Lunedi, 18 Dicembre 2017

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PIL Pro Capite: la Recessione Allontanerà Ancora di Più il Mezzogiorno Dal Centro Nord


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Nei giorni scorsi abbiamo visto come secondo l'Eurostat, nel primo triennio della crisi il Pil pro capite italiano sia calato pur rimanendo in media con quello dell'Unione Europea a 27, ma sia stato sempre inferiore ai Paesi dell'Area Euro. Una situazione che con tutta probabilità peggiorerà nel 2012, anno che, secondo diverse fonti autorevoli ( Abi, Confindustria, Ocse) sarà a crescita negativa per il nostro Paese.
La recessione che investirà tutta l'Italia potrebbe fare sentire il suo peso maggiore sul Mezzogiorno, che si troverebbe così ancora più indietro rispetto al Centro Nord. E se allo stato attuale il Pil del Mezzogiorno non arriva al 60% di quello del Nord, (sebbene sia cresciuto di 18 volte dall'Unità d'Italia ad oggi), senza politiche di sostegno per il Sud la situazione già grave potrebbe tramutarsi in un'emergenza sociale.

Nonostante sia sempre difficile fare previsioni, Unioncamere e Prometeia hanno provato ad ipotizzare l'andamento del Pil pro capite per l'anno appena iniziato, basandosi sui dati disponibili e tenendo conto sia degli effetti della Manovra Salva Italia, sia dell'Economic Outlook dell’OCSE
I risultati di queste previsioni sono contenuti nel rapporto “ Scenari di sviluppo delle economie locali italianeScenari di sviluppo delle economie locali italiane” e come anticipato descrivono un Mezzogiorno in difficoltà sul fronte della ricchezza pro capite, che dovrebbe calare rispetto al 2011. In concreto il Pil pro capite dell'Italia dovrebbe attestarsi a 23.280 euro, mentre quello del Sud a 15.514 euro, pari al 66,6% della ricchezza pro capite nazionale ed in calo di un decimo di punto percentuale rispetto all'anno appena concluso.
I valori più alti di Pil pro capite si registreranno nelle provincie del Nord-Ovest con un valore aggiunto pari a 27.974 euro (+20,2% rispetto alla media nazionale), seguite da quelle del Nord-Est con 27.717 euro (+19,1% rispetto alla media), mentre il Centro dovrebbe registrare un valore medio per abitante di 26.101 euro (+12,1% rispetto alla media).

Confrontando il dato nazionale del Pil pro capite con gli anni precedenti si osserva una diminuzione rispetto al 2011, anno in cui la ricchezza prodotta crebbe di 570 euro a cittadino, ma un valore comunque superiore al biennio 2009-2010.
A livello territoriale Milano si confermerà al primo posto nella graduatoria delle province con il Pil pro capite maggiore con un valore di 34.797 euro (quasi il 50% in più della media nazionale), seguiranno Bologna (31.464 euro), Bolzano (31.173 euro), Roma (30.370 euro) e Trieste (29.622 euro). La prima provincia meridionale, Chieti, si dovrebbe collocare al 68° posto in classifica con 19.392 euro pro capite, valore inferiore alla media nazionale di oltre il 16%. Gli ultimi tre posti della classifica del Pil pro capite saranno occupati da Caserta con 13.002 euro, Crotone (13.078 euro) e Agrigento (13.193 euro), valori al di sotto della media italiana di circa il 60%.
Passando dalle province alle regioni e dal Pil pro capite al Pil, l'indagine sottolinea che in un quadro di crescita negativa comune a tutto il territorio italiano, saranno solo cinque le regioni che mostreranno una perdita minore della media nazionale (prevista in -0,5%). Nello specifico si tratta di Emilia Romagna (-0,2%), Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto (tutte con una contrazione del pil dello 0,3%).
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