Mercoledi, 19 Settembre 2018

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PUBBLICATI I DATI OCSE SULLA RIPRESA ECONOMICA MONDIALE: CRESCE ANCHE L’ITALIA, MA MOLTO LENTAMENTE


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Pubblicati i Dati Ocse sulla Ripresa Economica Mondiale: Cresce Anche l’Italia, ma Molto Lentamente | Pil | ripresa Economica |

L’Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha diffuso i dati relativi all’ammontare del prodotto interno lordo nei vari paesi del mondo.
C’è anzitutto da osservare che i paesi dell’area Ocse, 32 nel complesso, hanno evidentemente imboccato la strada della ripresa economica. Il Pil delle nazioni in questione è salito dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti, che a a loro volta avevano fatto registrare il medesimo tasso di crescita. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, invece, i paesi dell’area Ocse hanno registrato un dato importante: +2,8%, contro il +2,4% del primo trimestre 2010 sullo stesso periodo dello scorso anno.
Anche l’Italia ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente, ma in proporzioni decisamente basse, ovvero pari all'1,1%. Regina d'Europa e traino della ripresa economica nell'area euro è la Germania, con un invidiabile tasso del +3,7% rispetto all’anno precedente. La Germania ha vissuto proprio negli ultimi periodi la ripresa economica più significativa, con un balzo del prodotto interno lordo, nel secondo trimestre del 2010, pari al +2,2%, rispetto al trimestre precedente. Il primo trimestre 2010 si era chiuso per la Germania con un flebile +0,5%.
I risvolti della forte ripresa economica tedesca si sono fatti sentire in maniera notevole anche nel mondo dell’occupazione: la Germania può infatti vantare ben 40,3 milioni di occupati, un tasso molto vicino al record di 40,7 milioni stabilito nel 2008, dunque prima della crisi economica.
Procede in maniera piuttosto lenta, invece, la ripresa economica di due importanti nazioni quali Stati Uniti e del Giappone. Gli Stati Uniti registrano un +1,5% (+0,9% nel primo trimestre e +0,6 nel secondo trimestre), mentre il Giappone, dopo un trimestre con una crescita del +1,1% nel primo trimestre, ha rallentato il trend positivo con un nuovo tasso pari ad appena il +0,1%.
Dopo la graduatoria mondiale stilata da Newsweekgraduatoria
mondiale stilata da Newsweek, che ha riservato all'Italia un posto tutt’altro che di prestigio per quanto riguarda il dinamismo economico, anche Ocse ha confermato che l’Italia sta recuperando dalla crisi in maniera molto lenta rispetto agli altri paesi europei.


I COMMENTI DEI CONSUMATORI
Le stime Ocse sul Pil non hanno mancato di suscitare i commenti e le reazioni “piccate” delle associazioni dei consumatori.
Secondo il CodaconsCodacons questi dati dimostrano che tutti coloro che nei mesi scorsi sostenevano che l'Italia fosse la locomotiva d'Europa, stavano solamente “fantasticando e facevano propaganda”. L'Italia è , infatti, per l'associazione la Cenerentola d'Europa, piuttosto che la locomotiva.


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La minor crescita dell'italia viene spiegata dal Codacons con la decisione del Governo di non investire denaro per uscire prima dalla crisi, come hanno fatto alti Governi Europei. Questa scelta porterà il Nostro Paese a perdere terreno rispetto agli altri Paesi Europei e non potrà tornare ai livelli dei consumi pre-crisi prima del 2015. L'associazione ritiene ancora possibile un'inversione di rotta, se il Governo attuasse misure per salvaguardare la capacità di spesa delle famiglie, ad esempio detassando la tredicesima, raddoppiando l'importo della social cardsocial card , riducendo le accise sulla benzina e l'Iva di alcuni prodotti necessari, eliminando il canone Telecom e gli "extra-costi' delle bollette elettriche e attuando misure di liberalizzazione.
Anche per FederconsumatoriFederconsumatori la situazione non è rosea, così come non sono positive le prospettive per il futuro prossimo. A dimostrazione di questo l'associazione cita i dati negativi sul turismo e quelli sui saldi estivi, che hanno fatto registrare un andamento peggiore delle atteseandamento
peggiore delle attese, con  riduzioni attorno al 30%. Federconsumatori prevede, purtroppo, un autunno carico di aumenti e di spese, con una possibile stangata sulle famiglie, per una cifra compresa tra gli 886 euro e i 1100 euro annui. L'Associazione ribadisce la necessità di un rilancio del potere di acquisto delle famiglie, riducendo il carico fiscale su quelle a reddito fisso.
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Si ringrazia l'utente lumaxartlumaxart di flickr per l'immagine



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