Martedi, 19 Giugno 2018

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RAPPORTO IFEL: LA MANOVRA ECONOMICA PORTERÀ AD UN TAGLIO DEI SERVIZI DI 100-120 EURO A CITTADINO


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Rapporto Ifel: la Manovra Economica Porterà ad un Taglio dei Servizi di 100-120 Euro a Cittadino | Aumento Tariffe | Spesa Pubblica |

Nei giorni scorsi (23 luglio ndr) è stato presentato il rapporto annuale Ifel-Anci sulla stato dei Comuni Italiani. La presentazione del documento è stata anche l'occasione per fare il punto sulla manovra economicamanovra
economica e sulle ripercussioni che questa avrà sugli enti locali e sui servizi per i cittadini. La somma prevista dalla manovra sommata al patto di stabilità del 2008 varrà 43,6 miliardi di euro per il 2011 e oltre 57,5 miliardi a decorrere dal 2012, con inevitabili ripercussioni verso i cittadini. A tal proposito il Prof. Giuseppe Franco Ferrari, presidente dell'Ifel, nell'analizzare l'incidenza della manovra sui bilanci dei comuni nei prossimi tre anni, ha sottolineato come gli effetti balzeranno agli occhi di tutti. Per il Biennio 2011-2012 la correzioni finanziaria imposta ai comuni si tradurrà in un taglio dei servizi pari a 100 euro pro capite il primo anno e di quasi 120 euro per il secondo. Più che di tagli, chiariscono i tecnici dell'Anci, si tratta di una richiesta di maggiori contribuiti ai cittadini. In questo senso si può dire che è vero che la manovra non aumenterà nessuna tassa, nel senso stretto di imposta, mentre produrrà i suoi effetti nell'aumento delle tariffe, come abbiamo già visto nel caso dei pedaggi autostradalipedaggi
autostradali. I comuni saranno costretti perciò, ad aumentare il costo di alcuni servizi come ad esempio i mezzi pubblici, o ridurre i contributi per l'asilo nido, per le mense scolastiche o l'assistenza domiciliare.
Secondo il Professor Ferrari, la manovra costringerà i Comuni del Centro a tagliare la spesa di oltre il 10% nel 2011 e del 12,2% nel 2012, seguiti da quelli meridionali, che incidono per il 9,1% nel 2011 e per l'11,4% nel 2012, mentre quelli del Nord, in virtù della maggior spesa di partenza rispetto agli Enti del Mezzogiorno, dovranno ridurla di una percentuale inferiore, pari nei due anni, rispettivamente, all'8,4% e al 10%. La manovra si dimostra pesante soprattutto per il Sud a partire dal 2012, quando, sostiene il Prof Ferrari, metà dei comuni del mezzogiorno si troveranno nella posizione di dover tagliare la spesa per più del 10% mentre il 35% degli Enti Locali dovrà chiedere ai cittadini un contributo che sarà superiore ai 100 euro pro capite. Una prospettiva che vista la già grave situazione delle famiglie del Mezzogiornosituazione
delle famiglie del Mezzogiorno, fotografata dal rapporto Svimez, non potrà che avere conseguenze sociali devastanti.
Le spese che i Comuni saranno costretti a tagliare di più, dice il Rapporto, sono quelle per gli investimenti, che scenderanno “dagli attuali 250 euro pro capite circa a soli 220 euro a prezzi 2009 nel 2014”, con un salto indietro ai valori del 1994. In questo modo sottolinea il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti, si impoveriranno soprattutto le Regioni del Nord, che sono quelle che investono di più.
il direttore scientifico dell'Ifel Silvia Scozzese, ha sostenuto l'inopportunità di una manovra così pesante in un momento di crisi, soprattutto alla luce dei buoni risultati ottenuti fin qui dai Comuni.


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Tra il 2004 e il 2008, infatti, gli enti locali hanno realizzato un aumento cumulato delle entrate dell'8%, superiore a quello delle spese (+3,5), e quelli soggetti al Patto di stabilità interno sono passati da un disavanzo complessivo di 1,7 miliardi nel 2006 a un avanzo di 250 milioni nel 2009.
Angelo Rughetti, ha anche presentato alcune ipotesi alternative alla manovra per il biennio 2010-2012, fermo restando saldi complessivi da conseguire. Una di questa prevede rimodulazione del carico della manovra che sposti 700 milioni di euro dal 2011 al 2012. Secondo le simulazioni fatte dall'Anci questo spostamento produrrebbe per il prossimo anno un vantaggio di circa 273 milioni di euro per i Comuni del Sud, di 253 milioni per quelli del Nord e di circa 173 milioni per gli Enti del Centro che, simmetricamente, si traducono in un pari aggravio per l'anno successivo. Il maggior aggravio del 2012, però potrebbe essere temperato dalla maggior flessibilità fiscale prospettata dal Governo, oltre che, aggiungiamo noi, da un minor peso della Crisi economica sia sui cittadini che sulle casse Comunali.

  [Via: Ifel.itIfel.it ]


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CREDIT
Si ringrazia l'utente JeRoseL'06JeRoseL'06 di flickr per l'immagine


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