Giovedi, 21 Giugno 2018

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La Spesa Sanitaria in Italia e Negli Altri Paesi Ocse


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La spesa sanitaria continua ad aumentare più velocemente della crescita economica nella maggior parte dei Paese Ocse, secondo un trend che si osserva fin dagli anni '70. È quanto emerge dal rapporto Ocse, “Health Data 2011Health
Data 2011”, secondo cui, nella media dei Paesi membri, la spesa sanitaria ha raggiunto nel 2009 (ultimo anno disponibile), il 9,5% del Pil, in crescita sette decimi di punto percentuale rispetto al 2008. Nel 2011 è molto probabile che la spesa sanitaria in rapporto al Pil si stabilizzi o diminuisca per effetto della ripresa economica, tuttavia, sottolinea l'Organizzazione per lo Sviluppo Economico, è necessario che i Governi si impegnino di più per ottenere un miglior rapporto qualità prezzo della spesa sanitaria (in rapporto al Pil) , badando, al tempo stesso, anche ad ottenere un sistema sanitario più equo, reattivo ed efficiente, nel lungo periodo.
Nel rapporto si sottolinea che l'aumento della quota della spesa sanitaria sul Pil è stato marcato nei Paesi più colpiti dalla crisi economica, per effetto del calo della ricchezza prodotta. In Irlanda, ad esempio, la percentuale di Pil destinata alla spesa sanitaria  è aumentata dal 7,7% del 2007 al 9,5% nel 2009, mentre nel vicino Regno Unito, è passata dal 8,4%  al 9,8%.
La spesa sanitaria pro capite è aumentata in media nei Paesi Ocse  del 3,8% nel 2008 e 3,5% nel 2009. La spesa sanitaria pubblica è cresciuta più rapidamente, ad un tasso medio del 4,8% nel 2008 e 4,1% nel 2009, mentre quella privata è aumentata a ritmi inferiori, pari in media all'1,9% nel 2008 e  al 2,7% nel 2009.
I Paesi Ocse che dedicano una quota maggiore di Pil alla spesa sanitaria sono gli Stati Uniti con il 17,4% del prodotto interno lordo, ben oltre cinque punti percentuali in più di 'Olanda (12%) e Francia (11,8%). Gli Stati Uniti però sono anche l'unico Paese, insieme al Cile che mostrano un livello di spesa sanitaria privata per la salute superiore a quello pubblico.
L'Italia secondo il rapporto dedica una quota del Pil alla spesa sanitaria pari al 9,5%, valore allineato con quello della media Ocse e identico a quello di Spagna e Irlanda. Durante la crisi economica la percentuale di Pil italiano dedicato alla spesa sanitaria è cresciuta in modo deciso, passando dall' 8,7% nel 2007, al 9,0% nel 2008 e 9,5% nel 2009. 


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A livello di spesa sanitaria pro capite, il nostro paese si colloca leggermente al di sotto della Media Ocse, con una spesa (sempre nel 2009) di 3.137 dollari (rettificato per potere d'acquisto), contro una media di 3223 dollari (il 2,6% in meno).
Tra il 2000 e il 2009 la spesa sanitaria pro capite italiana è aumentata, in media dell'1,6% all'anno, in termini reali, cioè ad un tasso di crescita decisamente inferiore alla media Ocse (+4% annuo). Secondo il rapporto nel 2009 il 77,9% della spesa sanitaria italiana è stato finanziato da fonti pubbliche, un valore superiore al dato medio dei Paesi Ocse che è pari al 71,7%. Nel nostro Paese vi sono più medici pro capite che nella media dei Paesi Ocse ma meno infermieri. Infatti, i primi sono pari a 3,4 ogni mille abitanti, contro una media di 3,1, mentre gli infermieri sono 6,4 ogni mille abitanti, contro una media di 8,4. Anche il numero di posti letto ospedalieri del nostro Paese risulta inferiore alla media Ocse e pari a 3 posti letto ogni mille abitanti, contro una media di 3,5. Infine, sul fronte dell'aspettativa di vita, l'Italia con i suoi 81,8 anni (dato 2008) risulta essere il terzo Paese per quanto riguarda la maggior speranza di vita, dietro solo a Giappone e Svizzera e con 2,3 anni di aspettativa di vita in più della media Ocse.

 

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