Lunedi, 18 Giugno 2018

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MALASANITÀ: IN ITALIA UN CASO OGNI 2 GIORNI, UN MORTO OGNI 3 E 6 ERRORI SU 10 AVVENGONO AL SUD


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Sono stati 242 i casi di Malasanità, analizzati dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta, in poco più di un anno, dal primo ufficio di presidenza di fine aprile 2009 a metà settembre 2010. Si tratta di numeri gravi che delineano il quadro di un Paese in cui si contano in media 15 errori al mese in campo sanitario, uno ogni due giorni. Di tutti i casi analizzati ben 163 hanno riguardato la morte di un paziente (il 67,35%) o per errore diretto del personale medico e sanitario o per carenze strutturali. Ma il dato che impressiona maggiormente è che su 163 vittime, ben 88 (quasi il 54%) si sono concentrate in due regioni del Mezzogiorno Calabria (50) e Sicilia (38). Tra gli episodi di decesso legati a presunti casi di malasanità (devono comunque sempre essere accertati dalla magistratura), dopo Calabria e Sicilia troviamo il Lazio con 14 morti, la Campania con 12, la Puglia con 9, la Liguria con 8, Emilia Romagna e Toscana con 7, Veneto 6, Lombardia 4, Piemonte 2, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Basilicata 1.
Sul computo totale dei casi (242) sono sempre Calabria e Sicilia a guidare la classifica della malasanità con rispettivamente 64 e 52 casi. Seguite da Lazio (24), Campania , Puglia e Lombardia (15), Veneto (14), in Toscana (12), Emilia Romagna (9), Liguria (8), Piemonte (6), Friuli Venezia Giulia e Abruzzo (2), Trentino Alto Adige, Umbria, Marche e Basilicata (1).
La maggior parte dei casi di malasanità registrati sono riferibili a errori di medici o del personale sanitario (186 su 242, il 76,9%). Tuttavia sono molte anche le situazioni di malasanità che hanno a che fare da disservizi, carenze e strutture inadeguate (56 casi su 242, il 23,1%). Queste situazioni strutturali del sistema sanitario nazionale, catalogate dalla Commissione come “altro” hanno portato alla morte di 40 persone, 16 delle quali in ospedali siciliani, 9 nel Lazio e 8 in Calabria.


COMMENTI
Il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, ha sottolineato come soprattutto in Calabria (ma anche in Sicilia) sarebbe necessario un riassetto globale del sistema sanitario regionale. Troise ha però sottolineato anche come il numero dei casi di malasanità risulti in ogni caso molto “piccolo” di fronte all'intero SSN, che ogni anno vede ricoverate 7,5 milioni di persone, per un totale di circa 50 milioni l'anno di giorni di degenza complessivi in ospedale. Si fanno inoltre 300 milioni di visite specialistiche e circa 1 miliardo di esami di laboratorio.


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Anche il segretario nazionale della Fp Cgil, Massimo Cozza, la pensa allo stesso modo e ha invitato le istituzioni a riorganizzare velocemente il sistema sanitario di alcune regioni.
Per Cittadinanzattiva i dati confermano l'insicurezza delle strutture non solo meridionali che rende necessario perciò un sistema di monitoraggio degli errori a livello nazionale. La coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Francesca Moccia, ha sottolineato come da anni vengano denunciate le carenze strutturali e organizzative degli ospedali del Sud, soprattutto quelli calabresi. Ma non va dimenticato che il fenomeno della malasanità non è circoscritto solo al Sud, anche se spesso è denunciata soprattutto dai cittadini meridionali, stanchi dei disservizi ed inefficienze delle loro regioni. Cittadinanza attiva, chiedendo al Ministero e alle Regioni di mettere a punto un sistema di controllo e registrazione degli eventi sentinella, errori o quasi errori, sottolinea l'importanza per i cittadini di venire a conoscenza del livello di sicurezza delle strutture in cui vanno a curarsi.

   


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