Martedi, 14 Agosto 2018

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MODA: METÀ DEGLI ITALIANI NON LA SEGUE MA CERCA UNO STILE PERSONALE, 1 SU 5 INDOSSA QUEL CHE CAPITA


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Metà degli italiani dichiara di non seguire la moda ma di avere uno stile personale, mentre un italiano su cinque indossa quello che capita. Questo in sintesi il risultato del sondaggio "Italiani e moda. Pillole di comportamenti e atteggiamenti", condotto da Fismo-Swg e presentato in occasione del Premio moda 2010, consegnato ieri al brand Ferragamo. In Italia i più attenti alla moda risultano i giovani (35%) e le persone abbienti (32%), seguono poi le donne (21%), mentre gli uomini sembrano poco influenzati dalle tendenze del momento (2%). In generale nonostante la moda sia uno dei simboli più brillanti del Made in Italy, la maggioranza degli italiani (il 51%) la vede come un "modo per portare le persone a spendere". Per più di un italiano su tre (il 35%), però, la moda è un modo creativo e leggero per portare novità nel guardaroba. C'è anche chi vede nella moda un obbligo, quasi una costrizione (9%), mentre per il 5% del campione rappresenta un must, che non si può non seguire se si vuole essere al passo con i tempi.
La moda dunque sembra interessare soprattutto i giovani e le donne, ma ad influenzare questo risultato concorre anche il costo che un certo modi di vestire impone. Passando dalle opinioni ai comportamenti personali però il 23% del campione dichiara di avere almeno un capo alla moda, mentre il 7% cerca di rinnovare sempre il proprio guardaroba. Disaggregando questi ultimi dati per età e genere, si scopre che sono soprattutto i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (24%) e le donne (26%) ad avere almeno un capo alla moda e a voler rinnovare sempre il proprio guardaroba (rispettivamente 12% e 9%)


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RIFLESSIONI SUL MONDO DELLA MODA
Intervenuto alla premiazione il Vice Direttore Generale di Confesercenti  Mauro Bussoni, ha sottolineato come il mondo della moda vada tutelato soprattutto dal fenomeno della contraffazione, che oltre a danneggiare i grandi brand colpisce anche tante PMI. Inoltre, ha continuato Bussoni, per far si che la moda italiana rimanga competitiva occorre una maggiore semplificazione burocratica per le Pmi, la riduzione della pressione fiscale sotto il 40% in 4 anni e lo sfoltimento del numero abnorme di adempimenti tributari.
Il, Presidente della Fismo – Confesercenti, Roberto Manzoni, ha invece posto l'accento sull'importanza delle vetrine dei negozi per la crescita e lo sviluppo della moda italiana. I negozi, secondo Manzoni, danno un forte contributo come palestra, esperienza, promozione, prestigio a marchi e stilisti che sono il punto di forza del nostro made in Italy. Per quanto riguarda il pessimo andamento dei saldi, Manzoni ha voluto contestualizzare i dati, nel calo generalizzato della spesa che gli italiani dedicano all'abbigliamento scesa dal 9% del 2008 al 7% del 2011.

 

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