alto tasso di revoca delle prestazioni, relativa al 2010, troviamo la Sardegna (53%), seguita dall'Umbria (47%), dalla Campania (43%), dalla Sicilia (42%) e dalla Calabria (35%). A livello provinciale il tasso di revoca a Sassari raggiunge il 76%, segue Cagliari con il 64%, Napoli il 55%, Perugia con il 53 e, Benevento il 52%.
A Roma le cancellazioni sono risultate pari al 26% delle verifiche mentre a Milano pari al 3%.
L'attività di verifica sembra aver avuto anche effetto deterrente sulle nuove domande di invalidità che sono diminuite del 17% rispetto al 2009 (1,8 milioni contro 2,2 milioni). La diminuzione maggiore nel numero di domande si è registrata in Molise (-39%), in Puglia (-35%) e in Campania (-27%).

 

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