Giovedi, 19 Luglio 2018

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PSN: IN UN'ITALIA CHE INVECCHIA SEMPRE DI PIÙ NEL 2018 CI SARÀ UNA CARENZA DI 22MILA MEDICI


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Allarme medici nella sanità italiana, dal 2012 al 2018 ci si attende una carenza di 18mila unità di personale medico nel SSN e di circa 22mila medici (considerando anche il settore privato) dal 2014 al 2018. A riferirlo è la bozza  del nuovo Piano Sanitario Nazionale (PSN),  per il prossimo triennio, messa a punto dal Ministero della Salute e anticipata dal portale di informazione sanitaria, “quotidianosanità.it”.
Il PSN sottolinea che il calo delle risorse umane nel SSN avverrà a causa dell'invecchiamento della dirigenza è dal contestuale calo nelle immatricolazioni universitarie nelle lauree abilitanti, soprattutto in Medicina e Chirurgia. Per questo tra le proposte avanzate (già dal 2008/2209) vi è quella di un ampliamento dell'offerta formativa, ossia del numero delle immatricolazioni al corso di laurea in Medicina, anche se ciò non porterebbe risultati prima del 2019.
Oltre al problema dei medici, due altre sfide caratterizzeranno la sanità dei prossimi anni, ovvero la non autosufficienza e l'incremento dei costi per l'acquisto e la gestione di tecnologie e farmaci innovativi. Due sfide che secondo il PSN assorbiranno un'ampia fetta delle risorse disponibili. Per questa ragione la Sanità dovrà elevare il livello di efficienza, mettendo fine agli sprechi che contraddistinguono soprattutto alcune regioni. Abbiamo visto proprio recentemente, come quattro regioni abbiano dovuto elevare le addizionali ai contribuenti per riuscire a rientrare di parte del deficit
quattro regioni abbiano dovuto elevare  le addizionali ai
contribuenti per riuscire a rientrare di parte del deficit. Una sfida quella della ricerca dell'efficienza nel sistema sanitario che dovrà fare i conti anche con l'evoluzione federalista a cui l'Italia sta andando incontro, che dovrà comunque garantire dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) idonei e comuni.
Per il biennio 2010/2012 il PSN ha individuato quattro priorità che andranno perseguite anche grazie ai finanziamenti vincolati (circa 1,4 miliardi), ovvero: equità nell’acceso e nei trattamenti e semplificazione burocratica ; tutela e cure delle persone più deboli (disabili e non autosufficienti); diffusione cure palliative / terapia del dolore e gestione più efficiente delle liste d’attesa.
Priorità che diventeranno sempre più stringenti nel futuro a causa dei cambiamenti nella struttura demografica del Paese, in cui per il terzo anno consecutivo si è registrato un saldo tra nascite e decessi, negativo. Siamo un Paese che sta invecchiando, come sottolineato anche dal rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italiarapporto
2010 sulla non autosufficienza in Italia, in cui su poco più di 60 milioni di cittadini (60,387 milioni) il 20% è composto da over 64enni, mentre solo il 14% sono bambini sotto i 14 anni. Secondo alcune proiezioni demografiche del Ministero, nel 2051 gli over 64 saranno ben i 34,5% della popolazione, con pesanti ripercussioni sul SSN. L'indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra anziani ultra64enni e giovanissimi under 14 raggiunge attualmente il valore di 144%, contro il 127% del 2000. Allo stesso modo diventa sempre più problematico il rapporto di dipendenza, tra la popolazione non attiva (under 15 e over 64) e quella in età lavorativa, cresciuto negli ultimi 10 annio dal 48% al 52% e, all’interno di questo rapporto.
Buone notizie sul fronte delle malattie cardiovascolari che, nonostante rimangano la prima causa di morte, continuano a percorrere un trend discendente iniziato nella metà degli anni 70.


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Gran parte del merito della riduzione registrata (55%) va ai comportamenti di prevenzione attivati dai cittadini, quali riduzione della pressione arteriosa (25%) e della colesterolemia totale (23%). Mentre il restante 40% è merito di terapie mirate, soprattutto nei trattamenti per lo scompenso cardiaco (14%) e terapie in prevenzione secondaria dopo un infarto del miocardio o una rivascolarizzazione (6%).
Anche i tumori, pur con una sostanziale stabilità di incidenza, registrano un calo della mortalità, con una riduzione del 2% per quanto riguarda gli uomini e dell'1% per le donne. Il PSN sottolinea che ciò è dovuto sostanzialmente alla riduzione di molti tipi di tumori, come quelli del retto, dello stomaco, del fegato e linfomi di Hodgkin. Tra gli uomini la riduzione maggiore della mortalità riguarda i tumori correlati al fumo (polmone, esofago, vescica, vie aerodigestive superiori), mentre tra le donne si registra una significativa riduzione della mortalità per i tumori del colon, della mammella e dell'utero. Aumenta tuttavia la mortalità per quanto riguarda il tumore polmonare nelle donne, che è praticamente raddoppiato negli ultimi cinque anni (da 0,84 per 10.000 nel 2001 a 2,09 nel 2007). Per quanto riguarda gli uomini, invece, aumenta il tasso di mortalità per il melanoma della pelle, che, come abbiamo visto recentemente, può essere correlato anche ad un uso eccessivo di apparecchiature per l'abbronzatura artificialeuso
eccessivo di apparecchiature per l'abbronzatura artificiale ( Lettini e lampade abbronzanti).
La bozza del Piano Sanitario Nazionale può essere scaricata dal sito quotidianosanità.it, a questo indirizzo

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