Martedi, 21 Novembre 2017

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Le Autostrade Italiane Sono Più Sicure Della Media Europea: Ecco l'Elenco Dei Tratti Più Critici


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Le autostrade sono in generale la tipologia di percorso stradale più sicuro, visto che in Europa due incidenti su tre avvengono su strade a singola carreggiata, che risultano essere quattro volte più pericolose delle autostrade. É questo uno dei dati che emerge dall'Atlante Europeo della Sicurezza StradaleAtlante
Europeo della Sicurezza Stradale, realizzato dall’ACI in collaborazione con gli altri Automobile Club internazionali, nell'ambito del programma europeo per la sicurezza delle infrastrutture (EuroRAP). Questo atlante rappresenta uno strumento di viaggio prezioso sia per gli automobilisti italiani che per quelli stranieri che così possono visualizzare quali siano i tratti più pericolosi e quelli più sicuri. Per Effettuare questa distinzione sono stati analizzati i dati sui flussi di traffico disponibili su 240 mila km di strade e sul numero degli incidenti.
Per quanto riguarda il nostro Paese, sono state analizzate solamente le autostrade e possiamo dire che il risultato emerso è decisamente buono. Tutte le tratte analizzate, infatti, superano qualitativamente la media europea, anche se tre punti evidenziano criticità più elevate rispetto al resto del Paese., ovvero:

  • la diramazione Predona-Bettolle sulla A26 in provincia di Alessandria, dove 4 incidenti su 10 avvengono in curva, in particolare al km 17
  • il tratto della A25 tra Torano e Avezzano, in provincia di L’Aquila, dove il 25% dei veicoli coinvolti in incidente viaggia ad alta velocità e il picco dei sinistri si registra a giugno
  • il tratto della A14 tra Bari nord e Taranto nord, dove il 37% degli incidenti avviene in curva, soprattutto ai km 685, 718 e 743, coinvolgendo prevalentemente conducenti giovani con meno di 30 anni.

Oltre a questi tre punti che presentano una classe di rischio di valore 3 su un massimo di 5, ve ne sono altri 84 con classe di rischio 2 e altri 47 con classe di rischio 1 che il valore più basso. L'elenco completo relativo alle strade italiane può essere scaricato a questo indirizzoquesto
indirizzo.
Secondo il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, lo studio giudica “positivamente la rete italiana rispetto ai 111 tratti esaminati”. In generale gli incidenti mortali si i concentrano sul 10% della rete stradale europea  ed è proprio su questi tratti, che dovrebbero essere convogliati gli sforzi delle istituzioni per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali.

 


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Gelpi, sottolinea che la carenza di fondi non può essere una scusa, visto che è dimostrato che gli investimenti sulle strade fruttano 20 volte in termini di risparmi sociali imputabili all’incidentalità.
In generale secondo l'atlante sul 42% delle strade europee si rischia troppo, fino a 30 volte di più rispetto alla media comunitaria, soprattutto in Paesi come la Grecia,la Polonia e la Bosnia Erzegovina. Anche l'Onu ha richiamato tutti gli Stati ad un maggior impegno per la sicurezza stradale nel prossimi decennio. E proprio questo Atlante Europeo della Sicurezza Stradale, può rappresentare un ottimo strumento di partenza per valutare dove è maggiormente necessario intervenire e quali devono essere le priorità di azione per i politici, i decisori pubblici, gli ingegneri e le imprese concessionarie.

 

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